Venezuela Crisi Alimentare 130516154114
STALLO ECONOMICO
17 Maggio Mag 2013 0600 17 maggio 2013

Il Venezuela attanagliato dalla fame

Nel Paese è crisi alimentare.

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Gli scaffali dei supermercati quasi vuoti.

Strano Paese quello in cui un litro di benzina costa 0,097 bolivar (un centesimo di euro al cambio ufficiale), mentre mancano la farina, lo zucchero e alcuni tipi di carne, reperibili solo a fatica, al mercato nero. E a prezzi fino a 10 volte superiori rispetto al 2012.
UN PAESE ALLO SBANDO. Gli scaffali vuoti dei supermercati e le lunghe code davanti ai panifici sono le immagini che meglio raccontano un Venezuela allo sbando dopo la morte, il 5 marzo scorso, del colonnello Hugo Chávez: a poco più di due mesi di distanza, la crisi alimentare si è aggiunta a quella politica rischiando di fare precipitare il Paese in una stagione di tensione inedita rispetto agli anni d’oro del Comandante.
PRESSIONI SUL NEO PRESIDENTE. E la pressione sul neo presidente, nonché delfino di Chávez, Nicolas Maduro, iniziata con le proteste dell’opposizione per i presunti brogli nel voto del 14 aprile, cresce. Almeno quanto il malcontento del popolo costretto a fare i salti mortali a causa della mancanza dei prodotti alimentari di base.
Il governo non ha perso l’occasione – come già aveva fatto nei mesi scorsi – per attaccare l’opposizione di Henrique Capriles , considerandola come corresponsabile della situazione.
Secondo Palacio Miraflores, dimora del presidente, l’insufficienza di cibo sarebbe infatti la conseguenza della spesa compulsiva della gente dovuta a una campagna dell’opposizione diretta a destabilizzarlo.
COLPA DELL'INSTABILITÀ POLITICA. La realtà descritta dalle imprese alimentari, le prime toccate dalla nuova crisi, è invece diversa. I capi azienda hanno spiegato che sulla crisi influisce l’instabilità politica che allontana gli investimenti esteri, ma pesano soprattutto le forti limitazioni sulla distribuzione di dollari: in un Paese che importa il 70% di quello che consuma – dalle materie prime ai prodotti finiti – la circolazione del biglietto verde è la linfa vitale dell’economia.
IL REGIME DEI PREZZI CONTROLLATI. Ad asfissiare le aziende, costringendole ad aumentare i costi per i clienti finali, c’è poi il regime dei prezzi controllati: quello del latte, per esempio, è stabilito a 2,9 bolivar al litro (35 centesimi di euro), ma nessun produttore lo fornisce alle imprese a meno di 7 bolivar (80 centesimi circa). E chi ha bisogno del latte come materia prima, è costretto a pagarlo quella cifra.

L'impennata del costo delle materia prime

L'impennata dei prezzi in Venezuela.

Nell’ultimo anno, secondo i dati della Camera dell’industria di alimenti del Venezuela, il costo delle materie prime è aumentato nei casi peggiori del 414% (in quelli migliori del 15%): il 90% delle aziende alimentari hanno chiuso il 2012 in netta perdita.
LE ACCUSE DI COMPLOTTISMO. Ma la situazione fotografata dai dati non è sufficiente a placare le accuse di complottismo dei socialisti e del nuovo presidente. L’ultima sfuriata del governo è stata contro Lorenzo Mendoza, presidente di Polar, il principale produttore di alimenti del Venezuela. Sostenendo che avrebbe deciso arbitrariamente di tagliare la produzione di farina precotta, necessaria per preparare le arepas, le tipiche piadine della cucina venezuelana.
FABBRICHE A PIENO REGIME. Mendoza ha risposto spiegando che le sue fabbriche stanno operando a pieno regime, che la farina precotta del suo gruppo (la “Harina Pan”) rappresenta il 48% dell’intera produzione del Paese e che la scarsità è dovuta alla sottoproduzione dei competitori. «Affittatemi o vendetemi le macchine ferme o non funzionanti», ha detto Mendoza, «e le faremo lavorare».
LA GUERRA DELLA CARTA IGIENICA. Tuttavia, che l’emergenza sia concreta lo si vede con un giro in qualsiasi supermercato. A scarseggiare non c’è solo il cibo: la mancanza di carta igienica, per esempio, è stata per il governo socialista un’occasione di propaganda.
Il ministro del commercio, Alejandro Fleming, ha annunciato l’arrivo di 50 milioni di rotoli dall’estero, per far calare i prezzi. E non ha perso l’occasione per un po’ di propaganda con risvolti quasi comici. Persino la mancanza di carta igienica, infatti, sarebbe dovuta a un eccesso di domanda causata dalla «campagna mediatica» promossa dall'opposizione.
UN RIMEDIO ALLO STALLO. Al di là dei proclami, però, i funzionari di Maduro sanno che la questione va affrontata seriamente. Tant’è che il ministro delle Finanze Nelson Merentes si è riunito con i rappresentanti di 400 imprese proprio per discutere di un possibile rimedio allo stallo che frena la produzione di beni di base.
Il 20 maggio dovrebbero prendere l'avvio 12 tavoli di lavoro con le imprese per mettere a punto delle strategie al fine di aumentare la produzione di alimenti.
Lo scetticismo cresce, in molti non credono che una situazione nata dopo anni di politiche economiche sbagliate possa essere risolta con un colpo di mano.
In Rete, intanto, tra gli antichavisti c’è chi ironizza ricordando un’intervista rilasciata nel 2009 dall’ex ministro per la Pianificazione Jorge Giordani, che disse al quotidiano El Universal: «Il socialismo si costruisce a partire dalla scarsità».

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