Economia
30 Maggio Mag 2013 1109 30 maggio 2013

Dalai verso il concordato preventivo

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Il comunicato che, il 28 maggio, annunciava il fermo “temporaneo” di Linus, mitico mensile di fumetti fondato da Giovanni Gandini nel 1965, ha lasciato a tal punto interdetti i lettori che in pochi si sono soffermati sulla firma della stessa nota, “Baldini&Castoldi srl” e non, come ci si sarebbe potuto aspettare Dalai Editori. Ci si potrebbe chiedere cos’è, in fondo, un nome.  Senza bisogno di rileggere Romeo e Giulietta per trovare una risposta adeguata alla domanda, la storia dell’editore milanese mostra che, proprio il cambiamento del nome, ha finora sempre sotteso a una metamorfosi in corso. La società nasce a Milano nel 1897 (come Baldini&Castoldi),  affonda negli anni ’70, e risorge dalle sue stesse ceneri con l’arrivo di Alessandro Dalai nel 1991. Con l’avvento di Dalai cambia la denominazione sociale: prima come Baldini Castoldi Dalai Editore, poi B.C. Dalai Editore e, dal 2011, solo come il Dalai Editore (mentre “Baldini & Castoldi” diventa una collana della stessa casa editrice). Qual è quindi il motivo per cui un comunicato stampa tanto clamoroso come quello che ha annunciato la sospensione delle pubblicazioni di Linus, è stato firmato come Baldini&Castoldi srl in veste di editore? Non si tratta di uno scioglilingua… la storia, per intero, è molto più interessante che non lo stop temporaneo alle pubblicazioni dello storico mensile. IL COMUNICATO SUL SITO DELLA SOCIETA'. Per giorni sul web si sono susseguiti gli allarmi dei lettori. Finora, in oltre cinquant’anni di storia, Linus non aveva mai mancato un appuntamento in edicola regalando ai lettori le storie dei mitici Peanuts (Snoopy per intenderci) di Charles Schultz oltre ad alcuni dei  fumetti statunitensi ed europei più importanti (tra i tanti Corto Maltese, Dick Tracy, il Popeye di Segar, Valentina di Guido Crepax e persino, ai loro esordi  i supereroi Marvel, con alcuni episodi dei Fantastici Quattro). «È quasi giugno e non si trova ancora in edicola», scrivevano sui blog alcuni dei fan tra cui il livello di agitazione era salito contestualmente alle notizie poco confortanti sullo stato di salute dell’editore (guarda caso assente al Salone del Libro di Torino di pochi giorni fa). Fino al clamoroso annuncio di martedì 28 maggio. «Cari Lettori, con un pesante ma giustificato ritardo eccoci a comunicarvi lo stato dell’arte. Linus si è temporaneamente fermato per una serie di problemi gravi e di complicata soluzione, riguardanti stampa e logistica e conseguenti a un difficile momento della società editrice», si legge nel comunicato. Che poi prosegue: LINUS DA’ APPUNTAMENTO A LUGLIO.«La volontà dell’editore è senz’altro quella di proseguire la pubblicazione di Linus, come ovvio permettendo agli abbonati di recuperare i numeri persi, ma perché la volontà si trasformi in qualcosa di più concreto, e quindi nelle prossime uscite del mensile, mancano ancora alcuni passaggi che speriamo di potervi comunicare al più presto. … Baldini&Castoldi srl». Tra le righe si può già capire come il problema non sia Linus, ma il gruppo editoriale. Linus tornerà a luglio 2013, dopo aver saltato i numeri sia di maggio che di giugno. Lo garantiscono fonti interne al gruppo, nonostante il comunicato stampa abbia fatto temere il peggio per lo storico mensile di  fumetti. Lo assicura ad Economiaweb.it una fonte interna al gruppo che preferisce l’anonimato. Nel frattempo, in questi due mesi, si compierà una nuova metamorfosi dell’editore. Se tutto dovesse andare come previsto, l'operazione dovrebbe portare al rilancio del gruppo e del suo marchio storico Baldini&Castoldi srl,appunto. IL CONCORDATO PREVENTIVO E LA TRASFORMAZIONE  La casa editrice, su cui da tempo convergevano indiscrezioni di un periodo di crisi particolarmente dura, paga la crisi dell’universo dell’editoria (che sta travolgendo peraltro anche, tra gli altri, la potente e blasonata Rcs). «In due anni abbiamo visto il giro d’affari dimezzarsi e i conti finire in profondo rosso» spiega ad Economiaweb.it la fonte. Per assicurare la continuità aziendale, sempre secondo quanto riferito dalle fonti interne all’azienda, dovrebbe essere deposita la richiesta di concordato preventivo. È ormai questione di ore perché venga effettuato il primo passo necessario a mettere in sicurezza il gruppo. In attesa che prenda vita la procedura concorsale tuttavia, l’editore sta già cambiano volto.

CASSA INTEGRAZIONE E AFFITTO DEL RAMO DI AZIENDA. Stando a quanto riferito dalla fonte interna all’editore oltre dieci persone  (su 25) sono già in cassa integrazione. «Inoltre è già operativo l’affitto del ramo d’azienda» spiega la fonte interna che poi prosegue: «Le attività sono state trasferite, con un contratto di affitto del ramo di azienda, dalla Dalai Editori alla Baldini & Castoldi srl che sarà gestita, in qualità di amministratore unico, da Michele Dalai». Michele è figlio di quell’Alessandro Dalai che nel 1991 aveva rilanciato lo storico marchio, portando nel gruppo, che agli inizi del secolo pubblicava Antonio Fogazzaro, una tornata di freschi autori di best seller come Sussanna Tamato, Enrico Brizzi, Gino e Michele, Giorgio Faletti e, dal 1993, Paolo Mereghetti con il mitico Dizionario dei film. L’intera operazione avrebbe dovuto essere comunicata nei prossimi giorni, una volta concluso probabilmente  l’iter procedurale. Nel frattempo il caso Linus ha accelerato la situazione. La fonte interna si lascia sfuggire che uno dei prossimi tagli sarà quello relativo al ramo web. Di ulteriori riscontri non se ne parla. Le bocche restano cucite sui numeri di bilancio così come sugli ulteriori dettagli del piano, anche in vista del deposito del concordato. Sul web Dalai esiste slo come Linus, o poco più.  Quanto al futuro sempre la fonte parla di un rilancio del marchio e di un ritorno alle origini, con un piano di investimenti definito “consistente”. Un rilancio che partirà dal ritorno in edicola di Linus. O almeno si spera.

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