LA MANIFESTAZIONE
5 Giugno Giu 2013 1424 05 giugno 2013

Terni, tensione al corteo Ast: ferito il sindaco Di Girolamo

Scontri con la polizia. Spunta un ombrello.

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Momenti di tensione, botte e una foto insanguinata che ha scatenato feroci polemiche, con tanto di colpi di scena finale dell'ombrello: non si è fatta mancare nulla la mattina bollente a Terni, dove il 5 giugno è andata in scena una manifestazione dei lavoratori dell'acciaieria Ast (ex Thyssen). Lo sciopero di quattro ore organizzato da varie sigle sindacali e dalle Rsu è presto degenerato.
SUPERATO LO SBARRAMENTO. Il corteo con alcune centinaia di persone avrebbe avuto come meta la sede della prefettura, in realtà è proseguito, di corsa, fino alla stazione, con i manifestanti che hanno superato lo sbarramento della polizia.
Qui sono scoppiate scintille tra agenti e manifestanti e nei tafferugli due persone hanno riportato lievi contusioni: uno è il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, colpito alla testa.
SUBITO PORTATO AL PRONTO SOCCORSO. Secondo la ricostruzione del Comune dopo le 10 il sindaco è stato colpito alla testa nel corso di una carica delle forze dell'ordine avvenuta all'ingresso della stazione.
Di Girolamo ha riportato «una ferita lacero contusa, con perdita ematica» ed è stato subito portato al pronto soccorso per accertamenti: due punti di sutura applicati alla testa.
Il sindaco continua a dirsi «molto amareggiato» per quanto successo.
LA POLIZIA: «NON SIAMO STATI NOI». Ma la polizia in serata ha provato a giustificarsi: «A ferire Di Girolamo non sono state le forze dell'ordine, ma una persona in corso di identificazione che da dietro i manifestanti ha colpito ripetutamente il sindaco con un ombrello», hanno affermato gli agenti sottolineando che ci sono le immagini che documentano l'accaduto.
FERMATO L'AGGRESSORE CON L'OMBRELLO. E infatti poco prima delle 22 l'aggressore è stato identificato dalla polizia, ma non è stato sottoposto ad alcuna misura restrittiva. All'uomo, che faceva parte del gruppo dei manifestanti, è stato sequestrato l'ombrello. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti. A suo carico potrebbe essere ipotizzato il reato di lesioni.
ALFANO: «SOLLEVATO DAL VIDEO». Il ministro Alfano ha espresso soddisfazione «per la velocità con la quale si è fatta chiarezza sui fatti avvenuti a Terni. Sono sollevato nell'aver avuto conferma che ancora una volta la polizia ha svolto regolarmente il suo compito di tutela dell'ordine pubblico e dei cittadini».
DE GIROLAMO: «IO LE MANGANELLATE LE HO VISTE». De Girolamo non è parso convinto: «Non ho visto
il video e chi lo ha fatto mi dice che è dubbio. Io comunque le manganellate le ho viste».
Per il sindaco «è incontrovertibile che ci sia stata una gestione non adeguata dell'ordine pubblico. Un problema politico indipendentemente da chi mi ha colpito».

Sinistra e sindacati si erano scagliati contro le forze dell'ordine

L'accaduto aveva però subito creato frizioni tra politica e istituzioni: Partito democratico, Sel e i sindacati avevano chiesto al governo di spiegare i fatti e sollecitato il ministro dell'Interno a riferire in parlamento.
La Cgil ha parlato di «un segnale molto grave che rischia, in una situazione di forte preoccupazione per i destini delle acciaierie Ast e in una difficile fase di crisi economica e sociale dell'intero Paese, di alimentare pericolose tensioni sul fronte sociale».
PRC: «DIFENDEVANO IL POSTO». Secondo Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, si era trattato di «una vergognosa repressione contro i lavoratori. Come si permette il governo di attaccare gli operai che difendono il posto di lavoro? Chiediamo di ritirare immediatamente le forze dell'ordine e le dimissioni del ministro dell'Interno».
IL N.1 ANCI UMBRIA: «FATTO DI GRAVITÀ INAUDITA». Indignato anche Wladimiro Boccali, sindaco di Perugia e presidente regionale dell'Anci: «È un fatto di una gravità inaudita che il sindaco di Terni sia rimasto ferito in una carica della polizia mentre portava il sostegno della città alla lotta dei lavoratori dell'Ast. A Di Girolamo, alla città, ai lavoratori, va la solidarietà e la vicinanza personale e istituzionale dei sindaci dell' Umbria».
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE: «POLIZIA VIOLENTA». Il presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, aveva spiegato che «appare gravissima l'azione messa in atto dalle forze di polizia che anziché farsi interpreti e comprendere il legittimo diritto a manifestare hanno reagito in maniera violenta, ferendo addirittura lo stesso sindaco cui va in questo momento tutta la mia affettuosa solidarietà, così come agli altri cittadini coinvolti».
Polemiche sgonfiate non appena è spuntato il video (confuso) dell'aggressore armato di ombrello.

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