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ECONOMIA
28 Luglio Lug 2013 0927 28 luglio 2013

Saccomanni ottimista: «Fine della crisi entro il 2013»

Per il ministro: «2014 in positivo».

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Fabrizio Saccomanni, ministro dell'Economia.

Il ministro Fabrizio Saccomanni vede la luce in fondo al tunnel: la fine della recessione entro il 2013. «I segnali già si intravedono in questo terzo trimestre, il quarto dovrebbe vedere il primo segno positivo, e il 2014 sarà interamente con segno più», ha affermato il ministro dell'Economia, in un'intervista al Messaggero in cui ha annunciato colloqui con la Svizzera, a settembre, per tassare i capitali in fuga.
«In autunno riprenderemo i negoziati», con Berna. «L'obiettivo è che loro ci forniscano l'elenco dei connazionali con capitali in Svizzera, noi provvederemo a tassarli», ha spiegato Saccomanni. «Tutto ciò per quanto riguarda il futuro. Per il pregresso, pensiamo di negoziare un saldo da determinare».
IL MANTRA DELLA SPENDING REVIEW. «Se la lotta all'evasione ha una sua efficacia», per ridurre la pressione fiscale «il problema è la continua crescita della spesa pubblica», ha detto Saccomanni, secondo «tagli al debito potranno essere fatti con la vendita di beni pubblici, ma la spesa può essere aggredita solo attuando la spending review».
Quanto alle dismissioni, «la Difesa ha già messo sul tavolo 1.600 siti». Su Imu e Iva «scrivete pure che sono reticente, ma non faccio politica fiscale sui giornali. Il processo decisionale è in corso ed è collegiale», ha chiosato Saccomanni.
In tema dei debiti della Pa, «la macchina comincia a funzionare.
DEBITI PA: 30 MILIARDI ENTRO L'ANNO. «L'obiettivo è elevare a 30 miliardi il totale dei pagamenti entro quest'anno. Gli altri 20 miliardi verranno puntualmente corrisposti entro i primi mesi del 2014», ha assicurato il ministro, che sullo spread ha dichiarato: «non dovrebbe essere oltre 120-130. Non è forse assurdo che l'Irlanda, sostenuta anche da finanziamenti italiani, vanti uno spread migliore?».
Nell'intervista Saccomanni ha commentato gli attacchi ricevuti da parte di alcuni esponenti del Pdl come Brunetta e Gasparri. «Non penso sia utile a nessuno che io perda tempo in battibecchi. Al netto della maggiore o minore buona grazia, li prendo per quello che sono, attacchi politici, e in questo senso ne tengo conto ma non ne faccio una malattia»

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