Economia
12 Settembre Set 2013 1617 12 settembre 2013

Impregilo-Salini, nasce colosso da 4 miliardi

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L'assemblea straordinaria di Impregilo, controllata all'88,83% da Salini, ha approvato la fusione con il gruppo delle costruzioni romano da tempo deliberata dai rispettivi consigli di amministrazione. Nasce così un gruppo da 4,1 miliardi attuali di fatturato che, secondo il piano industriale approntato nei mesi scorsi, dovrebbero diventare 7,4 a fine 2016, con 32 mila dipendenti nel mondo. Il Consiglio di amministrazione nel quale entreranno tre nuovi componenti tra i quali, a partire dal 15 dicembre quando saranno efficaci le sue dimissioni da Bankitalia, anche Franco Passacantando. Nicola Greco, per anni ai vertici Technip e Giamo Marazzi, consigliere Beni stabili. Su 15 componendi il Cda 12 saranno gli indipendenti. COSTAMAGNA: SERVE MAGGIORE FLOTTANTE. «E' chiaro a tutti che un gruppo quotato in Borsa necessita di maggior flottante: a partire dall'anno prossimo valuteremo le migliori opportunità in questo senso e la delega che abbiamo chiesto all'assemblea per poter praticare un aumento di capitale ci dà un'opzione in più». Lo afferma il presidente di Salini-Impregilo, Claudio Costamagna, durante l'assemblea straordinaria di Impregilo che sancirà la fusione tra i due gruppi con efficacia dal 1 gennaio 2014. E' L'INIZIO DI UNA NUOVA STORIA. «Questa non è una formalità ma l'inizio di una storia nuova e la fine di una storia vecchia''. Così l'amministratore delegato Pietro Salini commenta la fusione dell'omonimo gruppo con Impregilo che verrà sancita dall'assemblea straordinaria del general contractor. «Abbiamo fatto una battaglia di mercato e abbiamo creato valore: quando tutto è iniziato», ricorda Salini facendo riferimento alla contesa con il gruppo Gavio su Impregilo terminata poco più di un anno fa, «il titolo Impregilo quotava 1,4 euro e ora siamo a 3,4 euro dopo aver dato un euro e mezzo di dividendo straordinario. Abbiamo raggiunto i target del piano industriale con largo anticipo e, prima delle vacanze estive, concluso il processo di rating internazionale: i risultati sono molto migliori di quello che ci aspettavamo», conclude l'amministratore delegato di un gruppo che oggi, unificato, vale oltre 4 miliardi di fatturato. La fusione Salini Impregilo avviene a quasi due anni dall'inizio della scalata del costruttore romano al 'general contractor' italiano. Queste le principali tappe: Inverno 2011 - La Salini comincia a prendere contatti con i soci diversi da Gavio (Benetton e Ligresti), che controllano Impregilo attraverso Igli, per farsi cedere le rispettive quote: trova accoglienze diverse, poi decide di cominciare a rastrellare il titolo sul mercato. Primavera ed estate 2012 - Inizia il braccio di ferro anche legale con Gavio, che ha acquisito il pieno controllo di Igli, che sfocia nell'assemblea del 17 luglio dove, con il ruolo determinante del fondo Amber, vengono revocati gli amministratori: il nuovo Cda, espressione di Salini, vede come presidente Claudio Costamagna. 27 settembre 2012 - Salini e Impregilo siglano un accordo di cooperazione operativa e commerciale, con obiettivo la loro definitiva integrazione. 11 gennaio 2013 - Il nuovo management di Impregilo completa la vendita della partecipazione nella brasiliana EcoRodovias (29,24%), con un incasso netto per il gruppo di quasi un miliardo di euro (937 milioni). 30 aprile 2013 - Impregilo delibera la distribuzione di un maxidividendo di 1,49 euro per ogni azione ordinaria e di 1,594 per le azioni di risparmio, per un totale di circa 602 milioni. 2 maggio 2013 - Salini porta a termine l'Opa lanciata poco prima su Impregilo, detenendo al termine dell'operazione l'88,83% del capitale del 'general contractor'. 24 giugno 2013 - I Cda di Salini e Impregilo approvano il progetto di fusione con un concambio di 6,45 azioni Impregilo per ogni azione Salini. Pochi giorni dopo viene presentato un nuovo piano industriale 'combined': gli obiettivi per il 2016 vedono ricavi a 7,4 miliardi, margine operativo lordo di un miliardo e portafoglio commesse di 26 miliardi. 24 luglio 2013 - Salini colloca, con domanda tripla rispetto all'offerta, un'emissione di obbligazioni 'senior unsecured' da 400 milioni con scadenza a 5 anni destinata al rimborso parziale dell'indebitamento generato dall'Opa. 12 settembre 2013 - Le assemblee straordinarie dei due gruppi danno il via libera definitiva alla fusione, che avrà efficacia dal primo gennaio 2014.

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