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Vendita Telecom, Ft: «Solite grida dai politici»

Wsj: «Ora arriva la parte più difficile: abbattere il debito».

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Telefonica è passata al 66% di Telco, ottenendo il controllo di Telecom Italia.

La stampa internazionale di mercoledì 25 settembre ha dedicato ampio spazio alla vicenda di Telecom Italia. «A Roma è in arrivo la solita tempesta con i politici e i sindacati che tuonano» dopo la vendita di Telecom Italia «temendo la perdita di posti di lavoro e il controllo nazionale su settori considerarti strategici», ha scritto il Financial Times. Ma il quotidiano londinese ha sottolineato anche che «di fronte alla più lunga recessione del dopoguerra, il governo italiano sta iniziando a riconoscere che non possono più essere evitati i salvataggi» di aziende italiane da parte di società estere.
Riccardo Barbieri, economista a Mizuho International, dice all'Ft che il destino di Telecom Italia e anche quello di Alitalia riflette il declino del Paese, causato da anni di interferenze da parte della politica, in combutta con azionisti «predatori» che hanno prosciugato le risorse delle aziende e accumulato debito, come dimostra «il pasticcio» della privatizzazione della stessa Telecom Italia verso la fine degli Anni 90.
WSJ: «DIFFICILE ABBATTERE IL MURO DI DEBITI». Per il Wall Street Journal, a Telecom Italia è stata completata la fase più facile, ossia l'attesa acquisizione da parte di Telefonica, ma ora arriva il compito più difficile: abbattere la montagna di debiti dell'azienda italiana. Senza un'azione radicale, ha osservato il quotidiano economico americano, il rating di Telecom Italia potrebbe essere ridotto a breve a 'junk', spazzatura. Tra le poche opzioni sul tavolo per tagliare il debito, spiega il Wsj, ci potrebbe essere la vendita di Tim Brasil oppure in ultima istanza, se non sarà possibile cedere l'operatore di telefonia mobile brasiliano, fare un aumento di capitale ad «altissimo sconto».

25 Settembre Set 2013 0835 25 settembre 2013
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