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Telecom, Dis al Copasir: «Rischi per la sicurezza»

Informativa del Dis: «Dati sensibili in pericolo in mano straniera».

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Telecom è passata in mano spagnola con l'aumento delle quote di Telefonica in Telco.

L'affare Telecom non è un problema esclusivamente economico.
«La rete Telecom è un'infrastruttura strategica per il Paese, attraverso cui passano dati sensibili, la cui riservatezza è ora assicurata dalle leggi nazionali. Una garanzia che verrebbe a mancare se il controllo passasse in mani straniere. Con il rischio di perdita di sovranità del Paese».
L'ha evidenziato la relazione inviata il 26 settembre al Copasir dal Dipartimento per le informazioni sulla sicurezza.
RAPPORTO CHIESTO DA STUCCHI. Il direttore Giampiero Massolo ha sottolineato le criticità dell'operazione. A chiedere un rapporto all'intelligence sull'affaire Telecom era stato il 25 settembre il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi.
Tra i dati sensibili che passano dalla rete Telecom, non ci sono solo le conversazioni dei cittadini, ma anche comunicazioni riservate come quelle della pubblica amministrazione, delle grandi aziende, della presidenza del Consiglio e degli stessi servizi segreti.
Attualmente c'è un sistema di leggi nazionali che protegge gli accessi e la riservatezza di queste linee. Ma questo 'ombrello' normativo su un asset fondamentale per il Paese verrebbe a mancare se il controllo della rete passasse agli spagnoli. Con il rischio di perdita di sovranità del Paese.
LA RETE COME UN BENE INDISPONIBILE. La valutazione sarebbe dunque quella di considerare la rete Telecom come un bene indisponibile che non dovrebbe uscire dal sistema italiano di controllo e vigilanza, e anche per questo il governo ha deciso di estendere la golden share.
Stucchi, da parte sua, si è detto «preoccupato. Se la rete telefonica passa in mani straniere nasce una questione di sicurezza nazionale. Ora decideremo se ascoltare in audizione il governo. Chiameremo il presidente del Consiglio, Enrico Letta o il sottosegretario con delega ai servizi, Marco Minniti. La questione è molto delicata. Sulla rete passano le informazioni non solo dei cittadini ma anche della pubblica amministrazione e delle aziende. Non possiamo correre rischi così grandi».
ESPOSITO: «PROVVEDIMENTO DA INSERIRE NELLA LEGGE DI STABILITÀ». Sulla stessa posizione il vicepresidente del Copasir, Giuseppe Esposito, secondo cui «la rete delle telecomunicazioni deve restare pubblica così come già è avvenuto con l'energia e le ferrovie. L'unica soluzione è fare quanto prima una legge, come ben ha proposto il viceministro Catricalà, per scorporare la rete dalla parte commerciale. Ciò sarebbe possibile farlo già inserendo questo provvedimento all'interno della legge di stabilità. Ora però si faccia in fretta e si lavori tutti assieme a prescindere dalle appartenenze politiche».

26 Settembre Set 2013 1800 26 settembre 2013
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