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Telecom, Bernabè pronto a dare le dimissioni

Il presidente aspetta il cda del 3 ottobre.

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Franco Bernabè, presidente Telecom.

Troppo polemiche, troppa preoccupazione. Franco Bernabè è pronto a lasciare. Il presidente di Telecom avrebbe deciso di rassegnare le dimissioni dalla carica pochi giorni dopo l'affare che ha portato gli spagnoli di Telefonica al 66% di Telco.
La data per ufficializzare la scelta è quella del consiglio d'amministrazione di giovedì 3 ottobre, in modo da evitare spaccature in consiglio.
Mercoledì 25 settembre, in audizione al Senato, Bernabè aveva già espresso le sue perplessità sull'operazione, indicando nella ricapitalizzazione la strada da seguire per rilanciare Telecom Italia.
SARMI FAVORITO. Intanto si ragiona già sul possibile successore. Il nome più accreditato, secondo fonti vicine alla situazione, è quello di Massimo Sarmi, attuale amministratore delegato di Poste Italiane.
Il 2 ottobre è in agenda una riunione del comitato nomine di Telecom che, secondo quanto si apprende, potrebbe già in quell'occasione cooptare Sarmi quale consigliere indipendente in sostituzione di Elio Catania.
INVESTITORI PREOCCUPATI. Proprio il 27 settembre gli investitori istituzionali hanno fatto sentire la loro voce, non mancando di sottolineare che nelle ultime assemblee (dove si è radunato meno del 50% del capitale) loro ne hanno rappresentato oltre il 23%, e spingendo per la cooptazione di un consigliere indipendente al posto di Catania, Francesca Cornelli.
Sono preoccupati per l'indipendenza del gruppo e chiedono chiarimenti sull'ipotesi di un aumento, in particolare modalità e finalità. L'audizione di Franco Bernabè è stata rinviata al primo ottobre e l'attenzione torna sul cda che ora si preannuncia più interlocutorio che mai.
TENSIONE IN BORSA. Lo scorporo della Rete e la possibilità che su Telefonica ricada l'obbligo di un'opa sono i temi caldi ma non si smette di ragionare nemmeno su aumento di capitale e futuro delle controllate latinoamericane; non è più chiaro però se il 3 ottobre Bernabè presenterà comunque le sue strategie o se passerà la mano immediatamente.
La Borsa intanto rimane in tensione con il titolo scivolato a 0,58 euro (-2,56%). Oltre ai normali realizzi alla fine di una settimana calda e le incognite sul piano industriale, emergono sul mercato anche valutazioni sui rischi per l'operazione concordata con Telefonica se il governo cambierà le regole su Opa e 'strategicità' della rete. Il mercato teme anche l'ingerenza della politica che con interventi come l'introduzione della Golden Power fa perdere l'appeal speculativo al titolo. Lunedì 30 settembre un nuova 'prova mercati' attende il titolo e la notizia del cambio al vertice potrebbe oscurare tutti gli altri temi, compreso lo spin off.

27 Settembre Set 2013 2100 27 settembre 2013
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