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Telecom, dimissioni Bernabè aprono il Cda

Esce con un assegno da 6,6 milioni di euro.

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Franco Bernabè, presidente Telecom.

Con le dimissioni del presidente Franco Bernabè, ha preso il via, nel pomeriggio del 3 ottobre, il consiglio d'amministrazione (Cda) di Telecom Italia.
La decisione, trapelatata già nei giorni scorsi, è conseguenza dell'affare che ha portato gli spagnoli di Telefonica al 66% di Telco.
E porta il presidente a uscire con in tasca un assegno che vale 6,6 milioni: lo prevede il contratto, tra stipendio fino alla scadenza del mandato, benefit e un patto di non concorrenza che da solo vale 2,9 milioni.
«PASSO INDIETRO PER L'AZIENDA». L'opposizione di Bernabè all'operazione Telefonica era nota da sempre. Già il 25 settembre, in audizione al Senato, Bernabè aveva espresso le sue perplessità sull'operazione, indicando nella ricapitalizzazione la strada da seguire per rilanciare Telecom Italia.
«Ho deciso di fare un passo indietro perché in questa fase critica per il futuro di Telecom una spaccatura in seno al Cda sulla strada da intraprendere avrebbe determinato una paralisi dell'azienda e l'impossibilità di giungere a una soluzione condivisa», ha commentato Bernabè scrivendo ai dipendenti di Telecom.
Provvisoriamente, tutte le deleghe sono andate all'amministratore Marco Patuano, mentre la presidenza del consiglio d'amministrazione e la rappresentanza legale restano in capo al vicepresidente Aldo Minucci. Ma è già stata avviata la ricerca del nuovo presidente della società.
CDA SOTTO CONDUZIONE MINUCCI. La società, in una nota, ha segnalato che il Cda prosegue sotto la conduzione del vicepresidente Aldo Minucci. «Il consiglio ha espresso i suoi vivi ringraziamenti per il grande impegno e l'elevato apporto manageriale profuso in questi anni», recita il comunicato, ricordando che il manager era consigliere esecutivo non indipendente, presidente del comitato esecutivo e che possiede 468 mila azioni Telecom ordinarie e 480 mila risparmio.
SARMI IN POLE POSITION. Il nome più accreditato per la successione resta quello di Massimo Sarmi, attuale amministratore delegato di Poste italiane.
PROVASOLI AL POSTO DI CATANIA. In sostituzione di Elio Catania nel board è ufficialmente entrato intanto il professor Angelo Provasoli che è stato cooptato con la qualifica di consigliere indipendente. Catania ha lasciato vacante il posto di presidente del Comitato per il controllo e i rischi e del comitato per le nomine e la remunerazione. Jean Paul Fitoussi, si legge in una nota, è stato nominato presidente di quest'ultimo ed stato chiamato a esercitare in via di supplenza il ruolo di presidente del comitato controllo e rischi.
INCONTRO CON I SINDACATI. Intanto, il 4 ottobre, alle ore 15, nella sede di Corso d'Italia a Roma, l'amministratore Marco Patuano è pronto a incontrare i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil. I sindacati, è stato spiegato, sono stati convocati da Patuano per «illustrare gli effetti del Cda».

3 Ottobre Ott 2013 1200 03 ottobre 2013
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