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SOLDI PUBBLICI
9 Novembre Nov 2013 0832 09 novembre 2013

Fondazione Ravello, il Festival dello spreco

I costi della kermesse emanazione della Fondazione presieduta da Brunetta.

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Il presidente della Fondazione Ravello, Renato Brunetta.

Se porti a suonare, in un meraviglioso auditorium o nel parco di una antica villa sulla costiera Amalfitana, Vinicio Capossela, Galliano e Paolo Fresu, solo per dire i più noti, e registri solo una misera media di 220 spettatori a serata, che fai del tuo festival il prossimo anno? Lo chiudi, ovvio. Perché 1 milione e 300 mila euro di costi sono troppi per poco più di 300 mila euro di incassi, visto che il totale di spettatori paganti supera a fatica le 14 mila unità per l'intera stagione 2012.
IL RAVELLO FESTIVAL NON MOLLA. Invece il Ravello Festival, emanazione della Fondazione Ravello (soci pubblici e privati, tra cui fino al 2010 il Monte dei Paschi di Siena), insiste e rilancia: programma un prolungamento invernale dei concerti 2013, ancora in corso, e un'altra serie di eventi in cantiere per quello successivo.
IN ARRIVO 4 MLN DALLA REGIONE. Tanto poi le spese le copre mamma Regione Campania che, oltre ai milioni già elargiti in abbondanza, decide e stanzia un contributo di altri 4 milioni. Spalmati, ha spiegato il governatore Stefano Caldoro (Pdl), tra 2013 e 2014.
LA CREATURA DI BRUNETTA. Facendo così la felicità del capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta, che è presidente della Fondazione con sede e patrimonio nel piccolo e splendido Comune della Costiera.
Un aiuto di circa 1 milione di euro l'anno è arrivato poi (sempre fino al 2010) da Montepaschi, sempre generoso con la Fondazione di cui è socio e che, a sua volta, deposita ancora i propri Btp per 278 mila euro su conti della banca senese.

Nel 2012 il festival è costato 1 milione 797 mila euro

Un panorama di Ravello sulla costiera Amalfitana.

Ravello Festival 2012: il cartellone era stellare. New York City Ballet, Jan Garbareck, Wayne Marshall, Ludovico Einaudi, Gino Paoli, Elio, Ron, Paolo Fresu. Costo della stagione: 1 milione 797 mila euro. Biglietti staccati: 14 mila, circa 220 per concerto, normalmente il coro dei bambini in parrocchia per l'Africa attira più spettatori.
INCASSI PER 373 MILA EURO. Gli incassi al botteghino dell'intero festival, compresi i 60 mila visitatori delle mostre, sono stati 373 mila euro, nonostante i circa 2 mila ospiti protagonisti degli eventi curati dalla Fondazione guidata da Brunetta.
Colpisce anche come i costi di «direzione e amministrazione» del Festival raggiungano quota 342 mila euro, capaci da soli di annullare quasi completamente gli introiti artistici.

Tra i soci della Fondazione la Provincia di Salerno e il Comune

Villa Rufolo, un appuntamento del Ravello Festival.

La Fondazione Ravello gestisce un patrimonio pubblico nel piccolo comune della Costiera: due antichi monumenti, Villa Rufolo e Villa Episcopio, e l'auditorium Niemeyer. Ne fanno parte la Regione Campania, la Provincia di Salerno e il Comune di Ravello. C'era anche Monte dei Paschi, unico socio privato, ma è uscito nel 2010 dopo aver erogato contributi per circa 1 milione l'anno al festival.
IL RAPPORTO CON MPS. L'istituto senese credeva tanto all'evento da fornire persino, si legge in un comunicato della Fondazione stessa firmato dal segretario generale Secondo Amalfitano, «disponibilità di cassa immediata, in quanto la Banca Mps garantiva anche anticipazioni sul contributo».
Una «situazione paradisiaca», come la definì la banca, terminata però tre anni fa. Mentre è rimasto invece in atto il rapporto inverso: presso Monte dei Paschi sono tuttora depositati (si legge nella relazione al bilancio 2012 della Fondazione) Btp per un valore di 278.013 euro costituenti «il patrimonio iniziale versato dai soci».
IL CONSIGLIO DI INDIRIZZO. Nel «consiglio di indirizzo» della Fondazione, infine, siedono Filippo Patroni Griffi e Aurelio De Laurentiis. Gli altri membri del board che gestisce il patrimonio sono Gregorio Angelini, Edmondo Cirielli (Pdl, autore dell'omonima legge) Antonio D'Amato, Giuseppe De Mita, Salvatore Di Martino, Paolo Imperato, Caterina Miraglia e Paolo Vuilleumier.

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