Sciopero Trasporti Torino 131216124146

Torino, privatizzazione della Gtt: sindacati contro

Torino: Fassino vuole cedere il 49% della società.

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da Torino

Manifestanti del Gruppo trasporti torinese in corteo nelle vie della città.

Svendere il trasporto pubblico per fare cassa. Questa è la tesi - peraltro confermata dal Comune - di chi si oppone alla vendita del 49% di Gtt, la società di trasporto pubblico per il momento ancora detenuta al 100% dal Comune di Torino.
DIPENDENTI IN AGITAZIONE. Il 17 dicembre nella Sala Rossa il sindaco Piero Fassino avrebbe dovuto deliberare in favore della cessione della quota ai privati ma ha deciso di far slittare la decisione a data futura. Intanto nella giornata il 95% dei dipendenti della società è sceso in piazza a manifestare contro la vendita e uno sciopero generale dei trasporti ha paralizzato il traffico locale.
L'ASTA DEI PARCHEGGI ANDATA DESERTA. Oltre alla cessione di metà Gtt si doveva anche chiudere la vendita del ramo parcheggi, da tempo scorporato dalla società torinese e gestiti dalla newco TorinoParcheggi. L'asta, la cui base partiva da 30 milioni di euro, è andata deserta.
Secondo i manifestanti, non c'è stato il tempo sufficiente perché i compratori pianificassero un finanziamento. Della stessa idea è l'ufficio stampa di Gtt che non lascia trasparire altre indiscrezioni. Segnale che l'amministrazione ha fretta di vendere.

Il piano di dismissioni: dall'aeroporto all'inceneritore e rifiuti

Lavoratori Gtt in corteo davanti al Comune di Torino.

La vendita di Gtt si inserisce in un piano di dismissioni pubbliche volute dal Comune di Torino, piano che ha visto nel 2012 la vendita di quote di società controllate tra cui il 28% di Sagat, la società che gestisce l'aeroporto di Caselle, il 100% di Trm, società dell'inceneritore e il 49% di Amiat, azienda di raccolta rifiuti.
UN TESORETTO DA 265 MLN. Tali vendite hanno permesso al Comune di racimolare 265 milioni di euro e rientrare così nei limiti previsti dal Patto di Stabilità. Per il 2013 la questione si ripete e questo giro vengono messi in palio i trasporti.
BILANCIO IN ATTIVO. Non che la società sia in perdita, anzi: secondo la Filt Cgil il bilancio 2012 di Gtt ha chiuso con 5,9 milioni di euro di utile e nel 2013 le risorse provenienti dalla vendita di biglietti sono addirittura cresciute del 12%, in parte per l'aumento del costo degli abbonamenti, in parte dei viaggiatori. L'azienda ha quindi un rapporto costi-ricavi superiore al 35%, il minimo stabilito dalla legge.
I SINDACATI SUL PIEDE DI GUERRA. Per questo i sindacati sono sul piede di guerra. «È una pura vendita speculativa, per fare cassa», dice a Lettera43.it Antonio Corradi, segretario generale di Filt-Cgil.
Al momento, Corradi e i suoi colleghi non sanno quanto il Comune potrebbe guadagnare dalla cessione. «Finché non uscirà il bando di gara non sappiamo quanto sarà l'asta di partenza», sottolinea. «Possiamo farci un'idea partendo dal fatto che sul ramo parcheggi la base d'asta è stata fissata a 30 milioni di euro. Contando che l'anno scorso il Comune ha rifiutato un'offerta, considerata troppo bassa, di 70 milioni proveniente da Trenitalia, che comprendeva il controllo di Gtt e dei parcheggi, possiamo immaginare una cifra indicativa di almeno 40 milioni».
COMUNE, SOTTO DI 3 MILIARDI. Ma se l'azienda funziona, perché venderla? «Perché il Comune ha un debito di 3 miliardi di euro, deve rientrare nel Patto di Stabilità e deve completare la linea metropolitana, in particolare la tratta della linea 1 che collega Piazza Bengasi. Per fare tutto questo dove trovare le risorse? Dismettendo il patrimonio pubblico» è la risposta di Corradi.

Fassino: «Cessione per garantire un flusso finanziario adeguato»

Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente Anci.

Lo stesso sindaco Piero Fassino, in conferenza stampa, confermava questa lettura. «Se vogliamo garantire un servizio adeguato serve un flusso finanziario adeguato, di cui il Comune non dispone. Per sostenere gli investimenti necessari per lo sviluppo della rete del Tpl servirà una iniezione di risorse private». E ancora: «Liberare risorse per proseguire con la strategia di riduzione dell'indebitamento: obiettivo del prossimo anno sarà di scendere sotto la soglia dei 3 miliardi».
IL NODO DEL PATTO DI STABILITÀ. Ma secondo il primo cittadino quest'anno il Patto di Stabilità non c'entra. «Se la vendita avrà un effetto lo avrà sul 2014 dato che non sarà immediata», ha spiegato. E all'orizzonte preoccupa «l'estensione dal prossimo anno dei criteri del Patto anche per le società pubbliche partecipate al 100%».
Circostanza, quest'ultima, che metterebbe in difficoltà Gtt.

17 Dicembre Dic 2013 1559 17 dicembre 2013
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