Economia
7 Maggio Mag 2014 1233 07 maggio 2014

Mps, dal tribunale di Siena a Milano

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Giuseppe Mussari Il processo Mps è stato trasferito da Siena a Milano. «Siamo contenti di andare dal giudice naturale. Siamo soddisfatti che il giudice abbia accolto la nostra tesi sull'unitarietà del processo e sulla connessione tra tutte le ipotesi di reato contestate così che il processo possa svolgersi tutto dinanzi allo stesso giudice». Sono soddisfatti i difensori dell'ex presidente di Rocca Salimbeni Giuseppe Mussari, Fabio Pisillo e Tullio Padovani per la decisione del gup, Monica Gaggelli, di dichiarare la competenza di Milano. «Ho sempre sostenuto che questo processo non doveva stare a Siena aggiunge dal canto suo Padovani raggiunto telefonicamente spiegando che la richiesta di trasferimento a Milano, pur essendo stata formalmente presentata dalle difese di Pirondini e Rizzi, ha avuto l'accordo di tutti i legali degli imputati. «I difensori di Pirondini e Rizzi si sono mossi per primi prosegue Padovani , ma noi abbiamo aderito pienamente. Andare davanti al giudice naturale è la prima garanzia per gli accusati: siamo soddisfatti che il giudice di Siena abbia applicato la legge». IL TRASFERIMENTO A MILANO Il trasferimento a Milano non dovrebbe comportare significativi allungamenti dei tempi processuali. Secondo quanto spiega una fonte «gli atti del procedimento verranno rimessi al pm milanese che dovrà riformulare la richiesta di rinvio a giudizio. Poi prenderà il via l'udienza preliminare che era appena iniziata a Siena». Qui era possibile che l'udienza davanti al gup terminasse entro l'estate, a Milano potrebbe slittare a settembre-ottobre. ARCHIVIATA LA POSIZIONE DI MORELLI.  Dalla vicenda Antonveneta era uscito, invece, già lo scorso anno l'ex cfo di Mps Marco Morelli. La sua posizione è stata archivata dal gip su richiesta degli stessi pubblici ministeri poiché estraneo al Ffresh 2008 ed ai rapporti sul tema Fresh con la Banca d'Italia. Nella richiesta di archiviazione i pm hanno scritto: «Morelli è risultato non essere interlocutore dell'Autorità Vigilanza sull'operazione Fresh in quanto difetta ogni riscontro circa la sua conoscenza delle fasi che culminarono con l'autorizzazione dell'operazione». Non solo. Per i pm l'ex cfo «....disponeva di un patrimonio conoscitivo praticamente nullo su rapporti tecnici Fresh con Bankitalia tenuti sempre da altri soggetti».

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