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Verso le elezioni
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29 Dicembre Dic 2017 1558 29 dicembre 2017

Lufthansa aspetta le elezioni per comprare Alitalia

La fine della legislatura frena i tedeschi. Che sono pronti a rilevare anche la parte handling. Ma in cambio vogliono il via libera a esuberi massicci. E sperano che dopo il voto a Palazzo Chigi ci sia ancora Gentiloni.

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Paolo Gentiloni rimpiange la proposta fatta da Air France un decennio fa. «Se oggi avessimo sul tavolo quell'offerta la prenderemmo al volo, ma proprio al volo». Manda a dire ai tre pretendenti - Lufthansa, EasyJet, Cerberus - che «le offerte sul tavolo possono essere anche migliorate, per certi versi è necessario». Ma poi ammette, durante la conferenza stampa di fine anno, di augurarsi che «si possa arrivare rapidamente a una soluzione». Si, perché se fosse per lui - e al netto di alcune limature sulla flotta di lungo raggio - Gentiloni avrebbe già venduto Alitalia a Lufthansa. Peccato per il premier che siano i tedeschi a frenare: vogliono trattare con il nuovo governo, non hanno alcuna fretta. Anche se i commissari Gubitosi, Langhi e Paleari hanno smentito la cosa, da Palazzo Chigi spiegano che, in pratica, c’è una sola offerta.

FIUMICINO COME QUINTO HUB. Easyjet guarda soltanto a singoli pezzi della compagnia, soprattutto quelli che le permetterebbero di rafforzarsi a Linate. Il fondo Cerberus, che finora non ha neppure presentato una proposta ufficiale, guarda solo a un’operazione finanziaria. E non è detto che abbia già un compratore. Lufthansa, invece, sarebbe pronta a prendersi tutta Alitalia, non soltanto la parte fly come annunciato in un primo momento. Cioè prendendosi in carico personale e debiti. Pur di chiudere il deal su tutto il vettore, e pur di evitare alle finanze pubbliche la terza bad company in meno di 15 anni, Gentiloni avrebbe accettato quasi tutte le condizioni poste dai tedeschi. E lo stesso avrebbero fatto le banche creditrici (azioniste di maggioranza della compagnia) sui debiti pregressi e pronte a sostenere ancora un’Alitalia targata Colonia così come i sindacati confederali sugli esuberi. Nel piano presentato alle parti Lufthansa accetta di fare Fiumicino il suo quinto hub (dopo Monaco, Francoforte, Zurigo e Bruxelles), ma dimezzando l’operatività. A differenza del passato non ha velleità su Malpensa, ma pretende dal governo di aumentare il suo peso a Linate.

I tedeschi hanno accettato di comprare Alitalia in toto: la parte fly, dove lavorano oltre 10 mila persone, e quella handling, che ha 3.500 occupati

Sul versante occupazionale, è notizia dell’ultima ora, fa ben sperare governo e sindacati che i tedeschi avrebbero accettato di comprare Alitalia in toto: la parte fly, dove lavorano oltre 10 mila persone, e quella handling, che ha 3.500 occupati. Ma tutto questo ha un prezzo. Intanto i tedeschi pagherebbero una cifra simbolica per le azioni. Quindi avrebbero ottenuto dall’esecutivo di tagliare oltre 2 mila addetti, quasi per la maggioranza assistenti di terra. E al riguardo ci sarebbe anche un via libera di massima dei vertici nazionali di Cgil e Cisl, dopo la promessa di Gentiloni di garantire ammortizzatori sociali più lunghi di quelli previsti dal Jobs Act. Ora si attende una risposta dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Infine Lufthansa avrebbe concordato con Palazzo Chigi di far entrare nuovi partner o di cedere in un secondo momento la parte di azienda che si occuperà di handling.

RESTA IL NODO DEL LUNGO RAGGIO. L’unico nodo ancora aperto riguarderebbe il numero di aeromobili destinati al lungo raggio. Al momento Alitalia ne ha 24 tra Boeing 777 e AirbusA330. Lufthansa vuole puntare sulle tratte extracontinentali (soprattutto verso il Sud America), ma nonostante ciò vuole mettere a terra una decina di questi mezzi. Troppi per il governo e per il potente sindacato Anpac. Ma anche questa questione sarà risolta. Il punto sul quale Gentiloni non riesce a convincere il ceo tedesco Carsten Spohr è la tempestica. Visti gli argomenti sul tavolo (gli ammortizzatori sociali per i lavoratori in esubero, l’operatività sugli scali italiani e le garanzie ai creditori bancari) i vertici di Colonia vogliono trattare con il nuovo governo. Meglio ancora se guidato ancora dallo stesso Gentiloni.

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