Deutsche Bank paga 7,2 miliardi agli Usa
Economia
16 Febbraio Feb 2018 2123 16 febbraio 2018

Deutsche Bank scrive a Lettera43.it

Vincenzo Galimi, Head of Communications dell'istituto, replica all'articolo di Vincenzo Imperatore sull'esposizione in derivati nel bilancio 2016. 

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Caro Direttore,

leggo oggi su Lettera43.it notizie che riguardano Deutsche Bank: «… 55 trilioni di euro di esposizione in derivati …».

A tal proposito, ritengo necessario informare i suoi lettori che il valore netto dei contratti derivati di Deutsche Bank è simile o inferiore a quello dei suoi principali competitor globali ed è pari a € 25 bn, cioè l’ 1,6% degli asset totali (dato al Q3 2017, rilevabile nella home del sito della banca www.db.com, sezione Investor Relations).

Il valore nozionale di tutti i contratti derivati non fa riferimento a una quantità di denaro realmente scambiata e non riflette il rischio di credito o di mercato di un operatore finanziario. L’indicatore di riferimento per il mercato e per tutti gli operatori è il valore NETTO. Su questo valore netto, inoltre, Deutsche Bank si copre ulteriormente per ridurre i rischi.

Infine, come è noto, l’istituto è quotato a Francoforte e a New York ed è regolato dalle principali Autorità di vigilanza a livello mondiale, specificatamente: BCE a Francoforte, tramite il Single Supervisory Mechanism, BaFin a Francoforte, FED a New York, Financial Conduct Authority a Londra e da tutti i regolatori locali dei 60 Paesi dove opera.

Cordiali saluti.

Vincenzo Galimi

Head of Communications di Deutsche Bank SpA

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