New York's Landmark Waldorf Astoria Hotel Comprato Da Anbang Insurance Group
Economia
24 Febbraio Feb 2018 1200 24 febbraio 2018

Cina, il governo mette le mani su Anbang

Dopo l'arresto del fondatore Wu Xiaohui, le autorità hanno deciso di assumere il controllo diretto per un anno del colosso assicurativo con asset pari a 310 miliardi di dollari. Che fine faranno gli altri asset internazionali del gruppo?

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Il capitalismo made in China continua a incrociare gli interessi mondiali. Le autorità di Pechino hanno deciso di assumere il controllo diretto, da subito e per un anno, di Anbang, il terzo assicuratore del Paese con asset, stando a quanto dichiarato sul sito, pari a 310 miliardi di dollari. L'azienda - che detiene anche quote di China Minsheng Bank (15%) e China Merchants Bank (13) e, in misura minore di altre banche più importanti - rischia l’insolvenza per sospette attività illegali dopo che il suo fondatore Wu Xiaohui è stato arrestato per reati economici. Sotto il controllo di Pechino finisce quindi anche il lussuoso hotel newyorkese Waldorf Astoria. E per un soffio non c'è finito il 666 Fifth Avenue, la torre di 41 piani a Manhattan della famiglia Kushner, quella del genero di Donald Trump per intenderci.

CONTROLLO IN MANO AL GOVERNO. Per capire la vicenda, è necessario fare un passo indietro. Per la commissione cinese di Vigilanza sulle attività delle assicurazioni (China Insurance Regulatory Commission o Circ) il gruppo avrebbe condotto «operazioni illegali che possono seriamente mettere in pericolo la solvibilità dell'azienda». Per questo, ha sottolineato la commissione, ne avrebbe preso il controllo come stabilito dalla legge e l'avrebbe «rifinanziata con capitale societario, ristrutturandone le azioni e mantenendo Anbang un'azienda privata». «Anbang è troppo grande per cadere», ha commentato rimanendo anonimo un manager dell'azienda al Financial Times. E ha aggiunto: «Dovranno essere molto attenti a ristrutturarla». Anbang infatti ha interessi in diversi settori, sia in patria sia all'estero, ma per un anno il consiglio di amministrazione è stato esonerato. Bilanci e transazioni sono ora in mano a He Xiaofeng, direttore del dipartimento per le Riforme e lo sviluppo del Circ, e al suo «gruppo di lavoro» non altrimenti specificato. Fine dei giochi.

Gli asset di Anbang.
Bloomberg

Come Fosun, Dalian, Wanda e Nha, il gruppo assicurativo negli ultimi anni aveva fatto grandi acquisti in giro per il mondo. Nel 2014 aveva acquisito Astoria per 1,95 miliardi di dollari, nel 2015 il gigante delle assicurazioni olandesi Vivat per 1,7 miliardi e nel 2016 i resort di Blackstone per 5,5 miliardi. E ancora il sudcoreano Tong Yang Life e il belga Fidea. Dall'inizio del 2017, però, il governo cinese è diventato sempre più sospettoso delle acquisizioni di questi grandi gruppi all'estero. Concretamente ha cercato di arginare la fuga di capitali introducendo più controlli, usando le riserve di moneta estera per difendere la propria e, contestualmente, deprezzandola.

LA STRETTA DI PECHINO. Questa politica ha fatto sì che diversi manager e patron di società private siano stati interrogati e indagati. E tra questi anche il fondatore di Anbang Wu Xiaohui. A metà giugno il gruppo aveva annunciato le sue dimissioni, ufficialmente «per motivi personali». La stampa però, denunciando la sua scomparsa, aveva lasciato intendere che sotto ci fosse altro. L'arresto è stato confermato solo il 23 febbraio dalla Corte di Shanghai. Wu Xiaohui è accusato di appropriazione indebita e raccolta fondi fraudolenta, reati puniti con una detenzione che può andare per il primo fino ai 10 anni e per il secondo fino all'ergastolo. A quanto si è appreso, il processo si terrà a Shanghai.

Wu Xiaohui (Fortune).

Wu è entrato a far parte di quella aristocrazia "rossa" che si credeva intoccabile, ma evidentemente il matrimonio con una nipote di Deng Xiaoping non è bastato a riscattare le sue umili origini. Commerciante di Wenzhou, ha fondato Anbang come una piccola assicurazione automobilistica con circa 60 milioni di dollari ma poi grazie alle giuste relazioni e al senso per gli affari è riuscito a trasformarla nel colosso che tutti conosciamo. Visto il suo status sociale è verosimile che prima di intraprendere azioni legali a suo carico siano stati consultati i più alti quadri del Partito. E il nulla osta a procedere potrebbe significare che l'azienda non nasconde interessi di gruppi di potere consolidati.

L'OPACITÀ DEL GRUPPO. Che il gruppo fosse poco trasparente era cosa nota. Sia un giornale come Hurun (il Forbes cinese) sia l'agenzia di rating Standard & Poor's non erano riusciti a valutare né la ricchezza di Wu Xiaohui né il valore di Anbang. Rimane da capire cosa accadrà a tutti gli asset che la società ha acquistato. E come reagiranno i governi di tutto il mondo quando capiranno che gli assett comprati da privati cinesi potranno essere presi in mano dal governo di Pechino da un momento all'altro e senza troppe spiegazioni.

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