Inps Concorso
28 Febbraio Feb 2018 1350 28 febbraio 2018

Mega concorso Inps, un giorno di ordinaria follia a Roma

Si erano candidati in 22 mila per 365 posti da funzionario. Ma la prova scritta è diventata un incubo: sessioni di 6 ore per 60 domande, ritardi, ressa, disorganizzazione e proteste. La testimonianza a L43.

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Il Burian che ha congelato mezza Italia non ha fermato il mega concorso dell'Inps, destinato a concludersi il 28 febbraio 2018. In palio ci sono 365 posti da funzionario. Ma per le migliaia di persone (22 mila candidati in tutto, divisi in quattro sessioni) che il 27 febbraio si sono effettivamente presentate alla Nuova fiera di Roma per sostenere la prima prova scritta, il vero ostacolo da superare è stata la disorganizzazione.

NEOLAUREATA RIMASTA SOTTO CHOC. Lettera43.it ha raccolto la testimonianza di Simona (il nome è di fantasia), una giovane neolaureata in Giurisprudenza ancora «sotto choc». Era il suo primo concorso pubblico e l'esperienza è stata traumatica. «Sono arrivata alla Fiera alle 14.30, orario in cui ci avevano detto di presentarci. Avevano appena finito quelli della prima sessione, che erano lì dalle 8.30 del mattino».

UN'ORA DI PROVA, CINQUE DI RITARDI. Sei ore per rispondere a 60 domande a risposta multipla? No, perché la prova «è durata soltanto un'ora». E le altre cinque? «Ritardo, giustificato dagli organizzatori con problemi ai mezzi di trasporto. Ci hanno detto solo questo».

Dalle 14.30 alle 16.30 ci hanno fatto stare in un androne senza nessun controllo: né metal detector, né poliziotti, nemmeno una fila. E un solo bagno

La testimonianza di Simona

E meno male che alla prima sessione, quella del mattino, secondo i numeri diffusi dall'Inps si sono presentati 2.362 candidati su 5.600: «Oltre il 40%», ha precisato il presidente Tito Boeri, «sono contento, è un dato più alto rispetto a quello che si è registrato in passato per concorsi di questo tipo». Chissà cosa sarebbe successo, viene da pensare, se si fossero presentati tutti...

CAOS ANCHE NEL POMERIGGIO. D'altra parte nel pomeriggio, per la seconda sessione, le cose non sono migliorate. «Dalle 14.30 alle 16.30 ci hanno fatto stare in un androne, in un primo padiglione, senza nessun controllo: né metal detector, né poliziotti, nemmeno una fila ordinata per lasciare la borsa al guardaroba». E in ogni padiglione «una sola toilet a disposizione»: una per gli uomini e una per le donne.

POCHI ADDETTI PER I QUESTIONARI. Un'altra mezz'ora d'attesa per entrare nel secondo padiglione, dove si doveva svolgere la prova e dove finalmente i candidati sono stati fatti accomodare. Ma a questo punto «è iniziato il caos, perché c'erano pochissimi addetti per distribuire i questionari. Una decina di persone in tutto, credo, e quindi è passata un'altra ora e si sono fatte le 18».

Tito Boeri, presidente dell'Inps.

Non è finita qui. Perché nel padiglione, in assenza di controlli, hanno fatto il loro ingresso «i contestatori del B2». Cioè un gruppo di esclusi dal concorso, perché privi della necessaria certificazione relativa alla conoscenza della lingua inglese. Il Tar ha respinto definitivamente il loro ricorso, ma a quanto pare non è bastato.

PERSINO I MODULI STAMPATI MALE. Una volta usciti i contestatori, poi, «alcuni legittimi partecipanti al concorso hanno scoperto che i loro questionari erano stati stampati male». La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso: «Hanno iniziato a lamentarsi e a gridare pure loro!», racconta Simona.

«NON VI ASPETTAVAMO COSÌ IN TANTI». Il tentativo dello speaker di riportare la calma ha avuto un effetto tragicomico. «Scusateci», ha detto al microfono, «ma siete tanti. Non ci aspettavamo tutte queste persone». Al colmo dell'esasperazione, una ragazza si è alzata in piedi e gli ha risposto urlando: «Era sufficiente guardare il numero delle domande!». Nessuno ha avuto il "coraggio" di replicare, racconta ancora Simona, ma dalla platea «è partito spontaneo un applauso».

Insomma: la sessione del pomeriggio, convocata per le 14.30, è iniziata alle 19. «Nel bando c'era scritto che i telefoni cellulari andavano consegnati al guardaroba. Ma poi lo speaker ha detto che se qualcuno non li aveva consegnati avrebbe dovuto prenderli, spegnerli e metterli sul tavolo. In ogni caso ha aggiunto che l'aula era "schermata", quindi i cellulari non sarebbero serviti».

LANCIARSI A TERRA PER USCIRE FUORI. Dulcis in fundo, al termine delle prove, corrette in diretta streaming in nome della trasparenza, la ressa per uscire dai locali della Fiera. Racconta ancora Simona, un po' impaurita: «Nessuna fila ordinata. Tutti che scappavano, spingevano, moltissimi dovevano correre per andare a prendere il treno per tornare a casa. Ho visto persone lanciarsi a terra per recuperare la loro borsa. Io non me la sono sentita. Prima di alzarmi ho aspettato che se ne andassero tutti. Tanto, ormai, si era già fatto fin troppo tardi».

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