Eba lancia stress test su effetti Brexit
9 Marzo Mar 2018 2006 09 marzo 2018

Norme sugli Npl, la Commissione Ue più soft della Bce

Il 14 marzo presentate le misure per coprire i crediti deteriorati. Richieste su otto anni e più progressive. Ma si applicheranno solo ai nuovi prestiti. Dopo pochi giorni in arrivo l'addendum dell'Eurotower.

  • ...

da Bruxelles

La Commissione Ue è pronta a pubblicare mercoledì 14 marzo 2018 la sua proposta legislativa per le coperture prudenziali dei crediti deteriorati, norme destinate ad applicarsi a tutti i nuovi prestiti erogati da tutti gli istituti di credito. Nei giorni successivi è invece atteso l'addendum della Banca centrale europa (Bce) che, dopo la battaglia ingaggiata dai servizi giuridici di Consiglio e parlamento europeo, dovrebbe limitarsi a elencare le misure che la sorveglianza potrebbe richiedere a singole banche.

EVITARE NUOVE SOFFERENZE. Il pacchetto di proposte dell'esecutivo europeo dovrebbe aiutare a evitare la formazione di nuove sofferenze. Secondo quanto si apprende, per i prestiti non garantiti le coperture verranno richieste dopo due anni, dopo otto invece per quelli garantiti, un anno in più rispetto all'ipotesi Bce. Soprattutto la percentuale degli accantonamenti crescerà in maniera più progressiva, accelerando dal quarto anno in poi.

L'esecutivo europeo dovrebbe anche confermare il trend di riduzione degli Non performing loan: a gennaio erano il 4,6% dei crediti totali dell'Eurozona

Nello stesso giorno l'esecutivo europeo dovrebbe anche confermare il trend di riduzione degli Non performing loan (Npl, crediti deteriorati appunto): a gennaio erano il 4,6% dei crediti totali dell'Eurozona. Oltre che presentare i modelli che gli Stati Ue possono seguire per mettere in piedi una bad bank a livello nazionale, ma anche misure per stimolare la nascita di un mercato secondario dei Npl e anche, sulla scia del patto marciano approvato in Italia, meccanismi per incentivare il ricorso ad accordi extra giudiziali. O anche l'introduzione di garanzie pubbliche, sul modello delle Gacs (Garanzia cartolarizzazione sofferenze) italiane.

DUE OPZIONI: PUBBLICO E PRIVATO. Il modello della bad bank è basato sulle esperienze positive di Spagna e Irlanda, e prevede sia la possibilità di una partecipazione pubblica sia l'opzione del coinvolgimento esclusivamente del settore privato. Il ventaglio dei suggerimenti però è ampio e sarà ogni Stato a scegliere quali strumenti sono più adatti al suo scenario.

OBIETTIVO: RIDUZIONE DELL'1,5%. Centrale è però la nascita di un passaporto europeo per le società che si occupano di crediti deteriorati, una novità che permette agli attori interessati di allargare il loro mercato e che potrebbe contribuire ad alzare i prezzi degli Npl. Nei Paesi dove i crediti deteriorati sono molto elevati, Bruxelles stima che l'intervento possa aiutare a ridurli di un punto e mezzo. Per l'Italia potrebbe significare un calo dello stock delle sofferenze del 10%.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso