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Tinaba, in edicola il giornale si paga con lo smartphone

Grazie all'app per il mobile payment, in 20 rivendite di Milano è possibile comprare quotidiani e riviste con un semplice tocco sullo schermo. Ed è solo l'inizio.

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Entri in edicola. Un paio di tocchi sullo schermo del cellulare. Prendi il giornale ed esci salutando. Dimenticato qualcosa? Di pagare, sembrerebbe. L’edicolante, però, non ti ferma, anzi ti saluta a sua volta, mentre fissa il suo smartphone. Nel suo conto Tinaba, infatti, ha appena ricevuto il ricavo dell’ultima vendita, senza scambio di monete e, soprattutto, senza costi di transazione. È il risultato dell’accordo siglato il 15 marzo fra Tinaba, l’app di mobile payment, e lo Snag di Milano, il sindacato provinciale autonomo giornalai.

L'EDICOLA DEL FUTURO. Il sistema è semplice. Il lettore sceglie il quotidiano o la rivista di suo interesse. Inquadra il QR code - una sorta di codice a barre - sullo scaffale, conferma l’acquisto e automaticamente il denaro passa dal portafoglio digitale del cliente a quello dell’edicolante. «L’edicola è custode dell’informazione di qualità da decenni», spiega Matteo Arpe, fondatore di Tinaba (e primo azionista di News 3.0, editore di Lettera43.it), «noi vogliamo trasformarla anche in un’avanguardia della digitalizzazione».

Si è sempre pensato che informazione cartacea e digitale siano in concorrenza, io credo invece che si possa instaurare una collaborazione virtuosa e proficua per entrambe

Matteo Arpe

Non è un mistero che gli edicolanti stiano risentendo della crisi del loro core business, la vendita di quotidiani. Milano, in cinque anni, ha visto chiudere il 30% dei punti vendita. Ne sopravvivono poco più di 600. «Restiamo ancora il commercio di vicinato più diffuso», rivendica Alessandro Rosa, presidente Snag, «ma il nostro settore stenta a rimanere al passo con i tempi, per questo è importante collaborare con aziende innovative come Tinaba».

IL BOOM DEI PAGAMENTI DIGITALI. I numeri supportano la tesi. Secondo una ricerca dell’osservatorio del Politecnico di Milano, i new digital payment sono in forte ascesa e nel 2016 hanno superato i 30 miliardi. I pagamenti da mobile, tramite app o siti, sono cresciuti addirittura del 63% e valgono 3,3 miliardi, ma la previsione è che i new digital payment possano raggiungere i 100 miliardi entro il 2019.

IL LETTORE PRIMA DI TUTTO. Grazie a Tinaba, una parte di questa somma potrebbe finire agli edicolanti. Ma c'è di più. Perché con l'app i giornalai possono già raccogliere qualcosa di ancora più prezioso: i dati. «Oggi per un’impresa è più importante conoscere i propri utenti che farsi conoscere da loro», spiega Arpe, «con Tinaba i giornalai potranno conoscere le abitudini di consumo dei clienti e proporre offerte personalizzate».

Matteo Arpe, fondatore di Tinaba, acquista un quotidiano con l'app.

In prima battuta saranno 20 le rivendite milanesi coinvolte nel progetto, ma l’obiettivo di Arpe è coinvolgere in breve tempo le 30 mila edicole sparse sul territorio italiano. Si tratta di un mondo tradizionalmente restio ai pagamenti digitali. Ma Tinaba punta a convincere anche i più diffidenti con la convenienza e la semplicità di utilizzo.

CONOSCI IL TUO LETTORE. A differenza di altre app di mobile payment, infatti, non sono previsti costi di transazione: una volta installata gratuitamente l’app sul cellulare ed effettuata la registrazione, il portafoglio digitale è pronto all’uso. Non è tutto: «Abbiamo iniziato a discutere di una possibile collaborazione anche con gli editori e alcuni hanno già accettato», annuncia il fondatore di Tinaba, «potremmo così avere informazioni sul lettore fisico di quotidiani, combinarle con quelle già disponibili sul lettore digitale e capire se davvero oggi ci si informa meno di un tempo».

PREZZI FLESSIBILI E SU MISURA. I sistemi di pagamento digitali poi hanno il vantaggio di essere estremamente personalizzabili: «Si possono immaginare sconti su misura per abbonati o studenti universitari», continua Arpe, «oppure si potrebbe diminuire il prezzo del quotidiano nel corso della giornata, mano a mano che le notizie cominciano a “invecchiare”».

L'EDICOLA DIGITALE DI TINABA. Per avvicinare i giovani all’informazione di qualità servono strumenti flessibili e innovativi. Con Tinaba, per esempio, si può organizzare una “colletta” per acquistare una rivista o creare una cassa comune da cui attingere di volta in volta per comprare i quotidiani. L’accordo con le edicole fisiche, poi, si affianca al progetto di edicola digitale: già oggi, tramite l’app, è possibile acquistare gli articoli di Pagina99 al prezzo di 10 centesimi, ma Arpe punta a coinvolgere anche altri editori. «Si è sempre pensato che informazione cartacea e digitale siano in concorrenza», conclude, «io credo invece che si possa instaurare una collaborazione virtuosa e proficua per entrambe».

15 Marzo Mar 2018 1533 15 marzo 2018
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