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Economia
29 Marzo Mar 2018 1713 29 marzo 2018

Welfare aziendale, i chiarimenti del Fisco

Le cose da sapere sui premi di risultato, i contributi per le assicurazioni, il pagamento degli abbonamenti al trasporto pubblico. La circolare dell'Agenzia delle entrate.

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Il premio di risultato tassato al 10% che si amplia sia nei criteri sia nell'importo. La possibilità di detassare completamente dal reddito i contributi dati ai dipendenti per assicurarsi contro malattie gravi o il rischio di non autosufficienza. Il pagamento da parte del datore di lavoro dell'abbonamento ai trasporti pubblici, dal bus al treno. Il welfare aziendale si arricchisce di anno in anno di nuove possibilità, con vantaggi soprattutto di tipo fiscale.

LA CIRCOLARE DELLE ENTRATE. L'Agenzia delle Entrate ha così messo a punto una nuova circolare nella quale definisce, voce per voce, le modalità di tassazione. E lo fa con occhio benevolo: proprio quest'ultima circolare stabilisce che si può beneficiare a ritroso della tassazione al 10% prevista per i premi di produttività, anche se il raggiungimento degli obiettivi è stato verificato - e inserito nella Certificazione Unica - solo dopo che aver tassato 'normalmente' quella quota di salario.

SI ALLARGA LO SCONTO PER I PREMI DI PRODUTTIVITÀ. Si allargano dal 2017 i criteri - ma anche gli importi - del beneficio fiscale sui premi di produttività. Le somme tassabili al 10% passano da 2.000 a 3.000 euro nella generalità dei casi e da 2.500 a 4.000 euro se le aziende coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell'organizzazione del lavoro, magari con appositi gruppi di lavoro. Quest'ultimo meccanismo vale però per i contratti stipulati fino al 24 aprile 2017 mentre dopo quella data il beneficio si trasforma in una riduzione di venti punti percentuali dell'aliquota contributiva a carico del datore di lavoro (con un tetto a 800 euro). Aumentano anche i criteri soggettivi per poter beneficiare dello sconto: il lavoratore deve aver guadagnato nell'anno precedente non più di 80.000 euro contro una soglia di 50.000 euro prevista in precedenza.

PREMI PAGATI CON UN BENEFIT. Il lavoratore, se previsto dal contratto aziendale o territoriale, può convertire i premi di produttività in un benefit. Ma attenzione, in questo caso la tassazione non è al 10%: segue invece il meccanismi già previsti per i benefit e stabiliti dal testo unico delle imposte. La circolare affronta le possibilità una per una: dall'auto aziendale alla concessione di un alloggi in comodato, da un viaggio premio, al pagamento di forme pensionistiche complementari, dalle stock option alla concessione di prestiti.

L'ABBONAMENTO AL BUS O AL TRENO. È una novità introdotta con l'ultima legge di Bilancio. Gli importi pagati dai datori per gli abbonamenti ai trasporti pubblici dei propri dipendenti non vengono tassate, anche se riguardano i familiari del lavoratori. L'agevolazione vale anche se non è prevista dal contratto di lavoro ma non per abbonamenti di tipo orario o giornalieri.

LA POLIZZA CONTRO I RISCHI DI NON AUTOSUFFICIENZA. Non rientrano nel reddito (e quindi non vengono tassati) anche gli importi pagati dal datore di lavoro per assicurare il dipendente contro i rischi di gravi malattie o di non autosufficienza. Si tratta di una estensione rispetto alle attuali norme che per la polizze sanitarie prevede l'esenzione fino a 3.615,20 euro, tetto che rimane per le polizze generiche e non vale solo per la parte relativa a non autosufficienze e malattie gravi.

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