Vincent Bolloré Telecom Vivendi Elliott
RADIO LONDRA
23 Aprile Apr 2018 1130 23 aprile 2018

Telecom, il finale possibile tra Elliott e Vivendi

L'accordo incentrato su Tim Brasil, concessa a Bolloré. Che ci metterà a capo Genish. Il fondo Usa farà la sua plusvalenza e lascerà a mani italiane (Cdp in primis). E nascerà una "Terna delle comunicazioni".

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Sarà che il drammaturgo Anthony McCarten ne ha scritto una memorabile storia e che il regista Joe Wright, dirigendo un formidabile Gary Oldman, l’ha trasformata in un film da Oscar (“L’ora più buia”), ma mai come di questi tempi è stata evocata la figura di Winston Leonard Spencer Churchill. Forse è per questo, o forse è per la Brexit, o forse perché di statisti come lui non ce ne sono più da troppo tempo e se ne sente maledettamente la mancanza, sta di fatto che il grande politico inglese si è risvegliato dal lungo sonno della storia. E, immancabile sigaro “Romeo y Julieta” stretto tra le labbra e bicchiere in mano, whisky Johnny Walker o champagne Pol Roger che sia, smania dalla voglia di dettare alla fidata segretaria personale Elizabeth Layton lunghe lettere di commento agli avvenimenti odierni. Cui guarda con un misto di curiosità, cinismo e disprezzo. Noi di Lettera43.it, che ci riconosciamo senza riserve tanto nelle sue pubbliche virtù come nei suoi vizi privati, lo abbiamo intercettato e gli abbiamo offerto la nostra libera tribuna per commentare le italiche vicende. E lui ha volentieri accettato. Thank you, sir.

Da quando ho rivelato, in questo spazio di dialogo dall’aldilà con i lettori di Lettera43.it, tutti i limiti, tra ingenuità e presunzioni, delle capacità relazionali e di business insider di Vincent Bolloré, ho la fila di gente che mi chiede come andrà a finire la guerra tra Vivendi e Elliott per il controllo di Telecom.

OCCHI PUNTATI SU OPEN FIBER. C’è chi mi segnala il gran movimento che fa l’uomo della Vitale & Co. a Roma, Roberto Sambuco, ufficialmente ingaggiato dal fondo guidato da Paul Singer, ma in realtà impegnato a favorire la riconferma di Claudio Costamagna in Cassa depositi e prestiti. E c’è chi mi ha suggerito di buttare uno sguardo al convegno che Open Fiber ha organizzato - titolo: “Italia a tutta fibra. Scenari e prospettive dello stato della banda larga in Italia e nel mondo” - per tenere d’occhio le mosse di Franco Bassanini, che come presidente della società controllata pariteticamente da Enel e Cdp è attivo nel tentare di unire in matrimonio la costituenda rete in fibra della società che presiede alla rete di Telecom, ora affidata al bravo Stefano Siragusa.

ARCURI RIFERISCE A CALENDA. Convegno cui erano presenti anche l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, che molto probabilmente era lì per poi poter riferire ai suoi amici il ministro Carlo Calenda (interventista sul caso Telecom) e Claudio Tesauro (consigliere ascoltato di Arnaud de Puyfontaine, braccio destro di Bolloré), e l’amministratore delegato di Sirti, Roberto Loiola, in grande sofferenza con l’azionista Pillarstone per via delle insoddisfacenti performance nel lavoro di posatura della fibra.

Claudio Costamagna di Cassa depositi e prestiti.

Altri ancora mi suggeriscono, non senza motivo fondato, di monitorare i contatti di Amos Genish, per scoprire che oltre a Tesauro e a Piergiorgio Peluso, più noto come figlio dell’ex ministra Annamaria Cancellieri, il manager israeliano frequenta assiduamente e ascolta Andrea Mangoni, amministratore delegato di doBank (società posseduta da fondi gestiti da Fortress Investment Group), che conosce dai tempi in cui quest’ultimo è stato a capo di Telecom Sparkle e ha cominciato a flirtare con gli uomini del Mossad.

GUBITOSI NOME IMPROBABILE. E infine c’è chi, credo proprio con ragione, mi invita a ragionare su come sia possibile che alla guida di Telecom venga indicato Luigi Gubitosi, non solo perché è tutto da vedere se sia l’uomo adatto, ma anche perché riveste il delicato ruolo di traghettatore di Alitalia e non può certo permettersi di lasciare il lavoro a metà.

Luigi Gubitosi, traghettatore di Alitalia.

Tutte cose vere, ma di relativo interesse, mi dico mentre Roy Howells, che mio cameriere personale era in vita e tale è rimasto in Paradiso - l’ho perdonato di essersi lamentato, nel libro Simply Churchill, che io in due giorni fumavo l’equivalente del suo stipendio settimanale - mi allunga un sigaro di casa Dunhill, l’amato “El trovador selection nr. 60”.

BOLLORÉ DOPPIAMENTE ISOLATO. La cosa più importante, nell’appassionante vicenda Telecom, è capire come andrà a finire il braccio di ferro tra i francesi e gli americani. Nell’indagare ho capito che Bolloré non solo è isolato per ragioni personali - trovare uno cui sia simpatico equivale a cercare un ago in un pagliaio -, ma anche sul piano geopolitico.

ELLIOTT SOSTENUTO DA TRUMP E UK. L’intervento di Elliott, infatti, è sostenuto - ma forse era persino stato sollecitato - dal mondo trumpiano e inglese, che intende fermare a tutti i costi l’espansionismo francese. Così arrivare all’ex uomo di Goldman Sachs che è a capo di Cdp è stato un gioco da ragazzi, e persino trovare sponda tra gli stralunati politici italiani non è risultato difficile.

Il premier italiano Paolo Gentiloni e il presidente francese Emmanuel Macron.

Da un lato Paolo Gentiloni, pur avendo un buon rapporto con Emmanuel Macron, spinto da Calenda ha autorizzato l’intervento di Cdp. Dall’altro Luigi Di Maio ha ascoltato con attenzione le raccomandazioni impartite da Davide Casaleggio, che a sua volta è stato catechizzato a favore di Elliott da Jill Morris, il tenace ambasciatore inglese a Roma, con cui ha un rapporto tanto intenso quanto nascosto.

PARTITA CHE FINIRÀ IN PAREGGIO. Ma tutto questo non toglie nulla alla probabilità, tanto alta da essere quasi una certezza, che alla fine la partita finirà in una sorta di pareggio, nel senso che sarà trovato un compromesso capace di soddisfare le esigenze di tutti gli attori in campo. Quale? Se mi giurate che non lo dite a nessuno, ve lo svelo.

Amos Genish, amministratore delegato di Telecom Italia.
ANSA

L’accordo sarà incentrato su Tim Brasil. Nel senso che a Bolloré sarà concessa quella preziosa partecipazione - poi si vedrà se vorrà tenerla o se deciderà di privarsene in cambio di un bel pacchetto di quattrini - a capo della quale metterà Genish, che in Brasile ha una voglia matta di tornare (ci ha lavorato a lungo e ha la moglie carioca) e che potrebbe anche trovargli un acquirente o una fusione importante da realizzare.

CDP PUNTERÀ A UNA FUSIONE. Viceversa, Telecom (privata del Brasile) tornerà in mani italiane. Già, Elliott farà la sua bella plusvalenza e lascerà il passo a chi gli sarà indicato dal governo e dell’establishment italiano. Cdp vorrà fondere Open Fiber con la rete Telecom, che nel frattempo sarà divenuta una società, per fare la Terna delle comunicazioni, con l’obiettivo di renderla una public company (unica difficoltà la posizione di Francesco Starace che vorrebbe tenere tutta Open Fiber sotto il controllo di Enel). Mentre si cercherà qualcuno che faccia il gestore telefonico per quel che resterà di Tim. Non ci credete? Basta aspettare qualche giorno e vedrete... Parola di Winston Churchill.

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