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Economia
17 Maggio Mag 2018 1844 17 maggio 2018

Il libro bianco del lavoro di Assolombarda sfida Lega-M5s

Più flessibilità e addio alla paga oraria per le mansioni più alte: l'associazione degli industriali presenta la sua proposta. Bonomi: «Il reddito di cittadinanza non affronta il tema dell'aumento dell'occupabilità».

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A 17 anni di distanza dal documento di Marco Biagi, Assolombarda propone un nuovo libro bianco del lavoro dove si ipotizza, tra le altre cose, il superamento del concetto di ora-lavoro per gli impieghi di alto livello e si chiedono ulteriori forme di flessibilità contrattuali. Queste ultime dovrebbero rispondere alle esigenze di quelle imprese e di quei lavoratori i cui rapporti non possono essere definiti semplicemente secondo lo schema del lavoro subordinato, ma nemmeno autonomo.

«REDDITO DI CITTADINANZA NON RISOLUTIVO». L'iniziativa è significativa anche perché arriva nelle stesse ore in cui è stato reso pubblico il contratto tra Movimento 5 stelle e Lega dove la misura più significativa sul tema dell'occupazione è la previsione del reddito di cittadinanza. Il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi ha detto: «Ci sembra che il tema del lavoro non sia attualmente affrontato in maniera seria. Si continua a pensare al futuro guardando al passato. Il reddito di cittadinanza non risponde all'esigenza di far crescere l'occupabilità».

LAVORATORI PIÙ VECCHI, CARRIERE DISCONTINUE. Il libro bianco è stato realizzato con il concorso del centro studi Adapt e in particolare del suo direttore, Francesco Seghezzi. Si concentra su alcune caratteristiche dell'evoluzione del mondo del lavoro italiano che sono l'invecchiamento della popolazione, la trasformazione tecnologica e sociale che permette per un numero sempre più rilevante di lavoratori la possibilità di svolgere i propri compiti da remoto, la crescita delle carriere discontinue per un numero sempre più alto di persone. Di fronte a questi cambiamenti, Assolombarda avanza delle proposte che hanno l'ambizione di traguardare il 2030. La proposta al momento non è stata discussa né con politici né con i sindacati. Ecco i punti principali.

Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda

La prima proposta è una radicale semplificazione del diritto del lavoro nel nostro Paese per ridurre contenziosi e incertezze nell'applicazione delle regole: «Nei nuovi mercati transizionali», spiega il libro bianco, «le tutele del lavoro si giocano più sulla modernizzazione delle politiche attive che sui contenuti prescrittivi dei singoli contratti di lavoro».

PREVENIRE LA DISOCCUPAZIONE. Di fronte alla crescita dell'età media dei lavoratori e alla continua evoluzione delle competenze richieste, il libro bianco propone «l'introduzione di politiche preventive». L'idea generale è far evolvere le politiche attive del lavoro per far sì che ogni lavoratore abbia il diritto, ma anche il dovere, di accedere a una formazione continua che gli consenta di passare da un lavoro all'altro in maniera agile, potendo contare su un continuo aggiornamento delle sue competenze.

PRESTO L'ADDIO AL CARTELLINO? Per alcuni lavoratori, sostiene Assolombarda, la prestazione fornita non può essere retribuita semplicemente sulla base delle ore lavorate, ma va misurata secondo il valore creato in funzione di progetti e obiettivi. Per questi lavoratori - di fascia alta - andrebbero studiate nuove forme contrattuali, tenendo anche conto della crescita dello smart working.

Per la tutela del lavoratore in futuro dovremo mettere in sicurezza le città intere. Il 45% degli incidenti mortali avviene fuori dalla fabbrica

Carlo Bonomi, presidente Assolombarda

A oggi ci sono lavoratori che svolgono la loro prestazione «con elevati livelli di autonomia ponendosi a cavallo tra le categorie del lavoro subordinato, etero-organizzato e autonomo». Per questi «non si tratta di individuare una forma contrattuale che si posizioni tra il lavoro autonomo e quello non autonomo, ma di abilitare le parti a regolare nuove forme di lavoro». Il riferimento è soprattutto «a quelle forme di collaborazione con più datori di lavoro che professionisti del settore digitale, di ricerca, di consulenza svolgono in vari ambiti».

CON LO SMART WORKING CAMBIA TUTTO. La sicurezza del lavoro va ripensata, perché nell'epoca dello smart working non riguarda più esclusivamente la fabbrica, ma l'intero ecosistema cittadino. «Per il futuro della tutela e della sicurezza del lavoratore non occorrerà più solo mettere in sicurezza i luoghi tradizionali», ha detto Bonomi, «ma anche accrescere la sicurezza delle intere città».

«SIAMO SEMPRE PIÙ OPERATORI SOCIALI». Assolombarda ha ricordato la crescita degli incidenti in itinere e che oramai il 45% incidenti mortali avvengono fuori dalla fabbrica. «Noi non siamo più solo operatori economici, ma sempre più operatori sociali e dobbiamo farci carico di quello che succede al di là dei cancelli delle nostre fabbriche», ha concluso Bonomi.

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