Petrolio Iran
Economia
18 Maggio Mag 2018 1124 18 maggio 2018

Sanzioni Iran, le contromosse dell'Ue

Bruxelles lancia il blocco contro le misure di Trump. Ma non può proteggere le società con attività negli Usa. Per compensare la fuga delle banche, la Bei finanzierà direttamente le Pmi. I Paesi sono invitati a pagare il greggio direttamente alla banca centrale di Teheran. E l'ipotesi è di farlo solo in euro. 

  • ...

da Bruxelles

Per difendersi dai dazi imposti dagli Stati Uniti di Donald Trump contro l'Iran, la Commissione europea ha annunciato il 18 maggio quattro misure che vanno soprattutto a sostenere le piccole e medie imprese europee e rendere possibile l'acquisto del petrolio di Teheran.

RIATTIVATO LO STATUTO DI BLOCCO. La prima iniziativa, come anticipato da Lettera43.it, e anche la più attesa è la riattivazione del cosiddetto "statuto di blocco". Si tratta di una legislazione attraverso la quale l'Ue fa valere le sue ragioni nei tribunali commerciali internazionali e nelle se sedi extraterritoriali, in modo da proteggere le sue aziende in tutte le sedi possibili dai dazi americani. In particolare la norma «impedisce alle società europee di rispettare gli effetti extraterritoriali delle sanzioni», consente alle società di «recuperare i danni da parte di chi li ha causati», cioè gli Stati Uniti, e annulla «l'effetto nell'Ue di qualsiasi giudizio straniero basato su di esse».

VOTO PRIMA DEL 6 AGOSTO. Il processo lanciato il 18 maggio deve passare dal voto a maggioranza di Consiglio e parlamento e dovrebbe permettere l'attivazione del blocco prima del 6 agosto, la data prevista per l'entrata in vigore delle prime sanzioni americane. Ma non riuscirà a salvaguardare per intero il business degli Stati più presenti sul terreno, Francia, Germania, Italia e Austria.

I leader Ue hanno discusso informalmente della risposta da dare all'Iran durante il vertice di Sofia del 17 maggio.
ANSA

Lo statuto di blocco era stato utilizzato per la prima volta nel 1996 per difendersi dall'embargo americano contro Cuba, è stato aggiornato in occasione delle sanzioni a Libia e Iran e ha già dimostrato la sua efficacia presso il Wto, l'organizzazione mondiale del commercio. Il suo limite è ovviamente che non si applica alle aziende che hanno filiali negli Stati Uniti e cioè alla quasi totalità delle grandi società europee. La Total, il colosso energetico francese, ha già annunciato l'intenzione di abbandonare le attività di esplorazione che aveva programmato in Iran. Fca e Finmeccanica, ma anche Volkswagen e Renault che avevano in programma importanti investimenti nel Paese, devono ancora chiarire le loro intenzioni.

LA BEI A SOSTEGNO DELLE PMI. Per questo è molto probabile che in Iran restino soprattutto piccole e medie imprese che non hanno interessi negli Usa. Le grandi corporation e le banche, che hanno quasi per definizione attività finanziarie Oltreoceano, difficilmente metterranno a rischio il loro business negli States. Proprio perché le banche europee potrebbero ritirarsi dal Paese, l'Ue ha deciso di permettere alla Banca europea degli investimenti di finanziare le attività delle imprese europee in Iran e garantirle attraverso il bilancio europeo. Per arrivare al risultato la Commissione si impegna a rimuovere tutti gli ostacoli normativi che per ora lo impediscono e spiega proprio che questa decisione «potrebbe essere utile in particolare alle piccole e medie imprese».

L'alto rappresentante Ue Federica Mogherini con i ministri degli Esteri iraniano Javad Zarif, francese Jean-Yves Le Drian; tedesco, Heiko Maas; britannico Boris Johnson.
ANSA

Come terzo punto, la Commissione ha annunciato con una formula piuttosto vaga che «continuerà e rafforzerà la cooperazione e l'assistenza territoriale con l'Iran», mobilitando l'assistenza finanziaria attraverso «la cooperazione allo sviluppo e gli strumenti di partenariato». Ma ha aggiunto anche che l'assistenza sarà anche nel «settore dell'energia» e per quanto riguarda le piccole e medie imprese.

IPOTESI DI PARTERSHIP CON TEHERAN E PAGAMENTI IN EURO. Come spiegato da L43, dietro a questa formula potrebbe esserci l'idea di una partnership fondata sullo scambio di energia-tecnologia e destinata eventualmente anche allo sviluppo del nucleare civile. Tanto per dire quanto conta questo settore, il commissario all'Energia, Miguel Arias Cañete, ha organizzato una visita a Teheran per il 19 e 20 maggio. E dovrebbe discutere anche se cominciare a utilizzare l'euro per i pagamenti legati al settore.

TRASFERIMENTI ALLA BANCA CENTRALE IRANIANA. Infine, e siamo sempre nell'ambito petrolifero, l'Ue incoraggia gli Stati europei a valutare la possibilità di trasferimenti bancari una tantum direttamente alla Banca centrale dell'Iran per pagare petrolio e attività energetiche. Diversamente i pagamenti potrebbero essere bloccati dalle sanzioni. Va ricordato poi che la maggioranza del business petrolifero con Teheran passa da banche e aziende europee. In questo caso saranno i singoli Stati a decidere. Alte fonti Ue ammettono di non avere a disposizione il cosiddetto proiettile d'argento contro gli Usa. Il punto è se questo proiettile meno pregiato e le altre misure che potrebbe mettere sul tavolo la Russia verranno considerati dagli iraniani sufficienti per rimanere al tavolo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso