Spread Btp Bund in calo a 190 punti
Spread e mercati
Spread Btp-Bund risale a 200 punti base

Cos'è lo spread e cosa succede a debito, mutui, famiglie e imprese

Il differenziale tra il rendimento del titolo di Stato decennale italiano e quello tedesco misura l'affidabilità finanziaria del nostro Paese. Ma cosa lo fa muovere? E con quali effetti sulle diverse componenti dell'economia?

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In finanza il termine spread indica la differenza tra due valori, per esempio il prezzo d'acquisto e di vendita di un’azione. Ma c'è un tipo di spread in particolare che è tornato a dominare il dibattito pubblico italiano nelle ultime settimane: la differenza tra il tasso di rendimento di un Btp e di un Bund su una scadenza di 10 anni, ovvero il differenziale tra il rendimento del titolo di Stato decennale italiano e quello tedesco. Dire ad esempio che lo spread Btp-Bund è di 320 punti base, significa dire che il Btp rende il 3,2% in più rispetto al Bund. Ma cosa fa muovere lo spread? E con quali effetti su debito pubblico, mutui, famiglie e imprese?

1) Cosa fa muovere lo spread

Sui mercati finanziari vale la regola per cui maggiore è il rischio associato a un emittente, maggiore sarà il rendimento richiesto per acquistarne i titoli. Il Bund è considerato un titolo privo di rischio, per questo viene utilizzato come pietra di paragone. Lo spread segnala quanto il Btp rende in più rispetto al Bund. Tanto maggiore è lo spread, tanto più alto è il rischio che il mercato percepisce associato al Btp italiano. In altre parole, tanto maggiori sono i dubbi sulla capacità dello Stato di rimborsare regolarmente i propri debiti. Quando lo spread aumenta, significa che stanno aumentando i dubbi sull'affidabilità dell'Italia da un punto di vista finanziario. Quando diminuisce, che l'Italia sta riguadagnando credibilità.

2) Gli effetti dello spread sul debito pubblico

Per valutare l'impatto dello spread Btp-Bund sui conti pubblici occorre considerare la struttura del debito. I Btp nascono a tasso fisso, quindi il fatto che il rendimento possa variare è importante per chi ci investe. Per lo Stato il discorso è più complesso. Per quanto riguarda i Btp già emessi, infatti, lo Stato comunque paga gli interessi pattuiti all’atto dell’emissione. Da questo punto di vista non cambia nulla. Ma se lo spread cresce significa che, a mano a mano che i Btp scadono, lo Stato dovrà emetterne degli altri con interessi e rendimento più elevati. Altrimenti rischia che non vengano acquistati. E questo vuol dire che mentre i Btp scadono e lo Stato ne emette di nuovi, l’onerosità del debito pubblico cresce. In altre parole, il maggior rischio percepito dai mercati si traduce in un aumento del rendimento richiesto e in un maggior costo del debito per lo Stato.

3) Gli effetti dello spread sulle famiglie

Se lo spread aumenta, provocando l'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, le famiglie possono risentirne in modi diversi. Direttamente come piccoli investitori del debito pubblico, di cui hanno in tasca circa 120 miliardi di euro. E indirettamente come clienti delle banche ai quali chiedono prestiti e mutui oppure affidano i risparmi per metterli in fondi d’investimento e fondi pensione. Se il prezzo dei titoli crolla e i Bot vengono venduti prima della scadenza, i piccoli investitori accuseranno una perdita. Per quanto riguarda invece i mutui, sui tassi fissi in essere l’aumento dello spread non avrà nessuna conseguenza.

IL NODO DEI MUTUI A TASSO VARIABILE. Qualche difficoltà potrebbe invece riguardare i mutui variabili, nella stragrande maggioranza dei casi ancorati al tasso interbancario Euribor a uno o tre mesi, i cui valori sono fermi sottozero ormai da quasi due anni. Ma se il problema dell’Italia creasse un contagio a livello europeo e i parametri cominciassero a salire, l’aumento della rata sarebbe sensibile. Il Corriere della Sera ha preso come riferimento un mutuo da 150 mila euro a 20 anni, stipulato un anno fa a Euribor tre mesi +1,6%. Finora la rata è rimasta ferma a 708 euro, ma l’incremento di un punto dell’interbancario dall’attuale -0,33% a +0,67% porterebbe il costo mensile a 828 euro; una crescita di due punti a +1,67% addirittura a 947 euro. Anche per chi deve avviare un nuovo mutuo, se lo scenario peggiore si avverasse, i costi iniziali sarebbero destinati a salire.

4) Gli effetti dello spread sulle banche

Secondo un recente studio di Unimpresa, dei quasi 2.290 miliardi di debito pubblico di fine 2017 poco meno di un terzo era detenuto da fondi e istituzioni straniere, che oggi stanno vendendo. Banca d’Italia è al 15,45%, fondi di investimento e assicurazioni detengono il 19,9%, le famiglie e le imprese sono a poco più del 5% con 120 miliardi circa. Le banche italiane hanno ancora "in pancia" oltre 300 miliardi di titoli. Una loro forte svalutazione, scrive ancora il Corriere della Sera, porterebbe con sé un aumento inevitabile dei costi del credito a famiglie e imprese. Le aziende pagheranno di più i fidi e quelle che si finanziano con emissioni obbligazionarie finiranno per dover riconoscere rendimenti più elevati ai sottoscrittori, appesantendo i loro bilanci. Oltre all'impato diretto sui bilanci - a causa delle vendite il rendimento dei Btp sale e il loro prezzo scende, facendo perdere valore all'investimento - il rialzo dello spread colpisce le banche anche perché le azioni degli istituti di credito sono le prime a essere vendute dagli investitori quando vogliono "proteggersi" dal rischio-Italia.

5) Gli effetti dello spread sulle imprese

La crescita dello spread impatta anche sulle imprese, non solo sulle banche. Perché se lo spread sui titoli di Stato sale, salgono anche i tassi d'interesse che le banche devono pagare per reperire finanziamenti sui mercati. E se le banche sono costrette a pagare tassi più elevati, a loro volta girano questi costi sui nuovi prestiti alla clientela. Inoltre, per cittadini e investitori, potrebbe diventare più conveniente comprare titoli di Stato anziché investire in obbligazioni private, il che renderebbe ancora più difficile reperire capitali. Fra le imprese, a risentire molto velocemente di un'impennata dello spread sarebbe infine il mercato immobiliare. Il mercato dei mutui si incepperebbe: sia perché ottenerli diventerebbe più arduo, sia perché, con l’innalzamento dei redditi obbligazionari, verrebbe meno la forte componente d'investimento che caratterizza il business del mattone.

28 Maggio Mag 2018 1526 28 maggio 2018
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