Marchionne 500 Elettrica Italia

Marchionne presenta il suo ultimo piano strategico per Fca

L'ad, che nel 2019 lascerà l'azienda, è al Capital Markets Day in maglioncino e cravatta: «Azzerato entro giugno l'indebitamento netto industriale». Annunciati investimenti per 9 miliardi di dollari sull'auto elettrica.

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«Fca azzererà entro giugno l'indebitamento netto industriale». Parola di Sergio Marchionne, il quale aveva promesso che si sarebbe presentato con la cravatta al Capital Markets Day se l'obiettivo fosse stato raggiunto. L'amministratore delegato, che nel 2019 lascerà l'azienda e sta presentando il suo ultimo piano strategico, ha il solito maglioncino; ma sotto indossa una cravatta blu «ben annodata». Entro il 2022, ha promesso Marchionne, Fca raggiungerà la piena capacità produttiva negli stabilimenti italiani ed europei, «attraverso un mix più redditizio di modelli di marchi premium e prodotti verdi del brand Fiat». Quanto alla nascita del governo Conte, il manager non si è sbilanciato: «C'è un nuovo governo, è già un passo avanti. Noi siamo sempre stati filogovernativi. Voi scegliete, noi ci adattiamo. Il ministro dell'Economia? Non lo conosco, non posso esprimere un'opinione».

LA PROMESSA DI NON CHIUDERE LE FABBRICHE IN ITALIA. Sul futuro delle fabbriche in Italia, Marchionne ha fatto una promessa: «Non chiudiamo stabilimenti, non mandiamo a casa nessuno. A Pomigliano ci sarà una vettura di gamma superiore, per Mirafiori è tutto da vedere. Il processo è in evoluzione. Stiamo valutando dove produrre la 500 elettrica. Per il suo valore simbolico potremmo farla in Italia».

NEL PIANO INVESTIMENTI PER 45 MILIARDI DI EURO. Richard Palmer, direttore finanziario di Fca, ha spiegato che il piano industriale 2018-2022 prevede investimenti per 45 miliardi di euro. Il titolo, tuttavia, ha perso il 4,5% alla Borsa di Milano. Fca ha venduto a maggio in Italia 55.071 vetture, l'8,19% in meno rispetto allo stesso mese del 2017. La quota è scesa dal 29,29% al 27,66%. Nei cinque mesi dell'anno il gruppo ha venduto 259.423 auto, in calo del 7,13% rispetto allo stesso periodo del 2017.

NOVE MILIARDI DI DOLLARI SULL'AUTO ELETTRICA. Marchionne, inoltre, sembra aver cambiato idea sull'elettrico. Ha infatti annunciato che Fca intende «investire 9 miliardi di dollari (circa 7,7 miliardi di euro) per l'elettrificazione dei nuovi prodotti», al fine di «ridurre la nostra dipendenza dal petrolio, una delle nostre priorità. Tutto il sistema deve lavorare insieme con il giusto realismo».

STOP AL DIESEL ENTRO IL 2021. Fca «non produrrà più auto diesel entro il 2021», ha precisato l'ad, «ci sono crescenti limitazioni e questa tecnologia vedrà un forte declino». Ma la motorizzazione a gasolio continuerà a essere proposta sui veicoli commerciali: «Punteremo su prodotti in grado di recuperare il costo delle nuove tecnologie di elettrificazione».

IL TEMA DELLA SUCCESSIONE. Marchionne ha assicurato di «prendere seriamente la mia successione e così fa il board, ma il tema riguarda il 2019, lasciamo le speculazioni ad altri. Io e John Elkann di tanto in tanto ne parliamo, ma è una questione che riguarda il 2019. Tutto il resto è una speculazione, una distrazione. Il board farà le valutazioni giuste».

SULLA CRAVATTA LE POLEMICHE DELLA FIOM. La cravatta indossata da Marchionne ha catalizzato le polemiche della Fiom. La segretaria generale, Francesca Re David, intervenendo al Workers Day in corso a Pomigliano d'Arco, ha dato la sua versione dei fatti: «Marchionne ha messo la cravatta, ma sotto il maglioncino, perché ha raggiunto i risultati finanziari promessi. E quello che presenta oggi è un piano finanziario, non industriale. Oggi Fca parla di modelli, ma non dice dove li produrrà, come, con quali investimenti, come pensa di risolvere i problemi degli ammortizzatori sociali. Danno soltanto numeri che ci dicono che Fca in Italia sposta le produzioni sull'alta gamma». Re David ha ribadito che la Fiom invierà una lettera ai vertici Fca «per conoscere nei dettagli il piano Italia, ci deve essere la garanzia della piena occupazione, soprattutto in quegli stabilimenti - come Pomigliano e Mirafiori - dove sono in scadenza gli ammortizzatori sociali e dove un solo modello premium non garantirebbe la saturazione».

1 Giugno Giu 2018 1442 01 giugno 2018
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