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21 Giugno Giu 2018 1650 21 giugno 2018

La Germania guadagna quasi 3 miliardi dalla crisi greca

Interessi sui titoli di Stato acquistati dalla Bundesbank, all'interno di un piano della Bce, e su altri prestiti ad Atene: così le casse di Berlino si riempiono.

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Quasi 3 miliardi di euro di interessi dalla crisi greca. La Germania è il maggior contribuente dell'Ue, ma si riprende anche tanto indietro dai piani di salvataggio. Il dato dei 2,9 miliardi dal 2010 è emerso da un'interrogazione presentata dall'opposizione dei Verdi al governo di Grande coalizione. Gli incassi suddetti derivano in larga parte dalle vendite di titoli di Stato di Atene nell'ambito del piano Securities Market Programme (Smp) lanciato dalla Banca centrale europea (Bce), all'interno del quale la Bundesbank, la banca centrale tedesca, ha acquistato un grosso numero di buoni del tesoro greci.

IL PROGRAMMA DELLA BCE. Interessi successivamente trasferiti alla tesoreria di Stato, dove sono confluiti con i circa 400 milioni dai prestiti, sempre alla Grecia, della banca pubblica tedesca KfW. Il programma Smp della Bce rientra, come altre misure, parte dei piani d'austerity imposti alla Grecia per risanare i propri conti pubblici. Compiuti i tagli alla spesa e le riforme, gli accordi con la Troika (i creditori della Commissione Ue, Bce e del Fondo monetario internazionale) impongono che ad Atene vengano liquidati parte degli interessi maturati dagli Stati dell'Ue coinvolti sia negli acquisti della Bce di titoli pubblici greci, sia negli stanziamenti del fondo del Meccanismo europeo di stabilità (Esm) destinato alla Grecia.

Il premier greco Alexis Tsipras con il capo della Commissione Ue Jean-Claude Juncker.

A riguardo il governo di Berlino ha rimarcato di aver versato ad Atene, tra il 2014 e il 2015, oltre 900 milioni di euro degli originari interessi dal Smp di 3,4 miliardi di euro. Ma 2,9 di guadagni restano una cifra a nove zeri. Dal Bundestag i Verdi denunciano «che la Germania ha approfittato massicciamente della crisi greca», pressando per un alleggerimento del debito: «L'Eurogruppo mantenga la sua parola con Atene». La tempistica non è casuale: proprio il 21 giugno 2018 si riuniscono a Bruxelles i ministri Ue delle Finanze per discutere dello stato dei conti greci e delle azioni future verso Atene.

NUOVI 86 MILIARDI DI AIUTI. Meno vincoli d'austerity sono in prospettiva possibili, per quanto il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz, in quota Spd, non si sbottoni: l'economia greca è in risalita, anche il suo bilancio statale è tornato a crescere. Ma l'indebitamento pubblico resta alto (180% sul Prodotto interno lordo), come la sofferenza sociale per i tagli drastici al welfare e di posti di lavoro di quasi un decennio. Il terzo pacchetto di aiuti internazionali alla Grecia di 86 miliardi di euro è in partenza ad agosto 2018, con la conseguente immissione di Atene di titoli di Stato sui mercati. E ancora: quanto ci guadagneranno i tedeschi?

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