Embraco: Slovacchia, nessun aiuto
26 Giugno Giu 2018 1829 26 giugno 2018

Accordo per la ripartenza di Embraco

Lo stabilimento di Riva di Chieri passa dall'ex controllata di Whirpool al gruppo israeliano-cinese Ventures. Tutti i dipendenti torneranno al lavoro entro il 2020: si occuperanno di robot per la pulizia di pannelli fotovoltaici.

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Si avvia infine a soluzione la vicenda Embraco. Lo stabilimento di Riva di Chieri, gruppo Whirpool, e i 417 lavoratori passeranno dal 16 luglio al gruppo israeliano-cinese Ventures, che produrrà robot per pulire pannelli fotovoltaici e, in seguito, sistemi per la depurazione delle acque. L'accordo è stato firmato, presso l'Amma a Torino. I lavoratori - 90 rientreranno subito - manterranno le stesse condizioni contrattuali e salariali. La Ventures chiederà la cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione e riorganizzazione per 24 mesi.

TUTTI AL LAVORO NEL 2020. La ricollocazione di tutti i lavoratori - che saranno assorbiti tramite articolo 47 (cessione di ramo d'azienda) - sarà conclusa entro luglio 2020: 280 entro aprile 2019, 330 entro settembre dello stesso anno, 370 entro l'inizio del 2020. Ai dipendenti che decideranno di firmare il verbale di conciliazione, Embraco corrisponderà il Tfr maturato fino a dicembre 2016 più un bonus economico di 9.000 euro lordi per il periodo di cassa integrazione da luglio a dicembre 2018.

I SINDACATI: LA LOTTA HA PREMIATO. «Finalmente si chiude in modo positivo - commentano Lino La Mendola, della segretaria provinciale della Fiom-Cgil, e Ugo Bolognesi, responsabile di Embraco per la Fiom-Cgil - una vertenza durata mesi che ha vissuto punte drammatiche, come quando l'Embraco aveva avviato la procedura di licenziamento collettivo per tutti i lavoratori. Con questo accordo parte la reindustrializzazione che consente il salvataggio di tutti i posti di lavoro. È un successo ottenuto grazie all'impegno dei lavoratori che non hanno mai smesso di lottare per salvare il proprio posto di lavoro: adesso si tratterà di monitorare attentamente l'avanzamento del piano industriale». «Siamo soddisfatti del risultato ottenuto e fiduciosi sul buon esito dell'operazione, anche in virtù delle garanzie sulle solidità della società fornite dal Mise. Abbiamo stabilito un monitoraggio continuo sull'evoluzione dell'iniziativa e soprattutto abbiamo ottenuto che i lavoratori non perderanno né salario né diritti. È stata una trattativa complicata e piena di ostacoli, che però ha tracciato una linea in difesa del lavoro in Italia. Basta delocalizzazioni incontrollate», aggiungono Dario Basso, segretario della Uilm di Torino, e Vito Benevento, responsabile Embraco per la Uilm.

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