Trump Vittoria
L'America di Trump
Harley Trump
26 Giugno Giu 2018 1615 26 giugno 2018

Harley Davidson in fuga dai dazi: le cose da sapere

L'azienda stima che le contro-tariffe dell'Ue in risposta a quelle di Trump costeranno 100 milioni l'anno, con un aumento dei prezzi di 2.200 dollari. La società, un tempo elogiata dal tycoon, sposterà parte della produzione in India, Brasile e Thailandia.

  • ...

Harley-Davidson ha deciso di spostare parte della sua produzione fuori dagli Stati Uniti per aggirare i dazi dell'Unione Europea, stabiliti da Bruxelles in risposta a quelli di Donald Trump. Con questa scelta, Harley diventa la prima società nel settore dell'automotive a rispondere all'escalation di una guerra commerciale globale.

1. Quanto intaccano i dazi sull'Harley

Una soluzione che «non è la preferita» ma che necessaria: l'Ue è infatti il secondo mercato per l'Harley, con 40 mila vendute lo scorso anno nel Vecchio Continente, ovvero il 16,5% delle sue vendite globali e i due quinti di quelle realizzate fuori dagli Usa. Harley stima che i dazi Ue le costeranno 100 milioni l'anno, causando un aumento medio dei prezzi delle sue moto di 2.200 dollari.

2. L'azienda si farà carico dei costi aggiuntivi

Precisando di non voler scaricare gli aumenti sui consumatori, Harley si prepara a farsi carico per il resto del 2018 di costi aggiuntivi per 30-45 milioni di dollari. «L'aumento dei costi, se scaricato sui concessionari e sui consumatori, avrebbe un impatto negativo sull'attività in Europa, riducendo», ha spiegato la società, «l'accesso ai prodotti Harley-Davidson e comportando conseguenze negative per la sostenibilità dei concessionari».

3. Dove sposterà la produzione

Da qui la decisione di spostare parte della produzione in India, Brasile e Thailandia: «Il piano di spostamento della produzione di moto destinate all'Ue è per evitare il peso dei dazi. Aumentare la produzione internazionale non è la soluzione preferita della società, ma rappresenta l'unica opzione sostenibile per rendere le moto accessibili ai consumatori europei», ha aggiunto Harley. La riorganizzazione della produzione richiederà fra i nove e i 18 mesi e comporterà investimenti negli stabilimenti interessati.

4. La battaglia con Trump

Per Trump l'annuncio è stato una doccia gelata: il presidente ha più volte lodato l'azienda, definendola nei mesi scorsi una «vera icona americana» e ringraziandola per «produrre in America». Il marchio icona delle moto è divenuto vittima dello scontro fra Trump e Bruxelles, che con i suoi dazi ha deciso colpire marchi popolari con sede negli stati americani repubblicani o espressione di figure di primo piano del partito del presidente. Harley è basata a Milwaukee, nel Michigan di Paul Ryan, lo speaker della Camera a maggioranza repubblicana. Proprio Ryan non è entrato nel merito della questione, limitandosi a dire che la decisione di Harley è «un'ulteriore prova dei danni causati dai dazi a senso unico».

Dopo l'annuncio dell'azienda, Trump si è scatenato su Twitter con una raffica di post. «All'inizio di quest'anno», ha scritto il presidente americano, «dissero che volevano spostare molte delle loro attività dal Kansas alla Thailandia, ben prima che le tariffe fossero annunciate. Quindi stanno utilizzando le tariffe e la guerra commerciale come una scusa».

«Harley Davidson deve sapere che non potranno rivendere le loro moto negli Usa senza pagare una tassa salata!», ha continuato il tycoon.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso