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26 Giugno Giu 2018 0820 26 giugno 2018

Il futuro di Intesa Sanpaolo è la banca assicurazione. Con un ruolo da leader

Al Grattacielo di Torino il gruppo ha presentato il nuovo progetto di bancassurance. Un’iniziativa che intende dare risposta a un bisogno di maggiore tutela che gli italiani avvertono ma che in molti casi non affrontano. L’orizzonte? Diventare i primi nel settore.

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Intesa Sanpaolo punta ad assicurare il 18-20% dei suoi 12 milioni di clienti. Un obiettivo che, se raggiunto, porterebbe il gruppo a diventare il primo operatore a livello nazionale nel campo assicurativo (polizze Rca e del campo motor escluse). Lo ha annunciato il consigliere delegato Carlo Messina durante la presentazione dell’iniziativa al grattacielo di Torino negli scorsi giorni. Proprio nell’edificio che domina lo skyline del capoluogo piemontese avrà sede il nuovo polo assicurativo.
Il prodotto di bancassicurance offerto è un unico contratto flessibile e completamente digitale. Per permettere al cliente di modellare garanzie e servizi a seconda dell’esigenza e del momento. «L’assicurazione nasce per eliminare incertezza», ha spiegato il responsabile divisione banca dei territori Stefano Barrese. Per riuscirci al meglio deve conoscere a fondo il cliente e adattarsi a necessità specifiche che variano col tempo: una sfida per la quale il gruppo milanese si sente pronto.

Carlo Messina, Ceo e consigliere delegato di Intesa Sanpaolo al convegno organizzato Torino per lanciare il nuovo polo assicurativo

GLI ITALIANI VOGLIONO TUTELE SU LAVORO, CASA E SALUTE. Intesa Sanpaolo come banca assicurazione, dunque, per essere «uno dei maggiori operatori del Paese a protezione delle persone, delle famiglie e dei beni che possiedono», come ha spiegato il presidente Gian Maria Gros-Pietro. Lavoro, casa, cure mediche e investimenti sono i temi che preoccupano di più gli italiani secondo i dati Ipsos mostrati da Nando Pagnoncelli. La paura maggiore è quella di perdere l’impiego o non avere una pensione adeguata. Tuttavia, alla domanda su cosa vorrebbero tutelare, gli intervistati non hanno dubbi: prima di tutto la salute. «Perché l’aspettativa di vita, in Italia una delle più alte del mondo, non significa necessariamente una speranza di vita in buona salute», come ha sottolineato lo chief economist Gregorio De Felice. La consapevolezza delle spese che l’invecchiamento comporta c’è, soprattutto tra i giovani fra i 18 e i 34 anni. Tuttavia, sono in pochi a stipulare un’assicurazione.

a sinistra il presidente di Intesa Sanpaolo Gian Maria Gros-Pietro, la sindaca Chiara Appendino, il Ceo di Intesa Carlo Messina e il presidente di Compagnia di Sanpaolo Francesco Profumo, a Torino per il lancio del nuovo polo assicurativo

LA NUOVA BANCASSURANCE. PER NON RIMANDARE. L’atteggiamento più diffuso, infatti, è quello di rinviare a un indefinito domani e per proteggersi da uscite finanziarie impreviste si preferisce ancora conservare i risparmi sotto forma di liquidità. Lo conferma anche il fatto che in un Paese in cui un terzo delle abitazioni sono esposte a rischio medio-alto, solo il 2% è assicurato. L’atteggiamento di non premunirsi, secondo De Felice, è in parte dovuto alla coesione familiare, «molto più forte di quella del mondo anglosassone». In caso di emergenza si fa affidamento sullo Stato e sui parenti. Per il presidente di Compagnia di Sanpaolo Francesco Profumo, però, negli anni il welfare primario “non basterà più, e diverranno fondamentali quelli secondario e terziario”. Un aspetto che Intesa Sanpaolo ha deciso di anticipare, incrementando il lato assicurativo. Per offrire fiducia, e convincere che il costo di una polizza è un investimento, la banca può contare su una larga diffusione sul territorio, sulle tecnologie sviluppate dall’Innovation Center di Torino e, soprattutto, su un rapporto consolidato con milioni di clienti.

BANCA ASSICURAZIONE: NEL FUTURO I RUOLI SONO MENO SEPARATI. Il pregiudizio più grande da superare al momento resta quello secondo cui mondo bancario e assicurativo debbano rimanere distinti. «Oggi però si parla sempre più di blending», ha ribattuto Profumo, per il quale: «La mescolanza di saperi, competenze e mestieri è la risposta alla crisi dei sistemi tradizionali». Perché l’importante oggi è garantire professionalità. A occuparsi dei piani di tutela saranno «220 specialisti della protezione assicurativa a supporto delle filiali e Intesa Sanpaolo ha avviato un programma di formazione per circa 30 mila persone», ha spiegato Nicola Maria Fioravanti, responsabile divisione insurance. Dopo il rifiuto di Generali dello scorso anno, il gruppo ha deciso di trasformarsi in una banca assicurazione, confermando i successi ottenuti negli altri settori.

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