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28 Giugno Giu 2018 1036 28 giugno 2018

Bce, cosa c'è nel bollettino economico su pensioni e Qe

Il board ha lanciato l'allarme sul possibile passo indietro delle sulle riforme previdenziali, soprattutto in Italia e Spagna. Mentre sulle misure economiche dice: «Pronti ad adeguare tutti gli strumenti».

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Nel nuovo bollettino economico della Banca centrale europea il board ha puntato il dito sui rischi di un passo indietro nelle riforme pensionistiche. «In alcuni Paesi (per esempio Spagna e Italia) sembra esserci un elevato rischio che le riforme delle pensioni adottate in precedenza siano cancellate», si legge nell'articolo dedicato all'invecchiamento della popolazione e ai costi previdenziali.

PRONTI A RIVEDERE IL QE PER TUTELARE L'INFLAZIONE. Nel documento la Bce è anche tornata sulla questione del quantitative easing concludendo che «i progressi verso un aggiustamento durevole dell'inflazione sono stati considerevoli», anche se nonostante questo occorre ancora un «ampio grado di accomodamento monetario» e il consiglio direttivo «è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per assicurare che l'inflazione continui ad avvicinarsi stabilmente al livello perseguito».

FLESSIBILITA' METTE A RISCHIO LA TRASPARENZA. Nel suo rapporto l'istituto di Francoforte ha dedicato un capitolo alle raccomandazioni specifiche per Paese per la correzione dei conti pubblici, scrivendo a proposito della flessibilità chiesta dai singoli stati membri all'Ue. «La 'discrezionalità' adottata nell'accordare una riduzione dei requisiti di aggiustamento a due paesi nel 2018», e cioè Italia e Slovenia, riflette un'applicazione del patto di stabilità «possibile a scapito della completa trasparenza, coerenza e prevedibilità dell'intero quadro di riferimento».

RISCHI SUL DEBITO DI BELGIO E ITALIA. Nel bollettino economico la Bce scrive anche dell'applicazione, da parte della Commissione europea, del criterio di riduzione del debito per Italia e Belgio. Considerare, come ha fatto l'Ue, il «sostanziale rispetto» del meccanismo preventivo del Patto di stabilità come un fattore rilevante preminente rispetto agli altri, senza tener conto degli scostamenti dal parametro di riferimento per la riduzione del debito, «riduce l'efficacia della regola del debito. Ciò comporta il rischio che l'elevato debito non venga ridotto in tempi sufficientemente rapidi».

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