Tim: da governo sanzione da 74,3 milioni
5 Luglio Lug 2018 1054 05 luglio 2018

Tim, il Tar del Lazio sospende la multa sul golden power

Confermato lo stop alla sanzione da 74,3 milioni per la mancata comunicazione del controllo da parte di Vivendi nell’ambito dei poteri speciali che consentono al governo di blindare una società qualora sia in pericolo l'interesse nazionale.

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Il Tar del Lazio ha confermato lo stop alla sanzione da 74,3 milioni inflitta a Tim dalla presidenza del consiglio per la mancata comunicazione del controllo da parte di Vivendi nell’ambito della disciplina del golden power, ovvero quei poteri speciali che consentono al governo di blindare una società qualora sia in pericolo l'interesse nazionale.

L’udienza di merito è stata fissata l’8 maggio, secondo quanto si legge nell’ordinanza. Il Tar ha accordato la sospensione perché Tim, la maggiore compagnia di telecomunicazioni del nostro Paese, ha offerto una cauzione di importo pari alla sanzione irrogata, «contemperando in tal modo le esigenze di parte ricorrente e resistente».

La battaglia Tim: Vivendi vs Elliot

Da tempo Tim era sotto il dominio del gruppo dei media francese Vivendi, che fa capo al finanziere Vincent Bolloré e possiede una maggioranza relativa del capitale, che sfiora il 24%. Nella partita si è inserito pure un soggetto pubblico: la Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), che ha deciso di acquistare una quota di azioni della compagnia telefonica pari al 5%.

Da tempo il governo italiano voleva avere infatti una certa influenza nella gestione della società poiché spinge per separare la rete di Tim, che è un asset strategico per l'economia nazionale, dal business principale dei servizi telefonici. Oltre ai francesi di Vivendi si era creato un altra coalizione che ruota attorno al fondo statunitense Elliott.

L'intervento Cdp

Il 4 maggio scorso, l'assemblea annuale dei soci ha ufficializzato Amos Genish, il direttore generale nominato da Vivendi, come amministratore delegato con pieni poteri. Fulvio Conti, il manager pubblico indicato da Elliott viene invece nominato alla presidenza, ma senza deleghe. La Cassa depositi e prestiti, decisiva per far pendere la bilancia verso il fondo americano, rimane senza nessun rappresentante diretto in consiglio di amministrazione.

Oggi dieci dei 15 membri del cda, compreso Fulvio Conti, sono stati scelti da Elliott e solo cinque sono quelli in quota Vivendi. Vivendi resta comunque ’azionista principale con il 24 per cento e un terzo dei consiglieri e mantiene un potere di veto sulle scelte strategiche.

La multa da 74,3 milioni

La multa del governo da 74,3 milioni a Tim per la violazione degli obblighi relativa alla normativa sui poteri speciali (golden power) è stata giustificata come una sanzione amministratica che corrisponderebbe «all'1% del fatturato cumulato di Tim e Vivendi in relazione agli asset rilevanti nel settore delle telecomunicazioni».

Il Tar, «salva la necessità di approfondire nella successiva fase di merito, la cui udienza pubblica si fissa con la presente ordinanza, tutte le complesse e nuove questioni di diritto dedotte», ha ritenuto che «l’invocata tutela cautelare di sospensione può essere accordata, in quanto legata alla spontanea prestazione da parte della società ricorrente e in favore dell’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato di una cauzione di importo pari a quello della sanzione irrogata, come risulta dalla documentazione depositata in giudizio, contemperando in tal modo le esigenze di parte ricorrente e resistente»

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