Tria, fase delicata Ue, superi egoismi
Economia
6 Luglio Lug 2018 1755 06 luglio 2018

«Il governo Conte è pronto ad alzare il deficit fino all'1,4%»

Secondo Reuters, il ministro Tria starebbe pensando di aumentare il disavanzo per evitare l'aumento dell'Iva, mancando gli obiettivi Ue. Ma dal Mef arriva una secca smentita.

  • ...

Il governo Conte sarebbe pronto ad alzare il target deficit/Pil previsto per il prossimo anno dallo 0,8% all' 1,3%-1,4%. L'obiettivo sarebbe quelllo di scongiurare l'aumento dell'Iva previsto dalla clausola di salvaguardia facendo più deficit, anziché tagliando la spesa o aumentando le entrate. Lo riferisce la Reuters che cita due fonti anonime. Il governo, così, sarebbe orientato ad assicurarsi maggior spazio di manovra sforando gli obiettivi precedentemente fissati in sede europea di 0,5-0,6 punti percentuali, che equivalgono a 11 miliardi di euro circa. Il costo della sterilizzazione dell'aumento dell'Iva per il 2019 è calcolato in 12,4 miliardi.

Per il Mef sono soltanto congetture

Dal Mef, tuttavia, è arrivata una brusca frenata. Fonti del ministero hanno spiegato che è assolutamente prematuro indicare ora l'obiettivo programmatico che verrà inserito nella nota di Aggiornamento del Def a settembre. «Le indiscrezioni di stampa sul tema sono congetture che non trovano riscontro al ministero dell'Economia». Il Mef ha aggiunto il ministro Tria, nella sua audizione nelle Commissioni bilancio di Camera e Senato, ha affermato che un rapporto deficit/pil allo 0,8% per il 2019, come è previsto nel Def a legislazione vigente, comporterebbe un aggiustamento troppo drastico e deleterio per la crescita.

Le clausole che fanno saltare i conti

A Bruxelles da tempo considerano la pratica delle cosidette clausole di salvaguardia un pessimo costume politico: concepite per blindare i conti, li fanno poi saltare. E questo ne sarebbe l'esempio esemplare. Per di più la Commissione europea aveva chiesto all'Italia un aggiustamento dello 0,5 - 06%. Invece Tria ha prima annunciato che non ci sarà alcuna manovra nella prima parte dell'anno e poi avrebbe deciso di ampliare il nostro disavanzo, anche se chiedendo alla Commissione di calcolarlo in maniera una tantum potrebbe evitare effetti sul conteggio del debito, il nostro eterno tallone d'Achille con Bruxelles. Sul deficit, altri Paesi, Francia in testa, hanno sforato i limiti concordati per anni e anni. Ma l'Italia ha un problema in più: la reazione dei mercati. E l'andamento dei titoli dell'ultimo periodo, segnato pure da conflitti commerciali in corso, non preannuncia stagioni facili.

La carta della pace fiscale

Tra i progetti allo studio del governo per aumentare le entrate del 2019 c'è anche la pace fiscale, ovvero la chiusura delle posizioni pendenti presso l'Agenzia delle Entrate tramite un condono che farebbe entrare nelle casse dello Stato una cifra che alcune stime valutano in 35 miliardi, mentre la Lega punta a quota 40-60. Ma il ministro Tria pare scettico. Il governo, d'altronde, è alla ricerca di risorse per avviare già nel prossimo anno le due grandi riforme previste nel contratto e bandiera dei due partiti di maggioranza, ovvero la flat tax per la Lega e il reddito di cittadinanza per il M5S.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso