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9 Luglio Lug 2018 1723 09 luglio 2018

Draghi al parlamento Ue: «Da Roma ci aspettiamo i fatti»

Il governatore della Bce in audizione a Bruxelles ha parlato delle nuove minacce per l'Unione e della politica italiana: «Finora ci sono state le parole».

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Il presidente della Bce, Mario Draghi si è presentato davanti all'Europarlamento, facendo il punto sulla fine del Qe e il livello dell'inflazione europea. «La nostra fiducia sulla dinamica dell'inflazione sta anch'essa aumentando», ha detto Draghi, assicurando comunque che «la fine attesa degli acquisti netti di titoli a dicembre 2018 non significa che la nostra politica monetaria cesserà di essere espansiva».

Il presidente ha poi rivolto un appello a tutta l'aula per la tenuta dell'Unione: «In questi tempi di aumentate incertezze globali, è più importante che mai che l'Europa resti unita». Ma il capo della Bce ha anche spiegato che «per assorbire gli choc e ridurre i rischi di grandi crisi, l'Eurozona beneficerebbe anche di un meccanismo comune di stabilizzazione» economica. Draghi ha spiegato che la Bce «guarda con grande favore al rinnovato slancio in questa discussione». Secondo l'Eurotower i rischi principali per l'Europa «derivano principalmente dalla minaccia di un maggior protezionismo».

SULL'ITALIA: «ASPETTIAMO I FATTI PRIMA DI GIUDICARE»

Nel suo intervento l'ex capo della Banca d'Italia ha anche parlato del nostro Paese. Rispondendo a una richiesta durante l'audizione sugli effetti che la fine del Qe potrebbe avere per l'Italia, Draghi ha detto che «così come la nostra funzione, anche la nostra missione e il nostro mandato non sono volti a proteggere i bilanci nazionali». «Detto questo», ha continuato, «siamo fiduciosi che l'economia si stia rafforzando e che la riduzione degli acquisti di titoli sia mitigata da altre misure di politica monetaria cosicché l'espansione monetaria rimarrà ampia».

Parlando della fine del Qe in relazione al nostro Paese ha spiegato che «abbiamo visto la reazione dei mercati alla nostra decisione ed è stata tutt'altro che drammatica». Per quanto riguarda invece la questione delle linee di politica di bilancio del nuovo governo il presidente si è limitato a dire: «Dobbiamo vedere i fatti prima di esprimere un giudizio, i test saranno i fatti, finora ci sono state le parole e le parole sono cambiate».

SULLE BANCHE: «BENE LE RIFORME PER DARE SOLIDITA' AL SISTEMA»

Nel corso del suo intervento Draghi ha anche parlato in modo molto diffuso del sistema bancario di tutta l'Europa: «Un'adozione tempestiva del pacchetto di riforme bancarie aiuterà a rafforzare ulteriormente la solidità del sistema finanziario», ha detto riferendosi alle riforme adottate al Consiglio Ue. Draghi ha invocato un «rapido processo» da parte del Trilogo (il confronto tra Commissione, Parlamento e Consiglio) e definito «altrettanto importante» l'accordo raggiunto sull'uso del fondo Esm come rete di protezione per il Fondo di risoluzione bancaria.

Nelle riforme future, inclusa quella sull'assicurazione comune dei depositi bancari, «non dobbiamo arenarci sulla distinzione fra riduzione dei rischi e condivisione dei rischi», ha aggiunto riferendosi alle resistenze tedesche a una maggiore condivisione prima che i rischi vengano ridotti. Draghi ha detto che «una sostanziale riduzione dei rischi è già avvenuta» e che «la condivisione dei rischi aiuta molto la loro riduzione».

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