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Economia
12 Luglio Lug 2018 0916 12 luglio 2018

In Carige si dimette anche Malacalza in polemica con Fiorentino

Il vicepresidente e primo socio della banca accusa l'amministratore delegato di volerlo mettere da parte e aggiunge: «Mi decantava le qualità di Lanzalone».

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Muro contro muro in Carige tra l'amministratore delegato Paolo Fiorentino e il primo azionista, la famiglia Malacalza. Vittorio Malacalza, vicepresidente (e presidente supplente dopo l'addio di Giuseppe Tesauro), ha annunciato l'intenzione di dimettersi dal cda in polemica con il manager, che avrebbe sminuito il suo ruolo durante la conferenza stampa dello scorso 3 luglio. Malacalza, inoltre, torna a parlare delle intercettazioni tra Fiorentino e Luca Parnasi, di cui aveva già parlato Tesauro scatenando la reazione furibonda dell'amministratore delegato, che lo ha querelato. Le dimissioni di Malacalza arrivano dopo quelle del presidente Tesauro e dei consiglieri Stefano Lunardi e Francesca Balzani. La banca va quindi verso il rinnovo del cda a settembre in uno stato di grande tensione e confusione.

L'avvocato Luca Lanzalone
ANSA

Malacalza afferma di aver «rappresentato al consiglio di amministrazione che tale decisione è stata tra l'altro determinata dalle recenti dimissioni di altri consiglieri e dai contenuti delle stesse, nonché dal tentativo dell'amministratore delegato di delegittimare il mio ruolo di supplenza del presidente nell'incontro con la stampa dello scorso 3 luglio, nel quale, anziché smentire la voce di supposte obiezioni della Bce a tale ruolo di supplenza, la ha accreditata con una risposta evasiva e ambigua, nella quale ha comunque affermato la "anomalia" della mia posizione».

«FIORENTINO DECANTAVA LE QUALITÀ DI LANZALONE»

La decisione è stata inoltre «determinata - prosegue - dalla divulgazione dell'intercettazione della conversazione telefonica tra il sig. Luca Parnasi e il dott. Paolo Fiorentino, che ha assunto per me particolare significato alla luce del fatto che quest'ultimo, proprio nei giorni immediatamente precedenti all'arresto dell'avv. Lanzalone, mi riferì di averlo incontrato, decantandomene le qualità professionali». La vicenda dell'intercettazione aveva portato Giuseppe Tesauro a dimettersi dalla carica di presidente Carige sollevando un problema morale. L'a.d. Paolo Fiorentino ha successivamente querelato Tesauro per le affermazioni.

Paolo Fiorentino

Malacalza, infine, afferma di voler continuare nel suo impegno in favore di Carige nella «piena fiducia delle sue potenzialità di consolidamento e rilancio grazie allo sforzo dell'azionariato che ha assicurato il successo del recente aumento di capitale, alle altre operazioni di rafforzamento patrimoniale già attuate, alla capacità e dedizione dei suoi dipendenti e alla vicinanza e fedeltà della sua clientela».

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