Ilva Dimaio Arcelormittal Sindaci
2 Agosto Ago 2018 1446 02 agosto 2018

I sindaci chiedono a Di Maio di proseguire con ArcelorMittal

La lettera firmata anche da Provincia, industriali e Uilm: «Servono risposte prima di Ferragosto, non ci si trinceri dietro la magistratura o questioni formali».

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Il sindaco di Taranto Rinalco Melucci, insieme ai suoi colleghi dell'area di crisi, la Uilm, il presidente della Provincia ionica Martino Tamburrano e il presidente di Confindustria Taranto Vincenzo Cesareo hanno scritto una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e Luigi Di Maio in cui chiedono di andare avanti con il progetto di ArcelorMittal per Ilva e invitano il ministro dello Sviluppo economico a visitare la città fornendo a breve risposte sul futuro, prima di Ferragosto. «Chiediamo al ministro di confrontarsi seriamente, e senza pregiudizi con i cittadini tarantini e le loro Istituzioni, non solo con raggruppamenti di comodo, gli chiediamo il coraggio di visitare Taranto». Il riferimento è al tavolo dei 62 convocato a Roma e criticato da più parti per per la sua inconcludenza. A settembre, hanno spiegato il primo agosto i commissari di Ilva in parlamento, finiranno i soldi in cassa all'azienda. Il ministro, da parte sua, ha criticato in maniera accesa sia la gara decisa a suo tempo dal governo di centrosinistra sia la proposta di ArcelorMittal, anche nella sua nuova versione che riduce i tempi per l'ambientalizzazione. E, tuttavia, non è chiaro se Di Maio voglia andare avanti o chiudere l'acciaieria, come da programma dei Cinque Stelle.

«LA PROPOSTA DI ARCELORMITTAL BUON PUNTO DI PARTENZA IN EQUILIBRIO CON LE ESIGENZE DELLA COMUNITÀ»

I sindaci, invece, difendono la proposta di ArcelorMittal: «Al netto di eventuali rapidi e pertinenti approfondimenti del ministero dell'Ambiente e degli altri organismi deputati, riteniamo che le proposte del gruppo Mittal sintetizzino un duro lavoro svolto con tutti i portatori di interesse rilevanti e rappresentino quanto meno un buon punto di partenza, uno scenario economicamente e tecnicamente praticabile, un equilibrio con le esigenze della comunità che non si era mai visto nella storia più che cinquantennale dell'Ilva di Taranto».

«IL MINISTRO DI MAIO NON TEMPOREGGI OLTRE: SE LA PROCEDURA NON FUNZIONA CAMBIAMOLA»

Per questo motivo, i sindaci invitano il ministro a non trincerarsi dietro questioni burocratiche per evitare di esprimere un giudizio chiaro sul da farsi: «Ove il ministro ritenesse insormontabili taluni assetti formali della procedura, come già fatto nelle ultime settimane, torniamo a proporgli di recuperare la bozza di intesa tra le parti, che attraverso opportune implementazioni può tendere a rafforzare i poteri di controllo ed intervento di amministratori o prefetto, al fine di bilanciare gli effetti della immunità penale». Per questo motivo è necessario «convocare senza nuovi indugi il tavolo del negoziato sindacale, solo i lavoratori ed i loro rappresentanti possono fornire le migliori interpretazioni delle problematiche di Ilva e, liberi da ogni influenza politica, possono valutare adeguatamente l'approccio e gli sforzi dell'investitore». «Noi - sottolineano - abbiamo sempre massima stima e fiducia nella magistratura, ma chiediamo a tutti di non abusare e strumentalizzare l'intervento di altri organi dello Stato, rispetto ad una vicenda già molto complessa, declinata all'infinito, che rischia di diventare una condanna per un intero territorio». «Occorre ripartire in fretta o ogni ulteriore slittamento delle misure e tecnologie in tema ambientale penalizzerà soltanto i tarantini, soprattutto le categorie già ampiamente esposte e il grande indotto».

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