Del Vecchio Mustier
Economia
10 Agosto Ago 2018 1707 10 agosto 2018

Mustier, Del Vecchio e chi vuole guadagnare sullo Ieo

L'ad di Unicredit e il patron di Luxottica alla conquista dell'istituto oncologico. Il primo ha venduto al secondo i terreni per una grande operazione immobiliare. I soci storici, Intesa in testa, sul piede di guerra.

  • ...

Quando hanno letto sulle pagine salmonate del Sole 24 Ore l’intervista all’amministratore delegato di Unicredit Jean Pierre Mustier, il nervosismo dei soci dell’Istituto oncologico europeo (Ieo) di Milano ha superato i livelli di guardia. Sulle pagine del quotidiano di Confindustria, infatti, il numero uno di Piazza Gae Aulenti invitava gli altri azionisti a non dedicarsi solo a giochi di potere e ai profitti. Omaggiava invece la grande generosità, a suo dire incompresa, di Leonardo Del Vecchio, il numero uno di Luxottica.

Jean Pierre Mustier
GettyImages

Nervosismo sopra i livelli di guardia, dicevamo, perché finora, nel dispiegarsi di quella che sembra una vera e propria offensiva da parte di Del Vecchio nei confronti dell’ attuale assetto azionario del polo ospedaliero, i profitti sono stati soprattutto di Unicredit. E se c’è qualcuno con cui il patron di Luxottica è stato davvero generoso è proprio Mustier. L'ingresso nella partita di Del Vecchio non solo ha accresciuto il potere dell'istituto di credito sullo Ieo senza dover sborsare un euro, ma gli ha portato anche guadagni. Prendendo in contropiede gli altri azionisti storici, attraverso uno scambio di azioni, Mustier ha praticamente abbandonato la partecipazione diretta nel centro di cura ed è divenuto socio della fondazione di Del Vecchio che ora detiene il 18,46% del gioiello sanitario fondato dal professor Umberto Veronesi. Non solo. Perché la fondazione del patron di Luxottica ha anche acquisito proprio da una società della galassia Unicredit i terreni su cui ampliare lo Ieo.

I TERRENI INTORNO ALLO IEO VENDUTI DA UNICREDIT PER 12 MILIONI

Complice forse lo stesso consulente - la Price Water Cooper House - Del Vecchio sembra aver rispolverato i piani di sviluppo elaborati a suo tempo dalla fondazione Cerba, sigla che sta per Centro di ricerca biomedica avanzata: il grande sogno mai realizzato di Umberto Veronesi. Il progetto, stilato circa 15 anni fa, prevedeva la costruzione di un polo di eccellenza multispecialistico da far sorgere nel Parco agricolo Sud Milano, accanto all'istituto oncologico. All'epoca gli appezzamenti erano di proprietà di Salvatore Ligresti. Racconta una fonte informata che quando la fondazione Cerba si era affidata a un consulente per capire qual era il loro valore, la perizia indipendente li aveva prezzati tra i 5 e i 6 milioni di euro. Pur di espandere lo Ieo, Cerba era disposta a pagare 9 milioni di euro, garantendo un premio a Ligresti nonostante il prezzo dei 620 mila metri del Parco fosse già lievitato, essendo i terreni passati da destinazione agricola a edificabile. Ma, con il fallimento del patron di Fonsai nel 2012, i lotti sono passati alle banche creditrici e cioè a Unicredit, che li ha acquisiti attraverso la società Viscontri Srl. I campi, però, sono tornati alla loro destinazione originaria, ossia quella agricola.

Nonostante questo Unicredit è riuscita a venderli alla fondazione Del Vecchio al prezzo di 12 milioni, il doppio dunque del valore originale pur se il loro uso non è ancora ufficialmente quello edificabile. Del resto, Rcs ha fatto anche meglio, ottenendo dalla vendita delle sue quote nello Ieo al patron di Luxottica una plusvalenza di 25 milioni di euro. Urbano Cairo, regista dell'operazione, per l'occasione si è assegnato, con l'entusiastica approvazione del cda, un bonus di 750 mila euro.

DEL VECCHIO PRONTO A INVESTIRE 300 MILIONI PER IL NUOVO POLO

«I vecchi soci», confida un frequentatore di quel che resta dei salotti buoni milanesi, «vedono nel comportamento di Unicredit un attitudine da rider più che da grande istituzione finanziaria». La tensione è alta e la comunicazione tra i vecchi azionisti - Mediobanca, UnipolSai, Intesa Sanpaolo, Pirelli, Allianz Generali, Banco Bpm, Mediolanum, Telecom e Popolare di Sondrio - e il nuovo è pari quasi a zero. Eppure dopo il tentativo di blindare gli equilibri - in primavera è stato imposto il tetto del 30% alle partecipazioni detenute e il diritto di prelazione - l'autunno potrebbe perfino portare la resa. Del Vecchio - ma si dovrebbe dire Francesco Milleri, ad della fondazione del patron di Luxottica, manager che conosce profondamente lo Ieo essendone stato consulente per molti anni, fino a quando l'attuale amministratore Mauro Melis non è stato costretto a tagliare spese e consulenze - ha pronto un piano industriale di cui si parla da mesi. Il consiglio di amministrazione ufficialmente non ne è stato ancora informato. Tuttavia, secondo quanto risulta a Lettera43.it, il presidente di Unipol Carlo Cimbri ne conoscerebbe i dettagli, che ancora una volta sarebbero nel solco del vecchio progetto Cerba.

Dicono però che progetto il progetto di Del Vecchio piaccia assai poco dalle parti di Palazzo Marino

Del Vecchio prevede un investimento di 500 milioni di euro in un quadriennio e promette di metterne 300 attraverso la sua fondazione - con un aumento di capitale che en passant gli permetterebbe di accrescere ancora la sua quota. Non è chiaro se il progetto sia sostenibile, quello che invece Lettera43.it può anticipare è che includerebbe lo spostamento del centro cardiologico Monzino accanto allo Ieo di via Ripamonti, dove - ma pensa un po' - sarebbe dovuto sorgere il Cerba. Al contrario dei tempi della triade Letizia Moratti, Roberto Formigoni e Filippo Penati, dicono però che questo progetto piaccia assai poco dalle parti di Palazzo Marino. E non solo, come potrebbero pensare i maligni, perché Beppe Sala è, volente o nolente, più vicino agli ambienti di Intesa San Paolo, ma anche perché è lui il custode dell'attuale piano di governo del territorio e con lui se la deve vedere la nuova generazione di costruttori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso