Spread Btp Bund in calo a 190 punti
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Borsa e spread di lunedì 13 agosto

Il differenziale Btp Bund chiude a 279 punti, ai massimi da maggio. Bofa-Merryl-Lynch: «Senza una buona legge di bilancio potrebbe schizzare ulteriormente». Milano chiude a -0,58%. Deboli anche le Borse europee.

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LEGGI LA GIORNATA DI BORSA E SPREAD DEL 14 AGOSTO

Non è ancora finita la paura sui mercati per la crisi della lira turca, dei titoli di Stato di Ankara e della conseguente debolezza della Borsa di Istanbul. Nessun crollo, ma i 'bond' dei Paesi europei maggiormente sotto la pressione della speculazione, Italia in testa, restano molto nervosi, con immediate ripercussioni sui gruppi bancari. Rifinanziare il debito italiano pagando gli interessi ai creditori che comprano i nostri titoli costa sempre di più. Lo spread tra Btp e Bund tedesco ha infatti aperto la settimana in rialzo a 270,2 punti base, da 266 punti della chiusura di venerdì 10 agosto e dopo un'ora aveva già toccato quota 275, per poi salire ulteriormente e superare quota 280 e chiudere s 278, ai massimi da fine maggio. Il rendimento del decennale italiano ha aperto al 3,024% per arrivare rapidamente al 3,09%. Sullo spread italiano si è espresso Bofa-Merryl Lynch, che ha sostenuto che, in caso la legge di bilancio non fosse all'atezza delle aspettative dei mercati, il differenziale potrebbe salire a 400 punti base entro la fine del 2018. Nervose le Borse europee, tutte in rosso per gran parte della giornata per poi stabilizzarsi fiacche alla chiusura dei mercati. Piazza Affari ha concluso la giornata con un -0,58%. Istanbul a -2%. Nella prima seduta della settimana a pagare il conto più salato però sono stati i mercati asiatici, con Tokyo che ha chiuso in perdita dell'1,98%, Hong Kong dell'1,6% e Seul che ha lasciato sul terreno l'1,5%.

LA TURCHIA CONTINENE LA CRISI: ISTAMBUL CHIUDE A -2%

Ankara sembra aver superato la parte più difficile della tempesta d'agosto scatenata dalle ipotesi di sanzioni più dure da parte degli Stati Uniti. Con cerotti messi dalla Turchia che sono stati progressivi: ha iniziato la Banca centrale assicurando che erogherà «tutta la liquidità di cui le banche necessitano», ha proseguito il ministro delle Finanze Albayrak parlando di un piano di azione economico che sarà attuato da subito, poi è intervento direttamente il presidente Erdogan spiegando che «i fondamentali della nostra economia sono molto forti» e che «faremo il possibile per risolvere la questione». Il risultato è stato che il crollo della lira - per il quale la Turchia ha avviato un'indagine su 346 account che avrebbero pubblicato contenuti «che hanno provocato la crisi» si è fermato, ma i suoi effetti non ancora del tutto. Il listino azionario di Ankara ha contenuto le perdite a due punti percentuali e mezzo, che porta il ribasso cumulato di queste due sedute difficili a un livello comunque inferiore al 5%. Niente di tragico, mentre più chiara è la pressione sui titoli di Stato: i bond decennali turchi sono a un rendimento superiore ai nove punti percentuali, oltre il doppio della Grecia, e in due giorni di contrattazioni il balzo è stato del 22%.

LA TEMPESTA DELLA LIRA TURCA AFFOSSA LE AZIENDE ITALIANE

La bufera estiva turca ha strapazza in Borsa le imprese italiane più esposte sul mercato mediorientale. Tra chi soffre di più c'è Unicredit, il principale azionista di Yapi Kredi, quarta banca privata turca, che chiude in calo del 2,58% a 13,42 euro. Un report di JpMorgan ha ridotto la stima dell'Eps circa del 2% nel 2019-20. Per un'analisi Mediobanca, alla situazione attuale, l'impatto negativo sul Cet1 ratio di Unicredit è limitato a 3-4 punti base. Nello scenario peggiore, cioè l'azzeramento del valore della partecipazione in Yapi l'impatto sarebbe di 30-50 pb di erosione del capitale, ritenuto "gestibile" e "molto spiacevole". JpMorgan poi ricorda poi che tra le maggior banche turche per asset oltre a Unicredit al sesto posto, c'è Intesa Sanpaolo (-1,65% a 2,26 euro) al ventiquattresimo. Soffre Astaldi (-6,17% a 1,68 euro) che ha concessioni in Turchia, come l'autostrada e il ponte del Bosforo, che devono essere vendute secondo il piano aziendale. Cessioni strategiche per far arrivare in porto l'aumento di capitale da 300 milioni: il gruppo giapponese Ihi può sfilarsi dalla ricapitalizzazione se non si vede entro l'anno, e l'arrivo di una offerta è una delle condizioni cui è subordinata la chiusura del consorzio di garanzia. Ma in Turchia ha investito anche Cementir (-0,93% a 6,42 euro), per il quale il Paese rappresenta circa l'8% dell'Ebitda. Recordati invece (invariata a 31,72 euro) ha un impianto di produzione nel paese e il mercato turco rappresenta circa il 7% delle vendite. Pirelli, che a Izmit ha un impianto produttivo, non soffre troppo e chiude poco mossa (-0,05% a 7,6 euro). Fca, che ha lo stabilimento di Bursa-Tofas, è debole e si ferma a 14,06 euro (-0,96%). Leonardo, a cui la Turchia ha ordinato 30 F-35, chiude in ribasso del 2,66% a 9,9 euro. Salini Impregilo, impegnata in una serie di progetti infrastrutturali, inverte tendenza sul finale e chiude in rialzo dello 0,26% a 2,28 euro.

L'ALLARME BOFA: LO SPREAD POTREBBE LIEVITARE A 400 PUNTI BASE

Sullo spread italiano le preoccupazioni salgano. Secondo una nota girata ai clienti di Bank of America-Merrill Lynch,, l'attuale livello di spread tra Btp e Bund decennali è «transitorio» ed «entro dicembre» il differenziale «o si restringerà verso quota 170 punti base» oppure «schizzerà verso 400». La notizia è stata riportata dall'agenzia Bloomberg. A decidere la direzione dello spread, spiega Bofa, sarà la legge di bilancio: in caso di moderato ampliamento del deficit, lo spread calerà mentre se il parlamento dovesse approvare una manovra sgradita ai mercati decollerà, con gli investitori che si posizioneranno in vista di un probabile downgrade dell'Italia da parte delle agenzie di rating. Per Bofa-Merrill Lynch è improbabile che il nostro Paese perda l'investment grade, per il quale servirebbe un declassamento multiplo e che avrebbe conseguenze gravissime per l'Italia, il cui debito sarebbe scaricato da tutti i fondi che hanno restrizioni a possedere titoli 'spazzatura'. «Ma ci aspettiamo tuttavia un serio 'repricing' da parte del mercato già al primo downgrade in quanto gli investitori riterranno questo scenario sempre più probabile», ha scritto l'analista Erjon Satko.

BORGHI INVOCA L'INTERVENTO DELLA BCE

Sul nervosismo dello spread italiano è intervenuto Claudio Borghi, presidente della Commissione bilancio della Camera, in un'intervista alla Bloomberg: «Tutti sanno che il recinto che protegge la preda presto verrà tolto, e la speculazione finanziaria vede il debito della periferia come un facile bersaglio e si sta posizionando in vista dei prossimi sviluppi», ha spiegato l'economista in quota Lega. Secondo il deputato definito «euroscettico», «è significativo che un evento esterno come la Turchia, che non ha nulla a che vedere con l'Italia, produca un effetto simile» a quello che si vede sullo spread italiano. Bloomberg riporta anche due post su Twitter di Borghi messo online nel pomeriggio del 13 agosto. In uno il deputato scrive: «Io sono sereno come l'arcobaleno... ormai credo che il meccanismo sia innescato. O arriverà la garanzia Bce o si smantellerà tutto... non vedo terze vie». Borghi scrive poi: «Vediamo se oggi cominciano ad accorgersi che salgono anche gli spread di Spagna e C. e che solo un fesso poteva pensare che con una banca centrale inattiva potesse salire solo lo spread di un paese?».

LE PREOCCUPAZIONI DI GIORGETTI SMENTITE DA DI MAIO

Sul fronte politico il 12 agosto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, aveva dichiarato di aspettarsi un attacco dei mercati per l'autunno. Una previsione che il vice primo ministro Luigi Di Maio ha voluto smentire pubblicamente. Il nervosismo dei mercati è influenzato anche dalla crescita dei timori sulla crisi della Turchia, con al Lira turca in caduta libera, che hanno scosso l'economia europea. Per cercare di placare la reazione delle piazze finanziarie, in una intervista apparsa in piena notte sul sito del quotidiano online Hurriyet.com il ministro delle Finanze Berat Albayrak, genero del presidente Recep Tayyp Erdogan, ha spiegato che il Paese ha messo a punto un piano di azione economico che sarà attuato da subito. Albayrak ha descritto la debolezza della lira turca come «un attacco». Lo stesso Erdogan ha dichiarato che «i fondamentali» dell'economia turca «sono molto forti» e per quanto riguarda la crisi della lira turca «faremo il possibile per risolvere la questione», annunciando che «ci saranno altri piani» per sostenere la moneta. Sul fronte europeo, la Commussione Ue ha diffuso una nota in cui si dice consapevole «di un possibile impatto sulle banche europee per gli sviluppi sulla Lira turca. Non commentiamo i movimenti del mercato. La Commissione sta seguendo da vicino gli sviluppi sui mercati globali».

LA GIORNATA SUI MERCATI FINANZIARI

18.20 - SPREAD BTP-BUND CHIUDE A 278 PUNTI

Lo spread tra Btp e Bund tedesco chiude a 278 punti base dopo aver superato quota 280, ai massimi dalla fase di instabilità di fine maggio quando le consultazioni avevano esacerbato il rischio politico dell'Italia. Il rendimento del decennale italiano è al 3,09%.

18.00 - MILANO CHIUDE DEBOLE CON TURCHIA E BANCHE

Prima seduta di settimana nervosa ma con un chiaro tentativo finale di contenere le perdite per Piazza Affari, sostanzialmente in linea con le altre Borse europee spaventate dalla crisi turca: l'indice Ftse Mib ha chiuso in calo dello 0,58% a 20.969 punti, l'Ftse All share in ribasso dello 0,48% a quota 23.231. A Milano male, anche se sopra i minimi di seduta, soprattutto le banche per la pressione sui titoli di Stato italiani e un lontano timore di 'contagio' dalla Turchia: Monte dei Paschi ha concluso in calo del 3,8% al nuovo minimo di 2,22 euro, Banco Bpm del 3%, Ubi del 2,8% e Unicredit, anche sospesa in asta di volatilità, in perdita del 2,5% a 13,4 euro. Vendite inoltre su Leonardo (-2,6%), mentre Fca e Tim hanno contenuto il calo sotto il punto percentuale. Tra i titoli principali di Piazza Affari, molto bene Moncler (+2,7%), con Azimut e Unipol che nel comparto finanziario si sono mossi in chiara controtendenza in rialzo finale rispettivamente del 2,4 e del 2,2%.

17.40 L'EUROPA CHIUDE FIACCA: LONDRA -0,3%, FRANCOFORTE -0,5%

Mercati azionari del Vecchio continente in leggero calo: Francoforte ha concluso la seduta in ribasso dello 0,53% e Londra dello 0,33%, mentre Parigi ha segnato una limatura finale dello 0,04%.

16.39 - PIAZZA AFFARI RIDUCE LE PERDITE

Piazza Affari e tutti i listini europei avvicinandosi alla chiusura migliorano il loro andamento: Parigi è leggermente in positivo, Londra si muove sulla parità, mentre Milano segna con l'indice Ftse Mib un calo dello 0,3%. Sempre pesante ma con una riduzione delle perdite Istanbul, che cede circa il 2%. In Piazza Affari, in un clima comunque sempre nervoso, si sta allentando la tensione sulle banche: Mps, Unicredit e Ubi cedono meno del 3%, con Azimut che sale di quasi quattro punti e Unipol del 2,7%.

15.40 - EUROPA DEBOLE, MILANO -0,8%. TURCHIA A -4%

Anche dopo l'avvio di Wall Street i mercati azionari del Vecchio continente restano in calo sulla debolezza della lira turca e della Borsa di Istanbul, che con l'indice dei 100 titoli principali cede il 4 per cento. I listini peggiori si confermano di qualche frazione quelli di Madrid e Milano (Ftse Mib -0,8%) anche per la pressione sui titoli di Stato spagnoli e, soprattutto, italiani. In calo comunque di mezzo punto percentuale anche Francoforte, dove pesa il crollo della Bayer (-11% a 82 euro) dopo la sentenza del tribunale statunitense che ha condannato Monsanto, acquisita nei mesi scorsi dal gruppo tedesco, a un risarcimento milionario nei confronti di un giardiniere che avrebbe contratto il cancro usando i diserbanti al glifosato della società. Londra contiene le perdite su un ribasso dello 0,3% e Parigi si muove attorno alla parità. In Piazza Affari, in particolare, Unicredit cede il 3,5%, Ubi il 3,4%, Mediobanca tre punti e Mps il 2,8%, mentre corre Azimut (+3%) e Carige è positiva per un punto percentuale.

15.35 - WALL STREET APRE IN RIALZO: DJ A +0,14%, NNASDAQ A +0,17%

Apertura in rialzo per Wall Street, nonostante la crisi turca. Il Dow Jones guadagna lo 0,14% a 25.348,35 punti, il Nasdaq sale dello 0,17% a 7.852,23 punti mentre lo S&P 500 avanza dello 0,13% a 2.836,95 punti.

13.48 - LO SPREAD TOCCA QUOTA 280 PUNTI

Sfiora i 280 punti base, salendo a 279,2, lo spread tra il Btp e il Bund. Il tasso sul decennale del Tesoro è al 3,08%.

13.25 - STOP IN BORSA PER UNICREDIT, MALE ANCHE MPD E MEDIOBANCA

Unicredit è stata sospesa al ribasso in Piazza Affari. Il titolo è poi tornato agli scambi in perdita del 4,9% a 13,1 euro. L'istituto paga l'esposizione in Turchia, dove è proprietario della Yapi Kredi. Il comparto banche è comunque sotto pressione, con Mps che scende del 4,37%, Mediobanca del 4,2%, Ubi del 3,8%, Banco Bpm del 3,9%, Intesa del 2,85% e Bper del 2,9%. In controtendenza Carige, che sale del 2,2%.

12.27 - MILANO PERDE L'1%, MPS CROLLA

Piazza Affari scende ancora e cede l'1% in un'Europa in rosso, in scia alla crisi turca. L'euro è sempre debole a 1,13 dollari, mentre continua a pesare lo spread, che si attesta sui 274 punti. In piazza Affari, il listino è appesantito dalle banche, con Mps che cede il 4,3% a 2,21 euro e aggiorna i minimi dal ritorno in Borsa, nell'ottobre scorso. Male anche Ubi (-3,3%), Mediobanca (-3,2%) e Banco Bpm (-2,98%). Sotto pressione anche Unicredit (-3,4%), proprietaria in Turchia dell'istituto Yapi Kredi. In controtendenza Carige, che sale del 2,2%. Fuori dal settore finanziario, salgono Azimut (+1,5%), Unipol (+1,4%) e Moncler (+1,2%).

11.40 - LA CONDANNA DI MONSANTO FA CROLLARE LA BAYER

Milano perde lo 0,6%, con il comparto banche sotto pressione (-1,86%), Madrid cede lo 0,9%, Francoforte è in calo dello 0,6%, Parigi è in ribasso dello 0,3% e Londra lascia sul terreno lo 0,5%. Nel Vecchio Continente, il settore che soffre di più è quello sanitario (-1,3%) con il crollo di Bayer. Il titolo della multinazionale farmaceutica perde l'11% sulla piazza di Francoforte, dopo che un tribunale americano ha condannato Monsanto, che Bayer ha acquisito nei mesi scorsi, a un risarcimento milionario nei confronti di un giardiniere che avrebbe contratto il cancro usando i diserbanti dalla società.

11.20 - UNICREDIT SESTA BANCA PER ASSET LEGATI ALLA TURCHIA

Soffrono questi tutti in Borsa i titoli delle banche e delle diverse imprese italiane particolarmente esposte in Turchia. Tra le banche c'è ovviamente Unicredit, principale azionista di Yapi Kredi. Per un'analisi di Mediobanca, alla situazione attuale l'impatto negativo sul Cet1 ratio di Unicredit è limitato a 3-4 punti base. Lo scenario peggiore potrebbe essere quello di portare a zero il valore della partecipazione in Yapi (ovvero, il default del Paese): l'impatto per gli analisti, sarebbe di 30-50 pb di erosione del capitale, ritenuto «gestibile» per la banca, seppure «molto spiacevole». Il report di JpMorgan ricorda poi quali sono le maggior banche turche per asset. Se Unicredit è al sesto posto, Intesa sta al 24esimo. Ecco gli andamenti dei titoli italiani più esposti verso Ankara: Unicredit (-2,3%), Intesa (-1,3%), Astaldi (-5%), Recordati (-0,69%), Cementir (-2,1%), Fca (-1%), Pirelli (0%), Leonardo (-0,7%), Salini Impregilo (+0,35%).

11.15 -ASTALDI, RECORDATI, CEMENTIR: I GRUPPI PIÙ ESPOSTI

Un'analisi di Mediobanca ricorda l'esposizione di alcuni grossi gruppi manifatturieri italiani sulla Turchia, come Astaldi, Recordati e Cementir. La prima ha due concessioni turche (autostrada e ponte del Bosforo, e autostrada e ponte del Goi) che devono essere vendute, secondo il piano aziendale della compagnia. Per Cementir, la Turchia rappresenta circa l'8% dell'Ebitda 2018. Recordati ha un impianto di produzione nel paese (Cerkerzkoy) e la Turchia ha rappresenta il circa 7% delle vendite. Infine, tra i gruppi esposti sul mercato mediorientale ci sono anche ovviamente Fca, Pirelli, Leonardo e Salini Impregilo.

10.40 - PER COTTARELLI C'È IL RISCHIO DEL CONTAGIO

Sulla Stampa Carlo Cottarelli mette in guardia dai possibili effetti diretti e indiretti della crisi turca sull'Italia. «Gli effetti diretti riguardano i creditori italiani della Turchia», ovvero le banche, ha spiegato l'ex responsabile del programma Fmi per l'Italia. «Ma sono gli effetti indiretti i più preoccupanti. Crisi come quella turca possono cambiare l'attitudine dei mercati finanziari verso tutti i Pese considerati a rischio. Si chiama 'effetto contagio'», ha osservato Cottarelli, che aggiunge: «E l'Italia è considerato un Paese a rischio, come evidenziato dal secondo spread più elevato nell'Area euro, dopo quello greco».

10.20 - LA LIRA TURCA IN RECUPERO SUL DOLLARO

La lira turca recupera terreno sul biglietto verde. La valuta di Ankara segna 6,7774 per dollaro dopo aver registrato un record di 7,24 contro la divisa Usa.

10.01- IL FTSE MIB PERDE LO 0,9%: IL PEGGIOR CALO IN EUROPA

Piazza Affari continua a scendere ed è la peggiore fra le Piazze del Vecchio continente, con il Ftse Mib in calo dello 0,9% e 20.900 punti. Sotto pressione anche Francoforte, che continua a cedere lo 0,6%, seguita da Londra (-0,57%) e Parigi (-0,34%). L'euro resta debole a 1,1374 dollari.

9.30 - GIÙ UNICREDIT E MPS, NESSUNA REAZIONE SU DI MAIO

Dopo i primi scambi Milano ha perso già lo 0,8% a 20.900 punti, con Unicredit che lascia sul terreno il 2,2% e Mps in calo del 3,3% a 2,23 euro. Per adesso, il listino non sembra aver avuto particolari reazioni alle dichiarazioni di esponenti del governo sui mercati. Fra i titoli in crescita ci sono Unipol (+0,4%), che venerdì ha presentato i conti, Cnh (+0,22%), Eni (+0,16%) e Moncler (+0,19%).

9.00 - BORSE EUROPEE IN ROSSO, MILANO APRE A - 0,7%

In Europa non va meglio. Sulla scia della crisi turca, le Borse del Vecchio Continente hanno aperto in rosso. Francoforte è la piazza peggiore ed ha avviato le contrattazioni in calo dello 0,62% a quota 12.346 punti. Male anche Londra che, dopo i primi scambi, perde lo 0,4% a 7336 punti. Giù pure Parigi (-0,23% a 5.402 punti). A Milano l'indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in calo dello 0,7% a 20.943 punti. Avvio pesante soprattutto per Unicredit, con il titolo che cede il 2,73% a 13,4 euro, vista l'esposizione della banca nel Paese della Mezzaluna, dove è proprietaria dell'istituto Yapi Kredi.

8.45 - MALE I MERCATI ASIATICI, L'EURO TOCCA I MINIMI

Il primo giorno della settimana è cominciato male sui mercati asiatici. La Borsa di Tokyo ha chiuso in netto ribasso, con l'indice di riferimento che si è assestato ai minimi in un mese mentre aumentano i timori degli investitori sul crollo della valuta in Turchia. Il Nikkei ha ceduto l'1,98% a quota 21.857,43, con una perdita di 440 punti. La crisi della valuta turca si riflette anche sul mercato dei cambi in Asia, con l'euro che tocca i minimi in 10 settimane sullo yen, a 125,60, e la moneta nipponica si rivaluta anche sul dollaro, a quota 110,30.

13 Agosto Ago 2018 0854 13 agosto 2018
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