Crollo Ponte Morandi Genova
Crollo del ponte Morandi
Costi Revoca Concessione Autostrade
Economia
15 Agosto Ago 2018 2055 15 agosto 2018

Quanto costa la revoca della concessione ad Autostrade

Da contratto Anas dovrebbe versare al concessionario gli utili previsti fino alla scadenza anche in caso di «grave inadempienza». Si tratta di una somma tra i 15 e i 20 miliardi di euro.

  • ...

La revoca della concessione - le cui procedure, stando alle parole del premier Giuseppe Conte, sarebbero già avviate - è possibile. Ma secondo quanto scritto dal Corriere della sera, «Anas dovrebbe versare al concessionario gil utili previsti fino alla scadenza, circa 20 miliardi di euro. Per questo è più probabile una sanzione». L'eventualità, infatti, è regolata dalla convenzione con scadenza nel 2042 firmata nel 2007 tra Anas e Autostrade per l’Italia, in parte resa pubblica a febbraio 2018. Il rapporto si interrompe se c’è una «grave inadempienza» del concessionario rispetto a un serie di obblighi. Tra questi c’è anche il «mantenimento della funzionalità delle infrastrutture concesse attraverso la manutenzione e la riparazione tempestiva delle stesse». Se la «grave inadempienza» venisse dimostrata, quindi, Anas subentrerebbe nella concessione ad Autostrade per l’Italia. Ma comporterebbe un risarcimento alla società che, secondo stime di fonti finanziarie, è intorno ai 15-20 miliardi (leggi anche Le conseguenze del crollo di Genova su Atlantia).

COSA PREVEDE LA CONVENZIONE

La convenzione prevede infatti che il concessionario abbia diritto a «un indennizzo/risarcimento a carico del concedente in ogni caso di recesso, revoca, risoluzione». L'indennizzo «sarà pari a un importo corrispondente al valore attuale netto dei ricavi della gestione, prevedibile dalla data del provvedimento di recesso, revoca o risoluzione del rapporto, sino alla scadenza della concessione». La formula, in realtà, è ancora più complessa, ma la sostanza è che ci sarebbe un indennizzo parametrato agli utili previsti fino alla fine della concessione. Considerato che nell’ultimo anno gli utili di Autostrade per l’Italia sono stati pari quasi a un miliardo di euro (968 milioni) e che la concessione scade nel 2042, l’indennizzo sarebbe intorno ai 20 miliardi di euro. Anche perché dal volume degli utili andrebbe scalata una somma pari al 10%, «a titolo di penale», che in realtà potrebbe anche salire in caso di «maggior danno».

I DUBBI DEGLI ANALISTI SULLA REVOCA DELLA CONCESSIONE

Gli analisti hanno abbassato le stime sul titolo di Atlantia ma sono scettici sul fatto che il contratto di concessione possa essere revocato, sia per via dei costi a carico dello Stato che per la sussistenza dei presupposti giuridici che possano far scattare la richiesta. «Una mossa di questo tipo non sarebbe finanziariamente realizzabile, in quanto l'Anas (cioè lo Stato) dovrebbe pagare miliardi ad Atlantia», hanno spiegato gli analisti di Intermonte, che ricordano come «il contratto di concessione potrebbe aiutare a proteggere Atlantia» visto che, in caso di revoca, «stabilisce il diritto al risarcimento per Autostrade per l'Italia». "Il percorso per stracciare la concessione è in verità abbastanza stretto e richiede passaggi specifici che al momento non sono ancora stati presi. Riteniamo questo scenario improbabile», ha detto Banca Akros. La revoca della concessione viene considerata «lo scenario meno probabile» da Equita mentre Kepler Cheuvreux, pur aspettandosi "panic selling", ha scritto che «il contratto ha già dimostrato di essere intoccabile».

PROBABILE UNA MULTA DA 150 MILIONI

Per Intermonte se la minaccia del governo di una multa al concessionario da 150 milioni è «concreta», ben più complesso è il discorso sulla ipotetica revoca della concessione, poiché affinché ciò accada non solo «bisognerebbe ci fosse la prova di una seria violazione in corso delle condizioni del contratto», ma poi questo «dovrebbe essere seguito da un invito formale sanare la sua posizione che il titolare della concessione dovrebbe ignorare». Per Equita le eventuali dimissioni dell'ad di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci, sarebbero una notizia negativa per il gruppo, «oltre a rappresentare un'ammissione di responsabilità». Se la revoca della concessione è lo scenario ritenuto «meno probabile», quello più probabile «sarà una negoziazione per ottenere impegni in termini di investimenti/ costi operativi e di gestione da parte di Autostrade». Un «contesto più ostile», almeno nel a breve termine, è messo in conto anche da banca Akros, che ha spiegato come sia «difficile valutare gli effetti sull'attività della società del il crollo del ponte anche da un punto di vista 'pubblicitario'». Gli analisti hanno evidenziato poi anche il rischio dell'aumento considerevole della leva legata all'acquisizione di Abertis. Kepler Cheuvreux, infine, ha ipotizzato per il futuro o una lunga battaglia legale, oppure una transazione tra Atlantia e lo Stato. Ma hanno concluso, che con «i 'principianti assoluti' al timone di questo governo, prevediamo verosimilmente dichiarazioni preoccupanti nei prossimi giorni o settimane».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso