Marchionne
Fca e il dopo Marchionne
Fca Corruzione Usa Condanna Iacobelli Marchionne

Condannato l'ex manager Fca per corruzione negli Usa

Iacobelli dovrà scontare cinque anni e mezzo, pena ridotta perché ha collaborato con gli inquirenti. Secondo l'accusa, riportava direttamente all'ex ad Marchionne.

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È stato condannato a cinque anni e mezzo di prigione l'ex manager di Fca Alphons Iacobelli per aver corrotto sindacalisti di Uaw con lo scopo di ottenere un atteggiamento più favorevole nelle trattative sul costo del lavoro e per essersi allo stesso tempo arricchito personalmente, evadendo le tasse sui suoi guadagni illeciti. L'accusa aveva richiesto una condanna a 96 mesi di galera, poi ridotti a 76 a fronte della disponibilità dimostrata da Iacobelli a collaborare con gli investigatori. Secondo l'accusa la rete corruttiva era pre-esistente l'arrivo di Iacobelli ed è continuata anche dopo. Questo fa presupporre che la vicenda non sia chiusa con la condanna dell'ex manager e i riferimenti nei documenti depositati in Tribunale alla figura di Sergio Marchionne - Iacobelli riportava direttamente a lui per alcune questioni, hanno rimarcato gli investigatori - fa presupporre che ci potrebbero essere nuovi sviluppi.

Marchionne, Fca e i milioni al sindacato

Il documento dell'accusa, composto di 14 pagine, sostiene che tra il 2009 e il luglio del 2017 da Fiat Chrysler sarebbero transitati più di 9 milioni di dollari verso il National Training Center, una struttura governata dal sindacato insieme all'azienda che avrebbe dovuto impegnarsi a sostegno dei lavoratori e invece era un modo per comprare la compiacenza del sindacato.

In un documento depositato pochi giorni prima della sentenza, l'accusa sosteneva che Fca aveva «cercato di ottenere benefici, concessioni e vantaggi nella contrattazione e nell'applicazione del contratto collettivo siglato con Uaw, provando a comprarsi la pace sindacale. Gli alti rappresentanti di Uaw hanno cercato di arricchirsi e tenere uno stile di vita lussuoso anziché lavorare in maniera zelante in nome e nel miglior interesse di decine di migliaia di lavoratori». La corruzione avveniva attraverso il National Training Center, un centro gestito insieme da Uaw e Chrsyler per la formazione dei lavoratori e che in realtà è stato utilizzato come canale per far arrivare milioni di dollari ai sindacalisti. L'accusa parla di 9 milioni. Nel corso delle indagini è stato interrogato anche Sergio Marchionne che, secondo quanto riporta la stampa americana, avrebbe omesso di dichiarare il regalo di un orologio di lusso a General Holiefield, vicepresidente di Uaw incaricato delle trattative in Chrysler. Prima di Iacobelli era stata condannata a 18 mesi Monica Morgan, la vedova di General Holiefield.

UAW ED FCA SI CHIAMANO FUORI

In due note distinte, Uaw e Fca Usa protestano la loro estraneità spiegando di essere vittime della vicenda. In particolare Fca Usa «conferma che il comportamento di questi individui - che agivano per il loro arricchimento personale e mai per il bene della compagnia - non ha avuto impatto sul processo di definizione dei contratti collettivi». Uaw sostiene lo stesso spiegando che «esistono molti livelli di controllo nella contrattazione e ratifica dei contratti» e per questo nel sindacato sono fiduciosi sul fatto che la condotta illecita di Iacobelli non abbia avuto impatti negativi. Lo stesso giudice distrettuale Paul Borman, nel condannare Iacobelli, si è detto certo che Fiat Chrysler sia stata "ingannata" dal manager e che sarebbe stata all'oscuro del fatto che questi si arricchiva con fondi prelevati dalle casse del gruppo». Tuttavia le indagini vanno avanti e non è noto il nome di chi sta cooperando con gli inquirenti per svelare la rete corruttiva. In un approfondimento pubblicato lunedì 27 agosto, Detroit Free Press si chiede quali potrebbero essere le ricadute per l'azienda e il sindacato a livello legale. Secondo Rena Steinzor, docente alla Law School dell'Università del Maryland, «gli imputati nel processo stavano arricchendo se stessi, su questo non c'è dubbio, ma stavano anche sovvertendo le tradizionali relazioni sindacali, e questo potrebbe spingere la vicenda su un altro piano - cioè singoli imputati che agivano per beneficiare i loro datori di lavoro. In questo caso,azioni penali sia nei confronti del sindacato che dell'azienda sarebbero possibili».

28 Agosto Ago 2018 1035 28 agosto 2018
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