Ilva Bozza Accordo Assunzioni
INDUSTRIA
Aggiornato il 06 settembre 2018 5 Settembre Set 2018 1917 05 settembre 2018

Cosa prevede la bozza di accordo sull'Ilva

Al tavolo ristretto al Mise Arcelor Mittal ha prima proposto 10.300 posti. E di fronte allo scetticismo dei sindacati li ha poi aumentati. L'intesa è stata raggiunta. 

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Sull'Ilva sindacati e azienda hanno trovato l'accordo (Leggi tutti gli aggiornamenti del 6 settembre). Il tavolo al ministero dello Sviluppo economico, convocato dal vicepremier e ministro Luigi Di Maio dopo la proclamazione dello sciopero da parte delle sigle dei metalmeccanici per l'11 settembre, dà il via ad una trattativa in ristretta, nel tentativo di trovare una soluzione definitiva prima delle scadenze inevitabili del 7 e del 15 settembre. Sul tavolo è prima arrivata una bozza di verbale di accordo - frutto di un incontro informale tenuto nella notte al Mise tra sindacati, azienda e lo stesso Di Maio - che sul piano occupazionale indicava in 10.300 i lavoratori che ArcelorMittal intendeva riassumere, di cui 10.100 entro fine 2018 e altri 200 entro dicembre 2021. Un numero leggermente superiore rispetto al piano occupazionale originario in cui i lavoratori riassunti erano indicati in 10 mila rispetto ai 13.522 attuali dipendenti ma non sufficiente per i sindacati. Tanto che ArcelorMittal ha rilanciato promettendo subito l'assunzione di 10.700 i lavoratori. Con questa controproposta, la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David, ha annunciato: «L'accordo è fatto e per noi per essere valido deve essere approvato dai lavoratori con il referendum».

10.700 ASSUNTI E POI GLI ALTRI ENTRO IL 2023

La leader della Fiom Re David ha spiegato il contenuto dell'intesa: «Gli assunti sono tutti, si parte da 10.700 che è molto vicino al numero di lavoratori che oggi sono dentro e c'è l'impegno di assumere tutti gli altri fino al 2023 senza nessuna penalizzazione su salario e diritti, era quello che avevamo chiesto», sull'esito delle assemblee dei lavoratori «siamo fiduciosi». Nella bozza l'azienda si impegna inoltre a formulare una proposta di assunzione per gli esuberi rimasti «non prima del 23 agosto 2023», che non abbiano già beneficiato di altre misure, come ad esempio l'incentivo all'esodo, e non abbiano già ricevuto un'offerta da un'affiliata. Ai sindacati firmatari dell'eventuale accordo, contestualmente, si chiede di impegnarsi a raggiungere con Am InvestCo, «a fronte dell'assunzione dei dipendenti in organico dell'amministrazione straordinaria, specifiche intese, comprese riduzioni dell'orario di lavoro, che consentano di assicurare costi del lavoro invariati».

I SINDACATI NON ERANO CONVINTI

Prima dell'ultimo rilancio, quando le assunzioni erano ferme a 10.300 i sindacati vedevano l'accordo ancora in salita. Di Maio, prima della riunione, si sia dichiarato fiducioso: «Sono ore delicatissime», ma il tavolo «può dare buoni risultati, credo che ci siano i presupposti». Il suo obiettivo sarebbe di arrivare ad un accordo entro venerdì 7. Di Maio ha ribadito che la gara per la vendita dell'Ilva, di giugno 2017, presenta profili di illegittimità ma può essere annullata solo se viene a mancare l'interesse pubblico, elemento che rientra in campo se sindacati e azienda trovano l'accordo. Per la segretaria generale della Fiom-Cgil, Francesca Re David, «allo stato attuale siamo lontanissimi da un accordo. Continuiamo a chiedere che non ci siano esuberi, che ci sia piena occupazione e pieno riconoscimento dei diritti salariali» e contrattuali con il mantenimento dei diritti acquisiti a partire dall'articolo 18. Inoltre, secondo Re David, nella proposta di Am non è indicato l'organico complessivo e il numero iniziale degli assunti resta sostanzialmente «invariato». Anche il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli, evidenzia che «le distanze sono ancora molto rilevanti, ma andiamo avanti».

IL GOVERNO DEVE CONFERMARE GLI INCENTIVI

Distanze che partono dagli aspetti occupazionali fino al doppio regime salariale per i neoassunti. C'è la necessità, ha proseguito, che «il governo confermi i 250 milioni di euro per gli incentivi volontari all'esodo». Al numero uno della Uilm, Rocco Palombella, il documento proposto al tavolo «non va bene perché riproduce fedelmente quello che ci hanno già detto in questi mesi» e l'unica apertura ravvisata «è che da 10.000 passerebbero a 10.300 le persone da assumere». Il clima «è pesante, ma noi non abbandoneremo il tavolo e andremo avanti per tutto il tempo necessario». Davanti c'è la scadenza di venerdì 7, giorno che lo stesso Di Maio ha indicato come termine di chiusura della procedura amministrativa sulla validità della gara di aggiudicazione dell'Ilva e anche per rendere pubblico il parere dell'Avvocatura dello Stato. Il 15 settembre scade invece l'amministrazione straordinaria, mentre le risorse finanziarie sono agli sgoccioli. Ma l'accordo potrebbe essere sottoscritto ufficialmente già il 6 settembre.

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