Rapporto Coop 2018

Ripresa "ingiusta" e boom dei cibi pronti: il rapporto Coop 2018

Presentati i dati su spesa e consumi in Italia. Si allarga il divario tra fasce di reddito. Esplodono i «ready to eat» e «food delivery». I vertici: «Il governo non aumenti l'Iva e la Gdo combatta il caporalato». 

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La ripresa in Italia è «debole e lenta» e soprattutto «ingiusta» , leggasi sempre più diseguale tra fasce di reddito e anzi tendente ad accentuare le differenze di spesa. La prova? La spesa del 20% delle famiglie più ricche del paese è salita nel 2017 del 3%. Quella del 20% più povero è scesa del 3%. Sperequazione e «ripresina» sono il nocciolo del rapporto Coop 2018, radiografia dei consumi e delle tendenze della grande distribuzione, presentato giovedì 6 settembre alla Terrazza Martini di Milano e che ha posto l'accento anche su temi centrali come le nuove tendenze di spesa - il 2018 è l'anno del boom del «ready to eat» e del «food delivery» - e della trasparenza della filiera produttiva e distributiva, che si traduce anche in un appello alla lotta contro il caporalato e le forme di sfruttamento del lavoro nero.

LE FAMIGLIE BENESTANTI SPENDONO 4 VOLTE LE ALTRE

Dopo quasi 5 anni, la sempre più arrancante ripresa (+1,2% la variazione attesa del Pil nel 2018 contro 1,5% effettivo del 2017) va a vantaggio di pochi, «non risolleva le sorti della classe media e addirittura spinge ancora più in basso le condizioni delle famiglie in maggiore difficoltà», ha spiegato Albino Russo, direttore Ancc-Coop. In sostanza chi è povero rimane tale: il 62% degli italiani che si trova nel 20% inferiore nella distribuzione del reddito è tale anche dopo quattro anni, una percentuale superiore di 5,5 punti percentuali rispetto alla media dei 36 Paesi Ocse. Da premesse simili arrivano dati non incoraggianti sui consumi. L’Italia del 2017 resta il fanalino di coda in Europa con una riduzione dei consumi delle famiglie rispetto al 2010 di oltre il 2% (-2,2%) a fronte di un solido +12,7% tedesco, di un +10,2% francese e di una sostanziale stabilità spagnola (+0,1%). E anche nell’ultimo anno il dato italiano (+0,7%) è il più basso tra le grandi economie europee. Le famiglie benestanti spendono quattro volte di più rispetto a quelle con bassa capacità di spesa e tra una famiglia trentina e una calabrese il differenziale all’anno è pari a 17 mila euro.

"SALUTISIMO" CALANTE, BOOM DI READY TO EAT E DELIVERY

Cambia anche la mappa degli acquisti con la cavalcata del bio che non perde energia (nel primo semestre del 2018 le vendite sono state 2 miliardi, contro i 3,6 dell’intero 2017) e l'Italia che si conferma leader nella Ue per spesa alimentare (+34%), cui dedichiamo il 19% del nostro budget, ma il dato va scomposto per cogliere un'evoluzione dei consumi: il salutismo perde un po’ di colpi, con una crescita 2018 in frenata al +2,3% contro il +5% del 2017, mentre si registra un boom dei cosiddetti “cibi pronti”. Il ready to eat ha realizzato un sostanzioso +6%, balzo che si accompagna al clamoroso +80% (anche se su base iniziale ridotta) messo a segno dagli ordini di consegna cibo a domicilio cui hanno fatto ricorso nei primi tre mesi del 2018 3,5 milioni di italiani.

LOTTA AL CAPORALATO E APPELLO A NON AUMENTARE L'IVA

A braccetto con l'analisi dei dati nelle parole di Stefano Bassi (presidente Ancc-Coop) e Marco Pedroni (presidente Coop Italia) c'è spazio anche per due appelli. Il primo è indirizzato a chiare lettere al governo a «non aumentare l'Iva» («Se si alza non invertiamo il trend della diseguaglianza della ripresa» sono state le parole di Pedroni) e a favorire, con la prossima manovra, il reddito della parte più debole del Paese, attraverso la detassazione del lavoro e altre forme di sostegno al reddito («Quale misura auspichiamo? Spetta all'esecutivo stabilire se sia meglio un reddito di cittadinanza, di inclusione o qualche altra forma, ma un sostegno al reddito è indispensabile per far crescere i consumi», ha detto Bassi). Il secondo invito, che è anche una rivendicazione, è sulla trasparenza della filiera e sulla lotta al caporalato. Tema quest'ultimo su cui «si è espresso nei giorni scorsi a Foggia il vicepremier Luigi Di Maio, un atto di civiltà che condividiamo», è la voce di Bassi. «In questo senso accogliamo favorevolmente la volontà del ministro dell'Agricoltura Centinaio di convocare quanto prima la distribuzione al tavolo di confronto». «Su questo fronte però», ha rimarcato ancora il presidente Ancc-Coop, «è necessario iniziare ad attuare i necessari distinguo, ed è coretto che lo faccia anche il presidente di Coldiretti, Moncalvo, al quale rimandiamo l'accusa generalizzata di voler solo fare profitto: nella gdo si comincino a fare nomi e cognomi. Coop sostiene buone pratiche nell'interesse dei produttori e dei lavoratori occupati nel mondo agricolo, e non dall'altro ieri».

6 Settembre Set 2018 1514 06 settembre 2018
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