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13 Settembre Set 2018 1543 13 settembre 2018

Cosa ha detto Draghi sull'Italia e l'Eurozona

Il presidente Bce: «Negli ultimi mesi le dichiarazioni sono cambiate molte volte e quello che ora aspettiamo sono i fatti». E poi avverte: «Il nostro mandato non è finanziare deficit in qualsiasi condizione».

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Altro che i richiami del commissario agli Affari economici Pierre Moscovici. Sono le dichiarazioni di Mario Draghi che dovrebbero preoccupare maggiormente Roma. «Negli ultimi mesi le parole sono cambiate molte volte e quello che ora aspettiamo sono i fatti, principalmente la legge di bilancio e la successiva discussione parlamentare», ha dichiarato il presidente della Bce, Draghi, riferendosi all'Italia e alle dichiarazioni che hanno fatto impennare lo spread. «Purtroppo», ha detto, «abbiamo visto che le parole hanno fatto alcuni danni, i tassi sono saliti, per le famiglie e le imprese» anche se «tutto ciò non ha contagiato granché altri paesi dell'Eurozona, rimane un episodio principalmente italiano».

«IL NOSTRO COMPITO NON È FINANZIARE DEFICIT A OGNI CONDIZIONE»

«La Banca centrale europea si atterrà a ciò che hanno detto il primo ministro italiano, il ministro dell'Economia e il ministro degli Esteri, e cioè che l'Italia rispetterà le regole», ha detto rispondendo alla domanda se le politiche del governo e il rialzo dello spread possano richiedere misure da parte dell'Eurotower nel 2019 per evitare fenomeni di contagio. «Non abbiamo ancora visto alcun contagio», ha aggiunto in ogni caso. E poi, in risposta a una domanda sui timori in Italia che la fine del quantative easing equivalga a lasciare il Paese a se stesso, ha detto: «Il nostro mandato è la stabilità dei prezzi e il quantitative easing è uno degli strumenti con cui lo perseguiamo. Nel merito, il mandato della Bce non è assicurare che i deficit dei governi siano finanziati in qualsiasi condizione». Intanto Francoforte ha confermato «largamente», nelle sue proiezioni di settembre, la crescita in corso dell'Area Euro ma «allo stesso momento sottolinea che sono aumentate recentemente le incertezze relative al crescente protezionismo, la vulnerabilità dei mercati emergenti e la volatilità dei mercati finanziari».

SALVINI: «GLI ITALIANI IN EUROPA FACCIANO L'INTERESSE DELL'ITALIA»

«Conto che gli Italiani in Europa facciano gli interessi dell'Italia come fanno tutti gli altri Paesi, aiutino e consiglino e non critichino e basta», ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, commentando le parole le parole Draghi. La Bce però ha chiarito che non farà da "pompiere" per spegnere le tensioni che dovessero colpire i titoli italiani nel caso la legge di bilancio non convincesse i mercati. Le regole non consentono misure ad hoc, salvo ricorrere al fondo di salvataggio europeo Mes. E dunque «i mercati si faranno la propria opinione» sulla base della manovra. E ribadendo che finora non c'è stato contagio Draghi sembra anche voler smentire l'idea che Roma possa ricattare l'Europa, innescando, se inascoltata, un'ondata di instabilità su scala continentale.

IN SERIE LA FINE DEL QUANTITATIVE EASING, IL VOTO UE E L'ADDIO DI DRAGHI

Del resto i nostri titoli pubblici oggi sono in mani italiane molto più di pochi anni fa e l'Eurotower ha confermato il piano che dovrebbe portare alla fine graduale del Qe a partire da gennaio, con rischi che rimangono «bilanciati». E l'ultimo desiderio, a Francoforte, è che la manovra italiana metta i bastoni fra le ruote a un'operazione già di per sé complicata. In più la tempistica dello scontro fra Roma e l'Europa non poteva essere peggiore anche per un altro motivo: il mandato di Draghi si avvicina al termine (fine 2019). E a maggio ci saranno le elezioni europee, con una campagna elettorale aspra che ha visto l'Italia ergersi più volte a riferimento delle forze euroscettiche. Sarebbe suicida, per le istituzioni europee, fare da sponda a una forzatura da parte di un Paese membro - in questo caso sul bilancio - che fornirebbe indiscutibili frecce all'arco di una forza politica, tanto più se euroscettica. Salvini probabilmente non ne ha tenuto conto.

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