Moscovici Manovra Deficit Rilancio
Economia
13 Settembre Set 2018 1054 13 settembre 2018

Il monito di Moscovici sulla manovra: col deficit non c'è rilancio

Per il commissario Ue insiste sulla riduzione del debito. E aggiunge: «C'è un clima che assomiglia molto agli Anni 30. Chiaramente non c'è Hitler, forse dei piccoli Mussolini...».

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Il commissario Ue agli affari economici, Pierre Moscovici, ha avvertito l'Italia che ridurre il debito pubblico è nel suo stesso «interesse». Chi pensa che si possano rilanciare gli investimenti aumentando il deficit, ha aggiunto in conferenza stampa a Parigi, dice «una bugia». Rivolgendosi, più in particolare, a Matteo Salvini, ha poi sottolineato che Bruxelles non ha mai impedito all'Italia di «realizzare gli investimenti» e le «infrastrutture necessarie». «L'Italia è il Paese che più di tutti ha beneficiato di flessibilità».

«CLIMA SIMILE AGLI ANNI '30, NESSUN HITLER MA TANTI PICCOLI MUSSOLINI»

Oggi, ha detto ancora il commissario, «c'è un clima che assomiglia molto agli anni '30. Certo, non dobbiamo esagerare, chiaramente non c'è Hitler, forse dei piccoli Mussolini...». Moscovici non ha nascoto la preoccupazione per la progressione dei populisti in Europa a meno di un anno dalle elezioni europee del 2019, «la storia, come diceva Raymond Aron, è tragica, bisogna evitare che sprofondi nelle sue ore più buie», ha continuato, ribadendo però che, almeno nelle prossime europee, i populisti non conquisteranno la schiacciante maggioranza dell'Assemblea Ue, ma otterranno comunque una «forte progressione». Non si è fatta attendere la replica del vicepremier Luigi Di Maio, che si è sentito chiamato in causa: «L'atteggiamento da parte di alcuni commissari europei è inaccettabile, veramente insopportabile. Dall'alto della loro Commissione europea si permettono di dire che in Italia ci sono tanti piccoli Mussolini, non si devono permettere!».

MOSCOVICI: «IL DEBITO PUBBLICO RIDUCE LE POSSIBILITÀ DI INVESTIRE»

«Quando chiediamo all'Italia di andare avanti nel risanamento del bilancio», ha dichiarato Moscovici, «non lo facciamo per chissà quale dogma europeo, ma per il suo interesse. Ridurre il debito pubblico molto elevato dell'Italia, al 130%, è nell'interesse stesso del Paese». Questo debito pubblico, ha detto inoltre Moscovici, riduce, tra l'altro, «le capacità dell'Italia, dei suoi cittadini, di investire». «Pensare che facendo maggiore deficit si aumentano gli investimenti è una bugia», ha avvertito il commissario francese.

«RISANAMENTO NON FA RIME CON AUSTERITÀ»

Moscovici ha però aggiunto che il «risanamento di bilancio non deve chiaramente fare rima con una cieca austerità». «Chi punta il dito contro di noi, penso a Matteo Salvini», ha proseguito, «deve sapere che l'Europa non ha mai impedito all'Italia di realizzare gli investimenti, le infrastrutture necessarie. L'Italia è il Paese che più di tutti ha beneficiato di ogni flessibilità», ha sottolineato, prima di concludere: «Siamo sempre comprensivi».

«CON TRIA CLIMA COSTRUTTIVO»

«L'Italia ha un nuovo governo, entrato in funzione, credo, da circa 100 giorni. L'Italia ha anche un nuovo ministro dell'Economia e delle Finanze con cui lavoro regolarmente, in un clima costruttivo. Spero che questo clima costruttivo prevarrà», ha detto ancora il commissario Ue parlando della situazione politica italiana e del ministro dell'Economia, Giovanni Tria.

«IL PAESE DEVE ESSERE CREDIBILE SUL PIANO DEL BILANCIO»

Moscovici si è poi soffermato anche della prossima legge di bilancio: «L'Italia deve essere credibile, con un bilancio credibile», ha spiegato rispondendo a una domanda sulla prossima legge di bilancio. «Ho visto il ministro Tria venerdì pomeriggio a Vienna. Continuiamo a lavorare per una soluzione comune», ha detto, aggiungendo che «alla fine non sarà soltanto lui a votare la legge di bilancio, ma tutto il governo». Quindi un nuovo appello affinché il nostro Paese riduca il debito per il suo stesso interesse. Le regole Ue «non sono stupide», l'Italia «non può vivere con un debito al 130%, lo sguardo dei mercati è molto attento», ha avvertito il francese, aggiungendo: «Vorrei soltanto che gli italiani nutrissero maggiore fiducia in loro, nel loro ruolo centrale, di terza economia della zona euro. Non smetterò mai di dirlo».

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