Manovra: Bitonci, 'pace' con tetto 1 mln
Economia
15 Settembre Set 2018 1552 15 settembre 2018

La pace fiscale diventa un condono

Il sottosegretario Bitonci annuncia: «Il tetto sarà fissato a un milione di euro». Via libera a una nuova voluntary disclosure per chi ha i suoi soldi all'estero.

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La pace fiscale ipotizzata dalla Lega in manovra per chiudere i piccoli contenziosi con il fisco (ma anche portare nuovi soldi nelle casse dello Stato) sta prendendo sempre più la forma del più classico condono, sebbene tale definizione sia rifiutata dalla maggioranza di governo. Massimo Bitonci, sottosegretario al ministero dell'Economia e delle Finanze, ha spiegato che è allo studio un decreto fisco collegato che fissa a un milione a contribuente, e non più a 200mila euro, il tetto massimo di debiti con il fisco entro cui il contribuente può chiudere il suo contenzioso versando nelle casse dello Stato il 10% di quanto contestato. Luigi Di Maio, il 17 settembre, ha detto che il suo partito non è disposto a votare un condono.

NON SARÀ UNA MISURA UNA TANTUM

Inoltre, già nei giorni scorsi lo stesso Bitonci aveva spiegato che era allo studio un meccanismo simile a quello adottato nel 2003, per cui chi accede alla procedura concordata chiude anche ogni possibilità di accertamento sul pregresso. In pratica, pagando un decimo di quanto dovuto, non solo si chiudono i contenziosi aperti, ma si evita anche la apertura di nuovi. Bitonci, a tal proposito, spiega che dal tavolo economico della Lega è emersa la proposta di una misura a regime, cioè "una sorta di transazione fiscale" che preveda la completa attuazione del concordato con adesione e che tenga conto della situazione patrimoniale e reddituale del contribuente. Alcune ricostruzioni giornalistiche, nei giorni scorsi, avevano ipotizzato che il tetto venisse fissato a cinque milioni di euro. Ad oggi manca comunque un testo della proposta.

UNA NUOVA "VOLONTARY DISCLOSURE"

Sempre secondo quanto dichiarato da Bitonci, sarebbe prevista anche una nuova "voluntary disclosure", ovvero il meccanismo attraverso cui è possibile far rientrare capitali nel nostro Paese pagando meno sanzioni di quanto dovute e chiudendo eventuali pendenze di carattere giudiziario.

La pace fiscale «va trattata nel Def e poi probabilmente con un collegato a parte. Ci stiamo ragionando», afferma Bitonci. L'obiettivo della Lega, emerso nel corso del tavolo economico anche con Matteo Salvini e il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti, è quello di una pace «più ampia possibile» che riguardi accertamenti, cartelle, sanzioni amministrative e contenzioso tributario. Un'operazione "definitiva" con un tetto per contribuente a un milione di euro. Accanto a questo, la Lega ipotizza la completa attuazione del concordato con adesione «oggi utilizzato in modo limitato». Parte dei proventi una tantum della pace fiscale potrebbero essere utilizzati per rimborsare i risparmiatori vittime delle crisi bancarie a cui la Lega punta a destinare il prossimo anno 500 milioni di euro, rimpolpando l'attuale Fondo ad hoc creato dal Pd.

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