Marchionne
Fca e il dopo Marchionne
Marchionne Fca Vendite Piano Industriale Italia

Fca: per la prima volta da cinque anni produzione in calo

Dopo la buona annata del 2017, meno 36% a Mirafiori per la Maserati e Grugliasco per la Quattroporte. A Melfi intanto arriva il primo ibrido con la Jeep Renegade. E i sindacati chiedono di aprire il confronto. 

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Dopo cinque anni di continua crescita, per la prima volta e a pochi mesi dalla morte del suo demiurgo Sergio Marchionne e dell'annuncio di un nuovo piano industriale, la produzione di Fca (Fiat Chrysler Automiobile) è in calo. Nei primi nove mesi del 2018 - secondo i dati illustrati dal segretario nazionale della Fim, Ferdinando Uliano - la flessione è del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2017, con un peggioramento rispetto al -2,5% del primo semestre. Il 2017 aveva rappresentato in termini di volumi il migliore dal periodo pre-crisi del 2013 con un +76%. Gli ammortizzatori sociali che nel 2014 coinvolgevano oltre il 27% dei 66.200 dipendenti, era sceso all'8% mentre ora secondo la stima della Fim supera l'11%. Solo Melfi e la Sevel presentano una crescita. «La flessione della produzione ci preoccupa. Non ci sono più alibi per non implementare in tempi veloci il piano industriale in particolare per Mirafiori-Grugliasco e per Pomigliano. Stabilimenti che hanno respiro per un annetto, una prospettiva temporale che non ci tranquillizza», ha detto Uliano. Per il polo produttivo Fca di Torino, legato ai modelli Maserati, secondo la Fim Cisl «è emergenza». La produzione della Maserati Levante a Mirafiori nei primi nove mesi dell'anno è scesa da 26mila a 16mila, con un calo del 39% rispetto allo stesso periodo del 2017. Nel mese di luglio si è interrotta la produzione dell'Alfa Romeo Mito raggiungendo quota 9.857 unità. A Grugliasco la produzione della Quattroporte è scesa da 3.283 a 2.485 unità (-36%) e quella della Ghibli da 10.729 a 8.722 (-18,7%). Anche a Pomigliano la situazione, secondo il sindacato, è difficile. Nei primi nove mesi del 2018 si sono prodotte circa 134.200 Fiat Panda, con un calo del 16,2%

A MELFI LE PRIME PRODUZIONI IBRIDE CON LA JEEP RENEGADE

Tuttavia ci sono anche segnali più confortanti. «L'annuncio del lancio delle prime linee di produzioni ibride al mondo del gruppo Fca a Melfi con la Jeep Renegade è un fatto importante per l'Italia e per il futuro industriale del Gruppo nel nostro Paese», ha affermato per esempio Giorgio Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl. La scelta secondo il sindacalista «è un forte segnale della centralità dell'Italia nelle strategie future del Gruppo Fca e del nuovo ad Mike Manley, in continuità con il piano strategico 2018-2021 presentato da Marchionne a Balocco». Secondo Bentivogli l'ibridizzazione rappresenta un primo step verso il futuro dell'elettrificazione di tutte le motorizzazioni nell'area Emea (Europa Medio Oriente Africa). Ma serve la transizione delle produzioni degli stabilimenti italiani «a partire da quelli che producono motori diesel e componentistica». Per questo i sindacati dovrebbero aprire «subito un confronto con l'azienda per affrontare insieme le fasi di trasformazione dei plant per salvaguardare il primato dell'industria automobilistica italiana e i lavoratori».

LA FIOM CHIEDE UN CONFRONTO AL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

La Fiom ha ricordato che l'assegnazione allo stabilimento di Melfi della produzione nel 2020 della Jeep Renegade ibrida è parte delle richieste che il sindacato aveva avanzato fin dal 2017. «Fca ha dichiarato cifre e date sul programma dell'investimento e questo rappresenta un primo elemento per i lavoratori di Melfi che nel corso di questi 25 anni sono stati i protagonisti dei risultati fin qui raggiunti», hanno dichiarato in una nota Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive e Roberto D'Andrea, segretario generale Fiom-Cgil Basilicata. «Consideriamo questo annuncio», è scritto nel comunicato, «come una prima positiva risposta a un programma che dovrà essere più ampio, visto il permanere e il rischio di maggior utilizzo degli ammortizzatori sociali, che tuttora sono in corso e che sono previsti almeno fino al prossimo gennaio». L'ibrido è per le organizzazioni dei lavoratori una delle possibili soluzioni per mantenere i livelli occupazionali dopo la cessazione di alcuni modelli come quelli della Punto. Anche la Fiom come la Fim ha chiesto «l'apertura di un confronto fra tutte le parti interessate presso il Mise perché sono necessari investimenti pubblici e privati». Anche perchè lo stesso governo aveva espresso preoccupazioni sulla tenuta degli stabilimenti della casa automobilistica sul territorio nazionale. «A questa parziale inversione di tendenza da parte di Fca su Melfi», ha sottolineato la Fiom, «deve seguire un confronto complessivo sul piano industriale, in grado di assicurare il futuro lavorativo in tutti gli stabilimenti del Gruppo».

8 Ottobre Ott 2018 2031 08 ottobre 2018
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