Spread Btp Bund in calo a 190 punti
Spread e mercati
Def Manovra Agenzie Rating Fitch Moody's Downgrading
Economia
10 Ottobre Ott 2018 1930 10 ottobre 2018

Fitch e Moody's bocciano Def e manovra

Secondo le agenzie di rating la strada intrapresa dal governo e un'errore e ci sono «rischi considerevoli» per la tenuta dei conti pubblici. Di Maio: «Bene che chi ha promosso i precedenti governi critichi il nostro».

  • ...

Non è ancora un downgrading, ma poco ci manca. L'agenzia di rating Fitch ha pubblicato una nota sull'Italia dove spiega: «Vediamo rischi considerevoli per i target (della manovra, ndr), specie dopo il 2019». La nostra prossima revisione (del rating, ndr.) messa in programma è nel primo trimestre 2019 - spiega l'agenzia, sottolineando che - i dettagli della politica di bilancio e la messa in pratica rimangono un elemento chiave della nostra valutazione sul rating sovrano». E tuttavia, già adesso gli analisti sottolineano che «gli obiettivi della nota di aggiornamento al Def puntano a una moderata riduzione del deficit nel 2020 al 2,1% del Pil» ma che «noi ci aspettiamo un risultato più vicino al 2,6% che avevamo previsto ad agosto, il che contribuisce a una stima del debito/Pil più alta (129,8% entro fine 2021, contro 126,7% nella nota al Def)».

PER MOODY'S QUESTA MANOVRA È UN ERRORE

È il secondo "avvertimento" nel giro di poche ore se includiamo anche l'intervista rilasciata questa mattina alla Stampa da Mark Zandi, chief economist di Moody's Analytics dove definisce la manovra «un errore. È come giocare d'azzardo con la salute economica e fiscale di lungo termine dell'Italia». «Se fossi al vostro posto, userei l'opportunità per mettere in ordine la casa dal punto di vista fiscale, invece di allargare deficit e debito: prendere soldi in prestito per cercare di crescere, nonostante la difficile situazione fiscale dell'Italia, e il nervosismo dei mercati e degli investitori globali, non è produttivo. Anzi, è controproducente e non funzionerà».

IL GOVERNO REAGISCE SBEFFEGGIANDO L'AGENZIA

«Tutti quelli che hanno promosso i governi precedenti, è buona cosa che boccino quelli attuali» ha dichiarato il ministro del Lavoro Luigi Di Maio, mentre il premier Giuseppe Conte ha detto che «chi ha bocciato le stime di crescita dovrà riformularle», una frase che però può essere riferita anche a Bankitalia, o all'ufficio parlamentare di Bilancio. Entrambi hanno incontrato le aziende pubbliche a Palazzo Chigi per fare il punto sugli investimenti nei prossimi anni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso