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Economia
10 Ottobre Ott 2018 1801 10 ottobre 2018

Cosa ha ottenuto il governo dalle aziende partecipate

La Cdp, che gestisce il risparmio postale, è pronta ad alzare gli investimenti nei prossimi 5 anni di 13 miliardi per trainare la crescita e aiutare il governo a far tornare i conti di Def e manovra.

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Quarantotto ore, non una di più: a tanto ammonta il preavviso con cui il governo Conte ha convocato gli amministratori delegati delle aziende partecipate dallo Stato a Roma il 10 ottobre per fare il punto sugli investimenti nei prossimi anni. Una accelerazione che dà la misura della confusione che regna in queste ore nelle stanze del governo. La convocazione poggia sulla consapevolezza, evidente, che le misure previste nel Def sono insufficienti per spingere il Paese verso quelle stime di crescita del Pil che Banca d'Italia e Ufficio parlamentare di bilancio hanno considerato irrealistiche. Di qui l'idea di chiedere alle aziende, molte di queste quotate e che quindi rispondono comunque ai mercati, di "dare una mano": il governo mette sul tavolo i 36 miliardi di investimenti per i prossimi quindici anni previsti e stanziati dal precedente governo. Quale sforzo aggiuntivo, è la richiesta, sono pronte a mettere in campo le aziende?

L'IMPEGNO DI CASSA DEPOSITI E PRESTITI: 13 MILIARDI IN PIÙ

Una delle prime risposte è arrivata dalla Cassa depositi e prestiti, i cui vertici sono stati rinnovati dal governo Conte e che gestisce il risparmio postale italiano. Nei prossimi cinque anni, avrebbe garantito l'amministratore delegato Fabrizio Palermo durante l'incontro, i 22 miliardi di investimenti già previsti potrebbero salire a 35 grazie alle politiche pro-crescita del governo.

CHI C'ERA ALL'INCONTRO

Claudio Descalzi

L'incontro è iniziato poco prima delle diciassette e, proprio per lo scarso preavviso, ha subito qualche defezione. Per le aziende di Stato, a Palazzo Chigi hanno partecipato l'ad di Terna, Luigi Ferraris; l'ad di Cassa Depositi e Prestiti, Fabrizio Palermo; l'amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo; l'ad di Snam, Marco Alverà; l'ad di Saipem, Stefano Cao; l'ad di Enel, Francesco Starace; l'ad di Poste Italiane, Matteo Del Fante; l'ad di Fincantieri, Giuseppe Bono; l'ad di Italgas, Paolo Gallo; l'ad di Ferrovie dello Stato, Gianfranco Battisti; l'ad di Open Fiber, Elisabetta Ripa. L'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, non ha potuto essere presente al tavolo, ma ha avuto un colloquio poche ore prima. Per Ansaldo Energia l'ad Giuseppe Zampini non ha potuto essere presente per impegni pregressi, ed è stato sostituito da un altro manager.

DE SCALZI: NON CI HANNO CHIESTO DIVIDENDI E TITOLI DI STATO

L'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, che ha incontrato Conte prima delle 17 per poi tornare a Milano, ha spiegato che «non ci sono state richieste specifiche» e che non si è parlato di «acquisto di titoli di Stato o di dividenti» da distribuire allo Stato. Al contrario della Cdp, Descalzi è stato anche molto prudente su unìeventuale modifica del piano di investimenti per venire incontro ai desiderata dell'esecutivo. «Noi abbiamo già una spesa molto importante che è molto vicina ai 22 miliardi (in arco di piano) in quattro anni come ho detto in assemblea, con un certo numero di miliardi legati a possibili aumenti legati a una minore burocrazia, possiamo dire. Però non abbiamo parlato di queste cose in particolare».

IL NODO LAVORO SUL TAVOLO

Uno degli argomenti sul tappeto, secondo le indiscrezioni del giorno precedente, sarebbe stato l'impegno occupazionale in termini di nuove assunzioni a fronte della riforma della legge Fornero con l'introduzione della quota 100. Ma a parte il fatto che i termini della proposta devono ancora essere ben delineati, il governo rischia di incassare su questo tema un bel po' di silenzi imbarazzati. La situazione varia molto da azienda ad azienda ma qualche esempio aiuta a capire come l'equazione: più gente pensionata, più assunzioni non sia di così semplice applicazione.

ARTICOLO 4 LEGGE FORNERO E SOLIDARIETÀ FRENANO LE ASSUNZIONI

In Enel, ad esempio, è stato firmato un accordo per il 2016-2020 che prevede 6mila prepensionanamenti e tremila nuove assunzioni nel periodo 2016-2020 (su irca 30mila lavoratori) secondo quanto previsto all'articolo 4 della legge Fornero (l'azienda paga i contributi, chi accetta può accedere alla pensione in anticipo, ma con un assegno più leggero). Un accordo simile è stato siglato in Leonardo (riguarda 1160 persone), e con numeri più piccolo Eni Gas e Luce (un centinaio di persone). Altre aziende, come Ansaldo Energia, hanno in vigore i contratti di solidarietà e quindi non possono procedere nell'immediato a nuove assunzioni.

COSA HANNO DETTO IL PREMIER E I MINISTRI AL TERMINE DELL'INCONTRO

Al termine dell'incontro a Palazzo Chigi con le partecipate, il premier Giuseppe Conte ha difeso la legge di bilancio che il governo si appresta a varare: «Dobbiamo procedere su questa linea. Abbiamo convenuto che una manovra diversa avrebbe portato, in una prospettiva di crescita molto debole, a una recessione. Per i prossimi cinque anni abbiamo un piano di investimenti aggiuntivi rispetto a quelli già programmati. Siamo parlando di 15 miliardi in più, che potrebbero arrivare a 20 se riuscissimo a realizzare tutta la semplificazione burocratica e le riforme strutturali». Il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, si è invece concentrato sul tema delle nuove assunzioni. Promettendo che «dall'incontro con le partecipate viene fuori che con la quota 100 ci sarà più di un'assunzione per ogni pensionato. Molte aziende poi stabilizzeranno i loro dipendenti grazie al decreto dignità». Sulla stessa linea il commento del ministro dell'Interno Matteo Salvini: «Gli imprenditori, quindi chi fa impresa e non qualche burocrate, ci hanno detto che superando la legge Fornero si creeranno decine di migliaia di posti di lavoro. Questa è la promozione che mi interessa, che coloro che fanno impresa garantiscano nei prossimi mesi migliaia di assunzioni».

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