Boeri Quota 100 Pensioni
Economia
11 Ottobre Ott 2018 0959 11 ottobre 2018

Quanto costano le pensioni a quota 100 secondo Boeri

Per il presidente dell'Inps, si prospetta un «incremento del debito pensionistico destinato a gravare sulle generazioni future nell'ordine di 100 miliardi». Salvini: «Noi andiamo avanti, se vuole si candidi».

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Tito Boeri boccia la riforma della legge Fornero. Secondo il presidente dell'Inps, introdurre nel sistema previdenziale la quota 100 con un minimo di 62 anni di età e 38 di contributi insieme allo stop all'indicizzazione alla speranza di vita per i requisiti contributivi nella pensione anticipata porta a un «incremento del debito pensionistico destinato a gravare sulle generazioni future nell'ordine di 100 miliardi». Giovedì 11 ottobre, in una audizione alla Commissione Lavoro della Camera, Boeri ha detto che «non possiamo esimerci dal lanciare un campanello d'allarme», avvisando che, con le ipotesi messe sul tavolo dal governo giallo-verde, «il sistema previdenziale è a rischio: si aumenta la spesa e si riducono i contributi, non bastano due giovani neo-assunti per pagare la pensione di uno che esce».

GLI ATTACCHI DI SALVINI E M5S

Il presidente dell'Inps è stato attaccato dal ministro degli Interni Matteo Salvini che lo ha invitato «a dimettersi dalla presidenza dell'Inps e a presentarsi alle prossime elezioni chiedendo il voto per mandare la gente in pensione a 80 anni», mentre i deputati M5S delle commissioni Bilancio e Lavoro hanno accusato Boeri di «difendere i privilegi» e la legge Fornero, «mettendo di fatto in discussione il voto popolare. Boeri deve rassegnarsi: l'indirizzo politico del governo lo decidono i cittadini, non un organismo tecnico come quello che presiede. Quota 100 verrà introdotta». Il presidente dell'Inps è invece stato difeso da Carlo Cottarelli: «Nel suo ruolo, Boeri deve dire quello che pensa, sennò non fa più il suo ruolo», ha spiegato. «Visto l'aumento dello spread, credo che sia giusto preoccuparsi di ciò che può succedere ai conti pubblici».

IL RIPRISTINO DI QUOTA 100 DANNEGGIA LE DONNE E I GIOVANI

Le misure sulla quota 100 e sul blocco dell'indicizzazione alla speranza di vita per le pensioni anticipate (i contributi resteranno a 42 anni e 10 mesi anche nel 2019) avvantaggeranno secondo Boeri «soprattutto gli uomini, con redditi medio alti e i lavoratori del settore pubblico» mentre saranno «penalizzate invece le donne tradite da requisiti contributivi elevati e dall'aver dovuto subire sin qui, con l'opzione donna, riduzioni molto consistenti dei trattamenti pensionistici, quando ora per lo più gli uomini potranno andare in pensione prima senza alcuna penalizzazione». «Pesanti - sottolinea il presidente Inps - i sacrifici imposti anche ai giovani su cui pesa in prospettiva anche il forte aumento del debito pensionistico. Non possiamo esimerci dal lanciare un campanello d'allarme riguardo alla scelta di incoraggiare più di 400.000 pensionamenti aggiuntivi proprio mentre si avviano al pensionamento le generazioni dei baby boomers e il numero di contribuenti tende ad assottigliarsi. È un'operazione che fa aumentare la spesa pensionistica mentre riduce in modo consistente i contributi previdenziali anche nel caso in cui ci fosse davvero, come auspicato dal governo, una sostituzione uno a uno tra chi esce e chi entra nel mercato del lavoro».

I RISCHI DEL CONDONO CONTRIBUTIVO

Boeri si dice preoccupato anche per l'ipotesi di condono contributivo: «Il rischio - avverte - è quello di minare alle basi la solidità del nostro sistema pensionistico. Uscite consentite con un minimo di 38 anni di contributi e 62 di età oppure abolendo l'indicizzazione alla speranza di visita dei requisiti contributivi minimi per la pensione anticipata (a tutte le età) portano ad un incremento dell'ordine di 100 miliardi del debito pensionistico destinato a gravare sulle generazioni future e, già nel 2021 a un incremento ulteriore (oltre la famosa gobba) di circa un punto di pil della spesa pensionistica». «Se lo spirito che anima le proposte qui presentate - conclude - è quello di correggere per quanto possibile le iniquità più stridenti ereditate da chi in passato ha costruito il consenso concedendo privilegi a categorie di elettori, questo stesso principio deve essere applicato anche in avanti, pensando alle generazioni future. Oggi si è parlato di privilegi. Non vorremmo che un domani qualcuno dovesse considerare il fatto stesso di percepire una pensione come un privilegio».

Quando si va in pensione con la nuova riforma

Si potrà andare in pensione a 62 anni avendo però almeno 38 anni di contributi. Il numero minimo di contributi sarà lo stesso anche a un'età più avanzata, quindi se si esce a 66 anni e 38 anni di contributi lo si farà con quota 104.

IL DDL SULLE PENSIONI D'ORO? RISPARMIO INFERIORE A 150 MILIONI

Boeri ha affrontato anche il tema delle pensioni d'oro. Secondo il presidente dell'Inps, il risparmio che potrebbe arrivare dal disegno di legge in materia - d'iniziativa dei deputati D'Uva e Molinari - sarebbe inferiore a 150 milioni e riguarderebbe una platea di circa 30 mila persone. Il presidente dell'Inps ha sottolineato che si raggiungerebbe questa riduzione della spesa pensionistica solo se il taglio sulle pensioni superiori a 90 mila euro annui facesse riferimento all'intero reddito pensionistico e non alle singole pensioni. La riduzione massima sarebbe del 23%, mentre quella media sarebbe dell'8%.

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