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Economia
11 Ottobre Ott 2018 1101 11 ottobre 2018

Le difficoltà di Fca tra Pomigliano e Borsa

Il crollo delle vendite della Panda costringe alla chiusura temporanea della fabbrica campana, intanto l'azienda si appresta a vendere Magneti Marelli ma soffre a Piazza Affari.

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Pomigliano diventa sempre più un problema per Fca: la fabbrica campana, dove lavorano 4.750 persone, ha sulla carta un esubero pari a 2.445 unità. Il timore dei sindacati è che questi esuberi teorici, in assenza di novità, rischiano di tramutarsi in esuberi reali a causa delle difficili vendite della Panda e il ritardo nell'assegnazione dei nuovi modelli. Il 10 ottobre l'azienda ha comunicato otto giorni di chiusura collettiva della fabbrica per «una improvvisa flessione di mercato». Lo stabilimento resterà chiuso dal 22 ottobre al 31 ottobre. La richiesta dell'utilitaria era già scesa dell'oltre 16% nei primi nove mesi del 2018, e l'azienda era già ricorsa ad altre chiusure collettive, una decina di giorni in tutto, da gennaio ad oggi.

I SINDACATI CHIEDONO UN NUOVO MODELLO PER POMIGLIANO SUBITO

I sindacati sono in allarme: «È tempo di accelerare l'assegnazione della missione produttiva per lo stabilimento» ha spiegato il segretario generale della Fim di Napoli, Biagio Trapani, «Riteniamo che i risultati degli ultimi anni, vadano premiati con un significativo e definitivo passo avanti in termini industriali e se fino ad ieri l'attesa era comprensibile per la fase di assestamento per l'assegnazione dei nuovi incarichi di responsabilità all'interno del gruppo, adesso non lo è più». Gli occhi sono puntati sul nuovo capo per l'area Emea Pietro Gorlier, che ha sostituito Alfredo Altavilla. Sarà lui che dovrà occuparsi di riempire quella scatola vuota che è al momento il piano per l'Italia del gruppo: quali modelli saranno assegnati a Pomigliano? Cosa c'è oltre la Panda che non può bastare per dare lavoro a tutti gli operai? «Le tempistiche non sono un dettaglio - conclude il sindacalista - riteniamo che la discussione per configurare il futuro vada iniziata da subito, che quindi per Pomigliano si sciolga il nodo del modello da assegnare. Ci aspettiamo una implementazione immediata, consapevoli di avere davanti una nuova sfida da affrontare e vincere, con cambiamenti funzionali ad incrementare la redditività dello stabilimento, con il previsto passaggio dalla Panda ad una vettura di segmento alto, quindi con maggiore tecnologia e valore aggiunto».

LA CONVOCAZIONE DEL GOVERNO PER IL 26 OTTOBRE

Il governo ha fissato per il 26 ottobre la riunione di verifica, presso il ministero del Lavoro, dela cassa integrazione per ristrutturazione concessa a Pomigliano. «Accogliamo positivamente la convocazione tempestiva di questo incontro - sottolinea la Uilm in una nota - avvenuta peraltro a valle della comunicazione di un maggior utilizzo dello strumento della cig, con 8 giornate di fermo dell'impianto nelle prossime settimane. Confidiamo che possa rappresentare un primo momento di confronto sugli investimenti e le future assegnazioni produttive».

Gli stabilimenti di Fca preoccupano il governo

Economia Quando lo scorso 12 settembre l'incontro tra John Elkann e il nuovo amministratore delegato di Fca Mike Manley da una parte e il premier Giuseppe Conte e il suo vice Luigi Di Maio dall'altra si è concluso con un nullla cosmico di dichiarazioni, a molti osservatori è sembrato strano

MAGNETI MARELLI IN VENDITA, IL TITOLO SOFFRE IN BORSA

Intanto le difficoltà sul fronte delle immatricolazioni, le voci di un'imminente cessione di Magneti Marelli penalizzano il titolo di Fca a Piazza Affari che il 10 ottobre ha lasciato sul terreno il 5,5% e nella mattina dell'11 ottobre segnava un'altra flessione, del 2,84% (qui la diretta della Borsa). L'azienda di componentistica potrebbe finire nelle mani di Calsonic Kansei, società giapponese di proprietà del fondo di private equity Kkr, per 5,5 miliardi. Dal perimetro delle vendita dovrebbe però essere esclusi alcun business, come quello dei componenti di plastica. Ad ogni modo, un annuncio è atteso per fine anno. La vendita di Magneti Marelli può avere effetti positivi sulle finanze del gruppo. Tuttavia, i sindacati sottolineano anche come ci sia il rischio che il patrimonio tecnologico dell'azienda - attiva anche nell'ibrido e nell'elettrico - possa essere disperso.

LA PROTESTA DEGLI OPERAI LICENZIATI

Sempre l'11 ottobre, a Roma, è andata in scena la protesta di due operai di Pomigliano saliti sul tetto della sede del I municipio di Roma per protestare contro il licenziamento di cinque lavoratori che avevano inscenato nel 2014 il funerale dell'ad Sergio Marchionne davanti ai cancelli dello stabilimento. Uno dei due manifestanti è Mimmo Mignano, tra i licenziati, che lo scorso 6 giugno aveva minacciato di darsi fuoco sotto la casa del ministro del Lavoro, Luigi Di Maio per chiedere il suo intervento. Gli operai hanno calato uno striscione dalla scritta: «Fiat, Di Maio tu dove stai?».

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