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Economia
12 Ottobre Ott 2018 1239 12 ottobre 2018

Draghi e il Fmi criticano la manovra italiana

Il presidente Bce ha detto che per i Paesi indebitati è necessaria la «piena adesione» al patto di stabilità, per il Fondo monetario internazionale stiamo andando in direzione opposta.

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Molte critiche alla manovra italiana al meeting Fmi/Banca Mondiale in corso a Bali e a cui sta partecipando anche il ministro dell'Economia Giovanni Tria. Il Fmi in particolare ha criticato esplicitamente l'Italia sostenendo che quanto in discussione a Roma «va in direzione opposta rispetto ai suggerimenti del Fmi. Credo seriamente che per diverso tempo non sia stato seguito il consolidamento di bilancio che ha portato l'Italia a crescere sotto il suo potenziale», secondo quanto dichiarato da Poul Thomsen, a capo del Dipartimento europeo del Fmi. «Non è il momento di allentare le politiche» di bilancio, ha aggiunto Thomsen, per il quale un gruppo di Paesi, tra cui l'Italia, ha «margini limitati».

DRAGHI CHIEDE IL PIENO RISPETTO DEL PATTO DI STABILITÀ

Critiche all'Italia, pur senza mai nominarla esplicitamente, anche da parte del numero uno della Bce Mario Draghi. Per avere benefici dalle misure monetarie della Bce, ha detto il governatore, «le politiche di altri settori devono contribuire con più forza ad alzare la potenziale crescita sul lungo e ridurre le vulnerabilità». Il presidente della Bce Mario Draghi ritiene necessario accelerare le riforme strutturali e l'espansione in corso «richiede la ricostruzione di cuscinetti fiscali», particolarmente «importante nei Paesi in cui il debito pubblico è elevato e per i quali la piena adesione al Patto di stabilità e crescita è fondamentale per salvaguardare sane posizioni di bilancio». L'Unione economica e monetaria (Uem), ha poi aggiunto, «deve essere rafforzata, in primo luogo implementando ciò che è già stato fatto: completare l'unione bancaria, rafforzare la capacità operativa e il ruolo del Meccanismo di stabilità europea e approfondire l'unione dei mercati dei capitali». Bisogna «continuare a definire una capacità fiscale che provveda ad una adeguata stabilizzazione economica nel mentre si contiene l'azzardo morale». Le regole fiscali, ha concluso Draghi, «devono essere rese più efficaci. Una più completa Uem vuole gettare le basi per una zona euro stabile e resiliente che contribuisca alla crescita globale e alla stabilità finanziaria».

JUNCKER: «L'ITALIA NON RISPETTA LA PAROLA DATA»

Il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, è invece stato estremamente esplicito: «L'Italia non rispetta la parola data», ha dichiarato, parlando della manovra italiana in un'intervista pubblicata oggi sul quotidiano Le Monde. Quindi ha lanciato un nuovo appello alle autorità italiane affinché «rispettino le regole per non mettere in pericolo la solidarietà europea».«Non ho nulla contro l'Italia, tutto il contrario: la amo. Che si smetta di descriverci come dei mostri freddi, rinchiusi in un bunker, insensibili all'appello dei popoli», ha aggiunto il presidente della Commissione Ue. «Juncker? Un bel tacer non fu mai scritto. Pensi al suo paradiso fiscale Lussemburgo e la smetta di insultare gli Italiani e il loro legittimo governo», ha detto il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini. Le autorità italiane, ha spiegato Juncker, «sono libere nelle loro scelte, nel reddito minimo o nella fiscalità delle aziende. Devono tuttavia rispettare le regole per non mettere in pericolo la solidarietà europea». alla domanda se fosse d'accordo con la posizione di Macron che chiede il rispetto del diritto marittimo e rifiuta l'acceso ai suoi porti alle navi umanitarie con i migranti, il presidente Ue ha detto: «Le regole sono chiare: bisogna salvare la vita dei naufraghi e poi accostare in un porto sicuro. I porti francesi sono spesso troppo lontani», seppur sottolineando come la solidarietà all'Italia sia in ogni caso garantita. Da Berlino invece la cancelliera Angela Merkel non ha voluto commentare: «Oggi si è espresso Jean Claude Juncker. I colloqui sono in corso, io non voglio immischiarmi dalla Germania in questo confronto», ha dichiarato.

VISCO: «C'È ATTENZIONE, NON PREOCCUPAZIONE»

«C'è interesse, c'è attenzione, ma non c'è preoccupazione»: così il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco ha risposto, conversando coi giornalisti a margine dei lavori del meeting annuale di Fmi/Banca mondiale in corso a Bali, in merito alle eventuali preoccupazioni internazionali sull'Italia. «Certo si legge con molta cura ciò che viene deciso sulle politiche di bilancio sia ciò che avviene nell'economia reale», ha osservato il governatore.

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