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13 Ottobre Ott 2018 1602 13 ottobre 2018

Cosa ha detto Armando Siri in vista del decreto fiscale

Il sottosegretario al Mit: pace fiscale a tre scaglioni di pagamento al 6%, al 10% e al 25% «a seconda della posizione patrimoniale e reddituale di chi ne fa richiesta». 

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Tre scaglioni di pagamento al 6%, al 10% e al 25% «a seconda della posizione patrimoniale e reddituale del contribuente che ne fa richiesta». Il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri svela qualche dettaglio sulla cosiddetta pace fiscale in vista della messa a punto del decreto fiscale collegato alla manovra. L'aliquota del 6%, precisa il leghista, potrebbe per esempio essere riservata ai contribuenti monoreddito con un figlio minorenne a carico. Siri ha quindi chiarito che «la pace fiscale non è per gli evasori, ma per chi è in regola con la dichiarazione dei redditi e non ha risorse per pagare perché ha difficoltà economiche». E circa i possibili maldipancia dell'alleato pentastellato ha assicurato: «Il M5s se c'è da dare una mano ai contribuenti in difficoltà che non sono evasori sono certo che non avrà alcun problema». Siri ha negato che esistano problemi politici. «Qualcuno dei tecnici ora dice che il saldo e stralcio crea un buco nel bilancio dello Stato, ma la si sta facendo più complicata di quella che è. Non ha nessun senso tenere a bilancio partite che sono come limoni secchi» (leggi anche: Cosa c'è nella trattativa tra M5s e Lega sulla pace fiscale).

SIRI: «NON VOGLIAMO COMPROMESSI TECNICI»

L'obiettivo sarebbe portare il decreto in Consiglio dei ministri lunedì 15 ottobre ma «non portiamo in cdm un decreto che non sia coerente con i nostri proposit», ha precisato. «La proposta della Lega è molto chiara e non abbiamo intenzione di fare passi indietro», ha ribadito il sottosegretario al Mit e ideologo della flat tax all'italiana, «per noi è saldo e stralcio delle posizioni di chi non riesce a fare fronte ai pagamenti di Equitalia. Non vogliamo compromessi tecnici».

«PER ALITALIA NESSUN RISCHIO DI PROCEDURA DI INFRAZIONE UE»

Circa il piano del governo per rilanciare Alitalia, Siri ha assicurato che non comporta il rischio di una procedura di infrazione da parte dell'Unione europea: «Non c'è questo rischio, siamo assolutamente tranquilli», ha ribadito. «L'eventuale intervento è in linea con quanto fatto in altre realtà europee, non vedo perché l'Italia debba sempre cospargersi il capo di ceneri», ha aggiunto, sottolineando che l'operazione è «assolutamente all'interno della cornice delle regole europee».

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